La scure di Brunetta sulle assenze dei dipendenti pubblici aveva colpito anche i giorni in cui i lavoratori si recavano a donare il sangue.
Dopo una serie di proteste queste assenze sono stare riabilitate.
A me pare proprio una stronzata!
Non importa quanti soldi sono. Fossero anche 5 euro si tratta di una cosa ingiusta. Questa è gente che fa del bene, che aiuta altri a vivere. Non deve rimetterci niente.
Queste sono parole pronunciate dal presidente dell’AVIS che io assolutamente non condivido.
E non sono l’unico:
Donare: dare ad altri spontaneamente e senza compenso.
questo secondo il De Mauro.
Io che sono donatore e lavoratore autonomo non ho mai ricevuto compensi per le mie donazioni, perché altrimenti non sarebbero state donazioni e sarebbero pure state fuorilegge. Ma non è invidia, perché pure quando ero dipendente ho sempre donato in giorni in cui non ero al lavoro e dunque non percepivo compensi.
Che i dipendenti, pubblici o privati che siano, vengano retribuiti con una giornata di stipendio quand’anche al lavoro non vanno l’ho sempre trovato sbagliato.
E se il presidente dell’AVIS dice che è giusto che le persone vengano retribuite per un atto che dovrebbe essere appunto una donazione significa che crede poco nelle donazioni di sangue ed ancora meno nei donatori che donerebbero non per il loro spirito altruistico ma per avere una giornata retribuita per fare i loro porci comodi dopo un oretta di vendita di sangue.
a me la stronzata pare che non le dica solo il presidente dell’avis. 🙂
L’avis vende il mio sangue agli ospedali: il principio di donazione già viene mortificato.
Se non mi pagano la giornata si configura anche un danno economico. Quindi pago 100 euro per donare il mio sangue che sarà rivenduto? Chiaramente l’avis è un azienda e dovrà pur mangiare, come noi del resto
inoltre se prendiamo la filosofia della donazione e del volontariato a 360 gradi anche il personale medico che assiste i donatori non dovrebbe percepire compensi ma al limite rimborsi spese ed alternarsi nelle giornate di prelievo