Ieri sera leggo una notizia ANSA:
Uno studio Usa svela che le sigarette contengono polonio 210, la sostanza radioattiva usata per uccidere Alexander Litvinenko nel 2006. Una cosa nota solo a pochi ‘addetti ai lavori’, anche a causa del colpevole silenzio delle multinazionali del tabacco.
C’è anche chi rincara la dose:
Che il fumo faccia male, non è una novità. Ma nessuno avrebbe mai pensato che nelle sigarette si potessero trovare addirittura delle tracce di polonio 210. E non stiamo parlando di qualcosa di apparentemente pericoloso. No. Il polonio 210 è una sostanza radioattiva. E letale.
La notizia bomba è stata rivelata dall’American Journal of Public Health, sul quale nel prossimo numero di settembre uscirà un dettagliato articolo a riguardo. Secondo la rivista, e questa sì che purtroppo non è una novità, le multinazionali del tabacco erano consapevoli del fatto, ma avrebbero taciuto per quasi 50 anni per non scatenare l’ira dell’opinione pubblica.
Sulle prime non mi suona così tanto come una novità, l’avevo già sentito dire. Sì, me l’hanno detto i miei figli che l’hanno trovato in un videogioco contro il fumo regalato tempo fa in farmacia: Air Defenders, del 2005.
Capisco che all’ANSA non possano mettersi a giocare con questi software indirizzati ai bambini ma con una banale ricerca su internet si trova di tutto.
Ad esempio c’è questo sito di un istituto scolastico bolognese ospitato dal CNR dice:
Intorno agli anni sessanta, gli scienziati scoprirono la presenza di radioattività nel tabacco di sigarette. Il radionuclide più importante, dal punto di vista radioprotezionistico, contenuto nel tabacco, è il Polonio-210 (Po-210) che è un noto alfa emittente. […] Dall’aprile ’96 il Presidio di Pneumotisiologia in collaborazione con la Facoltà di Farmacia nell’ambito del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università degli Studi di Bologna ha iniziato uno studio sperimentale allo scopo di rivalutare le concentrazioni di radioisotopi in generale nel tabacco di sigaretta e stabilire in particolare se effettivamente il Polonio-210 e in che quantità è presente nel fumo attivo e passivo, e se realmente possa essere considerato un significativo promotore di neoplasie nell’epitelio bronchiale dei fumatori di sigarette.
Non c’è male, sono almeno 12 anni che in Italia si fa ricerca specifica sul Polonio 210 nelle sigarette ed ora dagli USA ci dicono che le industrie del tabatto ce lo tenevano nascosto.
Ma anche qui, cosa vuoi che sia un sito scolastico di fronte alla scienza? Cerchiamo una fonte più attendibile, Yahoo! Italia Salute, a cura di Il Pensiero Scientifico Editore, dice in grande in un titolo di una notizia di Novembre 2006 (all’epoca dell’assassinio di Litvinenko):
Polonio-210 in dose letale? Non serve il KGB, bastano le sigarette
E così non ci sono più scuse, il Polonio 210 è presente nelle sigarette e da tempo questo è noto agli scienziati, da ben più di un decennio ed all’opinione pubblica da anni.
Come mai l’ANSA o l’American Journal of Public Health non ne erano al corrente?
Siamo tutti in pericolo. Ma non tanto per le sigarette quanto per le notizie che ci spacciano per notivà quando non lo sono affatto.