Cara scuola.

Posso, con ragione, definirmi oramai un esperto di scuole dell’obbligo.

Quest’anno avrò tre figli alle elementari primarie e due alle medie secondarie di primo grado più uno che inizierà le scuole superiori, mondo che ancora non conosco.

Questa esperienza mi consente di dissentire da Leonardo quando dice di non acquistare i quaderni per tempo perché basta chiedere alle maestre ad una qualsiasi delle riunioni che precedono l’inizio dell’anno (addirittura ne abbiamo alcune che assieme alle pagelle dell’anno prima consegnano l’elenco del materiale che servirà ad inizio anno), anche per la prima elementare ci sarà la riunione in questi giorni dove le maestre illustreranno il programma ed il materiale per svolgerlo.

Così capita che in cartoleria, ci siano i pacchi da 10 quadernoni ad un prezzo che alla fine non si discosta molto dal quadernone singolo dell’ultimo supereroe televisivo. E questo è già il primo risparmio.

Lo stesso capita per le biro, ce ne sono di tutte le fogge, ma salvo che per i mancini come me una comunissima Bic è sempre una valida soluzione.

Poi ci sono i casi limite, come la classe da cui tutti i bambini sono fuggiti nell’arco di 5 anni perché le maestre non riuscivano neppure a mettersi d’accordo sul colore della penna da usare normalmente: una la pretendeva blu, l’altra nera.

Ma il vero risparmio, anzi direi piuttosto investimento, è sullo zaino. Mai, e ribadisco MAI, acquistare quello pubblicizzato in TV, che sia dei Gormiti o delle Winx. Non hanno la resistenza del buon vecchio, classico Seven e difficilmente resisteranno cinque anni di elementari ma soprattutto al settembre dell’anno seguente saranno comunque assolutamente fuori moda.

Fondamentale poi è segnare tutto il materiale con il nome del bambino, perché mi diceva un maestro che le cose senza nome nel momento in cui toccano il suolo diventano di nessuno. Finché la gomma è sul banco è certamente del bambino, ma se gli cade per terra non confesserà neppure sotto tortura che fosse sua.

Mandare a scuola i figli è un investimento, dunque sono contrario al risparmio a tutti i costi. Però è vero che con oculatezza si possono eliminare molti sprechi.

Discorso a parte per i libri.

Leonardo propone la sostituzione della carta dei libri con un notebook (che per quel che mi riguarda ci può anche stare, ma solo dalle medie non certo alle elementari) magari uno di quelli a manovella. Sono invece contrario alla sostituzione degli autori e dei relativi testi con un wiki, il testo deve rimanere costante dal momento dell’adozione fino al termine dell’anno scolastico e non può essere unico per tutte le scuole, ci sono differenze di metodo per cui ogni insegnante deve essere libero di seguire un tragitto diverso purché alla fine la meta raggiunta sia comune a tutti.

Quindi ok per i libri online solo se vengono chiusi entro marzo per consentire l’adozione da parte dei docenti. Poi i testi devono rimanere invariati (secondo me anche nei semplici refusi) fino a giugno dell’anno successivo salvo presentare la versione riveduta e corretta entro marzo per l’anno scolastico successivo. Questi testi però devono avere degli autori principali, non deve essere possibile per chiunque contribuire ma neppure consentire la modifica all’intero corpo docente. A questo punto però, essendo limitato il numero di autori appare evidente che questi non possano farlo gratis e quindi deve essere riconosciuto loro un giusto compenso per la loro opera.

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