La definizione migliore dell’uscita dell’Italia dagli europei è stata una battuta involontaria del telecronista RAI alla fine del primo tempo supplementare.
Una partita giocata al livello della prima con l’Olanda, una squadra meccanica assolutamente prevedibile che giocava secondo schemi stanchi e in cui la punta sembrava piuttosto un palo.
Luca Toni aveva un Karma tremendo, ad ogni cross non si muoveva di un passo, immobile tanto che non essendo prima casa ormai gli appioppavano pure l’ICI da pagare.
Sembrava quasi di poter legger nel suo sguardo dopo ogni azione miseramente fallita la frase: “Se il buon Dio avesse voluto farmi segnare il pallone mi sarebbe caduto in testa nel punto giusto”.
L’Italia ha perso, la Spagna non ha vinto ma ha passato il turno. Perché ai rigori si può solo perdere. Così è risolto anche il dubbio amletico di Francesco che ieri sera era a vedere la partita con noi e la moglie spagnola. Potrà andare dallo suocero dicendo che né l’Italia ha rubato la partita né tantomeno che la Spagna abbia battuto l’Italia.
Tornare a casa ai rigori è una beffa, lo sa bene Donadoni che non segnò nella semifinale di Italia ’90. Certo che ancora più beffardo è mandare a casa l’URSS per il lancio di una monetina nella semifinale degli unici europei, giocati in casa, vinti dall’Italia.
In definitiva ieri hanno vinto tre rosse: Ferrari, Ducati, Spagna. Che ci sia speranza anche per la Brambilla che ha pure Vittoria nel nome?
La cosa più brutta è esser usciti contro una Spagna che non ha fatto nulla di che.