ITHost: capitolo finale (almeno per me).

Da parte di ITHost.ch ancora nessuna comunicazione ufficiale sull’accaduto.

Da oltre 10 giorni i loro server sono giù e prima c’erano state alcune avvisaglie dell’imminente catastrofe.

Questo post l’ho scritto per raccontare le mie operazioni per ritornare operativo nel più breve tempo possibile, anche perché le mie speranze che torni online ITHost in tempi brevi sono veramente poche.

Per prima cosa parto con un ringraziamento, anzi tre: seeweb, eticoweb, PDR. Perché senza la loro fattiva collaborazione (nel rispetto dei contratti e delle regole) sarei ancora fermo.

Nella fattispecie seeweb si è reso disponibile ad aprire i rubinetti su IP fissi per poter prelevare via FTP i siti ed i dati (che essendo su MySQL si esportano più facilmente che su SQL Server). E come me tante altre persone hanno ottenuto soddisfazione in questa richiesta.

Eticoweb ha permesso con un solo fax di cambiare i server DNS dei siti .it, poi procederò a spostare la registrazione al nuovo registrar.

In modo analogo (considerando le differenze di lingua, cultura, regole e non ultimo dimensioni) ha operato anche PDR che ha tolto il lock di ITHost sui domini .com consentendo il cambio dei DNS ed in prospettiva anche in questo caso il loro spostamento presso altri fornitori.

La prima cosa che ho dovuto fare era trovare un nuovo fornitore per il server, il mio problema principale era l’uso di ASP e di MySQL che non tutti offrono insieme. Ero indeciso se rimanere in Italia o andare negli USA.

Alla fine, anche considerando il cambio più che favorevole, ho optato per Chicago con un VPS di Bodhost. Questo non è un consiglio per più motivi:

  1. Rispetto ad ITHost un VPS te lo devi configurare e gestire, io l’ho fatto per tanti anni prima di andare su ITHost e dunque ritengo di poterlo fare (per le mie necessità) anche ora.
  2. Qualche problema in sede di avvio, configurazione ed anche gestione c’è stato. Dunque oltre a sapere dove mettere le mani è necessario speakare qualche parola in inglese per farsi capire e molti di coloro che ho sentito in questi giorni hanno detto di avere problemi (addirittura più di me) ad usare l’idioma.
  3. Fino a poco tempo fa ad una richiesta di suggerimento di hosting avrei suggerito ITHost, per questo oggi non vi suggerisco nessuno.

Per i domini mi sono orientato all’Italia (soprattutto per registrare anche i .it che Bodhost non registra) e nello specifico a Hosting Solutions. Per quanto siano complesse le operazioni di attivazione di un .it poi le operazioni di gestione e trasferimento si fanno facilmente con un fax, e questa è cosa buona se uno si trova estromesso dalle sue caselle di posta a causa di un fornitore.

Dunque mentre finora per tutti i domini la casella di posta era basata sul .com ora trasferirò tutte le registrazioni sul .it.

In ogni caso il gestore dello spazio web e dei domini saranno due aziende separate per evitare in futuro un nuovo blocco funzionale completo, figuratevi che Scardovi.com era (ed è) altrove ma con il blocco dei DNS e l’impossibilità a cambiarli in tempi brevi mi sono trovato offline anche con quello.

Oggi dunque tutti i siti ed altri servizi (posta, database, ecc.) sono tornati attivi. Nei prossimi giorni finirò la risistemazione e trasferirò tutti i domini come detto.

In questi giorni ho conosciuto diversi compagni di disavventura, più d’uno mi hanno anche contattato telefonicamente con modi di fare alterni: alcuni più gentili, altri molto bruschi.

Invito tutti a non telefonarmi più e neppure a contattarmi direttamente via mail, e magari a non usare i commenti a questo post come helpdesk.

Ho creato a tal proposito, già quando il problema è sorto, un gruppo di Google in cui discutere proprio di questo cercando insieme di trovare soluzioni.

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