Ieri alla fine sono andato a Bologna con i figli per ordinare i mobili progettati con il Planner.
Viaggio in treno più bus navetta IKEA perché così me li avrebbero portati a casa gratuitamente in base ad una promozione in corso. A maggior ragione ribadisco: "perché non è possibile fare l’ordine dal planner e ricevere i mobili a casa senza bisogno di recarsi nel negozio?"
In treno c’era la folla, anche se era uno di quei treni a due piani non c’era posto per sedersi vicini. Rispetto agli ultimi spostamenti ho notato una marea di portatili sulle ginocchia dei viaggiatori.
La fermata del bus navetta era abbastanza nascosca, ma chiedendo all’ufficio promozione turistica è stato facile trovarla. Nel viaggio di andata eravamo solo noi tre dalla stazione, poi altri cinque si sono aggiunti in centro città.
Metre la navetta arrivava di fronte all’IKEA alla radio una conduttrice a metà di una frase che non stavo seguendo dice "… un po’ come i mobili dell’IKEA".
Entriamo, sappiamo già (e lo sanno anche loro visto che il progetto con l’ordine è sul loro server) cosa ci serve, per cui facciamo un giro tutto sommato distratto, sto sempre cercando un mobile per il PC da mettere in cucina che sia decente (ho un’idea particolare e non ho ancora trovato la soluzione adeguata) ma come l’altra volta non c’era nulla di soddisfacente né nei prodotti già pronti né in quelli facilmente assemblabili, con calma vedrò di progettarlo a dovere.
Arriviamo ad una consulente disoccupata che ci dice di non poter recuperare il nostro ordine perché è di un reparto differente. Proseguiamo il giro fino alla zona notte, li ci sono due consulenti con una fila kilometrica e litigante (e meno male che è martedì e non il weekend). Li accanto c’è una postazione a disposizione del pubblico, verifico (per l’ennesima volta) che il mio progetto sia sul loro server: c’è.
Continuiamo a girare intorno aspettando che cali un po’ la ressa. Alla fine con un colpo di fortuna riesco a parlare con il consulente. Surreale!
Io: Buongiorno, ho già salvato il progetto sul server per l’ordine.
Lui: Ahh, solo che io non so come recuperarlo. Aspetti che chiamo per chiedere. Aspetti che proviamo a prenderlo da quella postazione e lo stampiamo.
Io: Glie lo apro, ma la stampante non funziona.
Lui prende un pezzo di carta ed inizia a copiare il progetto dallo schermo della postazione. Tanta tecnologia per nulla!
Fra l’altro non può inserire tutto l’ordine perché alcuni prodotti non sono del suo reparto. Torna alla sua postazione e fa una prova, ecco, c’è una funzione IHP (IKEA Home Planner, ndr) Import. Se vi capita altrettanto ditelo che c’è l’IHP Import per risparmiare tempo.
Ed ecco il nostro ordine comparire nel suo splendore. Sostituiamo i comodini con prodotti più adeguati e via.
Lui: Sa, non ci capita spesso di avere degli Homo Sapiens Evoluti come clienti.
Ancora non ho capito se l’ha detto come complimenti o come "Brutto nerd saputello che cerchi di fregarmi il lavoro ora ti faccio vedere io", l’importante è che i figli l’abbiano inteso come complimento e sappiano di avere un padre con i superpoteri telematici.
Non mi sembra comunque una buona scusa per non saper usare i propri strumenti di lavoro.
Lui: Mi conferma lei che questi altri prodotti sono corretti? Io non mi occupo di quella linea.
Io: Guardi che è stato il vostro programma a dirmi che così andavano bene.
Lui: In effetti.
Io: Lo stesso programma che voleva farmi mettere le maniglie nelle ante a specchio su cui non si possono montare le maniglie.
Lui: In effetti, aspetti che vedo di capire di cosa si tratta, sì direi che va bene.
Lui: Però le maniglie non posso metterle in questo ordine perché non sono disponibili. Ma se va giù al reparto cucine le trova. A quel punto o se le porta a casa oggi oppure al banco trasporto le consegna e glie le portano loro assieme ai mobili, ma fuori dalle casse le deve comunque portare lei.
Non capisco ma mi adeguo. L’importante è che armadio, scrivania, libreria e letti mi arrivino a casa gratis. Perché sono furbo io e delle promozioni approfitto.
Non posso aggiungere a quest’ordine anche il lampadario da parete per la taverna perché non è trasportabile. Pazienza, direi che l’avevo letto e ci ho solo provato.
Procediamo il giro, scendiamo e cerchiamo il reparto illuminazione (per il lampadario) e cucina (per le maniglie). Chiedo e vengo indirizzato al reparto bagno per le maniglie, arrivo e non ci sono quelle che cerco. Chiedo. "Guardi che deve andare al reparto cucine di sopra per l’assortimento completo". Tutti e tre siamo assaliti da una strana senzazione da lasciapassare A38.
Rassegnati torniamo di sopra e troviamo le maniglie.
Scendiamo nuovamente e prendiamo il lampadario. Un peso immane che ci portiamo appresso nella borsa gialla salvo poi acquistare la borsa blu dell’IKEA a 0,60€.
Alla cassa altro colpo di scena. Non può fare uno scontrino unico per l’ordine con consegna a casa e con la merce che porto via subito (lampadario, maniglie che non stò a consegnare a loro perché me le rendano poi, un treno di legno per i piccoli) e non può neppure fare due POS consecutivi sulla medesima carta. Ergo il primo pagamento (la merce sfusa) lo faccio lì mentre per il secondo mi passa alla cassa accanto.
Verifica che tutto sia a posto con lo sportello delle consegne a domicilio.
Invana ricerca del modo di mangiare senza aspettare 1/2 ora che poi ci perdiamo la navetta.
Di nuovo sulla navetta per la stazione, siamo in 4 in tutto. Non mi pare che sia molto sfruttata considerando che poi ti scontano pure il prezzo del biglietto sugli acquisti.
In stazione più che romperci il collo per prendere il treno al volo andiamo da Mc Donald’s (per non farci mancare nulla).
Il treno del ritorno è meno moderno, meno rapido ma più vuoto.
Verso il 15 aprile dovrebbero consegnare i mobili e portarli già loro al secondo piano (gran bella cosa), poi con calma li monterò io anche perché devo probabilmente spostare un lampadario.
Comunque ieri all’IKEA mi sono sentito più volte a metà strada fra una vittima di qualche Candid Camera e Truman Burbank.
Surreale, decisamente surreale.