Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità ha rifiutato il proprio patrocinio al gay pride.
Vorrei innanzitutto rassicurare Repubblica, non è vero che sono tutti contro la Carfagna, io condivido pienamente le sue scelte.
Perché se dobbiamo dare a tutti pari opportunità allora le famiglie sono ancora in credito di un riconoscimento istituzionale negato al Family Day ed invece concesso dal precedente governo al gay pride.
Il problema principale poi del gay pride o, più specificamente, della rappresentazione che ne danno i media, è la carnevalata che l’accompagna che nulla ha a che vedere con i problemi e le discriminazioni dei gay.
Non starò a dire che i miei amici omosessuali non hanno problemi, perché non ho amici apertamente omosessuali né cerco la loro amicizia. Chiamatemi pure omofobo, per me si tratta semplicemente di una condizione di vita diversa dalla loro tale da non farmi ricercare la loro amicizia.
Tornando al folklore che accompagna di norma il gay pride spesso viene condito di frasi contro gli altri, spesso contro la Chiesa. Dunque i gay sono cattofobi?
Ecco, basta con questi omosessuali cattofobi!
Forse se da parte degli omosessuali ci fossero richieste per una manifestazione in cui si discutesse della loro discriminazione come diversi penso che il ministero potrebbe, anzi dovrebbe, dare il proprio patrocinio. Ma finché la manifestazione avrà il proprio culmine nel vanto della propria diversità allora nessuno potrà lamentarsi per il fatto di venir trattato da diverso né tantomeno il ministero -che ha come compito istituzionale appunto la rimozione delle diversità di trattamento fra le persone- potrà dare il patrocinio.
È stupefacente la frase di Mancuso, presidente Arcigay:
In due anni ci sono stati omicidi e 50 atti gravi di violenza denunciati mentre migliaia sono gli episodi di discriminazione.
Quanti omicidi in due anni? Perché ricordiamo che non molti giorni fa uno è stato ucciso perché non fumava, anche lui vittima di una discriminazione?
Ogni giorno le coppie di coniugi che perseverano nel proprio matrimonio al posto di simulare una separazione legale ed un divorzio pagano più tasse degli altri, non è questa una discriminazione perpetrata dallo stato ai danni dei propri cittadini? Che ne dice signor Mancuso?
La polemica montata artatamente ha più a che vedere con l’opportunismo che con le pari opportunità.
Beh ad esempio io sono bisex, anche se molto piu’ gay che straight, e mi chiamo Giuseppe per tutti Bepi. Un agente di cambio famosissimo, il rotariano omosex ********* ***** di ***** ********* *** ( “Berlusconianazista” viscidissimo, che ovviamente dice a nessuno di cio’), tra l’altro nella lista dei 390 del Liechtenstein, mi abbordo’ una sera in un club gay di zona Centrale a Milano. Mi porto’ a letto promettendomi lavoro e beni, e poi, di fatto, scusate se mi lascio andare, me lo ha ficc… due volte, una nel vero senso della parola, e l’altra non mantenendo la parola, vi sembra giusto? Ditemi voi
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