La mattina del dì di festa.

Ad essere proprio sincero ancora non riesco a capacitarmi della reintroduzione, diversi anni fa, della festività del Patrono.

Oggi è festa qui da noi, è Sant’Ilaro. Non mancano certo i festeggiamenti come ad esempio la Contesa Estense, ma è proprio la giornata festiva che non riesco a comprendere.

Insomma, viviamo in un mondo sempre più globalizzato e ci andiamo ad impelagare in festività che non superano qualche kilometro quadrato, considerate che nel comune di Lugo ci sono tre patroni diversi fra capoluogo e frazioni. Considerate che l’istituto comprensivo in cui vanno i miei figli si ritrova a dover gestire tutti e tre i patroni avendo plessi nel capoluogo e nelle frazioni.

E pensate a chi lavora o va a scuola in un comune diverso (o anche solo in una frazione diversa) che potrebbe trovarsi a dover far festa in un giorno che non ha alcuna valenza per lui, a dover comunque lavorare nel giorno del proprio Patrono o a doversi prendere un giorno di ferie quando le scuole (magari in date diverse) dei figli sono chiuse per festività.

Le poste sono chiuse, le banche aperte solo la mattina, i negozi sono chiusi, o aperti, o fanno mezza giornata (come noi che dobbiamo comuque fare le spedizioni).

Ecco, la festività del Patrono proprio non capisco che senso abbia. Oggi.

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