15 giorni per morire.

Sembra quasi il titolo di un film scadente tutto azione.

In realtà ci troviamo di fronte a ben altro, perché la protagonista di questa vicenda non ha la possibilità di muovere un dito. In nessuna direzione.

Altri stanno dicendo quello che lei avrebbe voluto se si fosse trovata in questa situazione, lo stanno dicendo perché Eluana Englaro (è di lei che si parla) non lo ha lasciato scritto da nessuna parte. Non esiste infatti il testamento biologico, soluzione che oggi in molti chiedono, di Eluana.

Appare quindi già da questo incomprensibile il fatto che, se per una decisione patrimoniale è richiesto un atto scritto, per decidere della morte di una persona sia sufficiente la dichiarazione di un terzo, seppur congiunto.

Poi non so proprio chi sia tanto masochista da chiedere di morire di fame e di sete, perché in tal caso dovrebbe intervenire il trattamento sanitario obbligatorio.

Comunque sia pare che tutto sia compiuto, una Via Crucis di circa 15 giorni.

C’è la clinica Città di Udine che, se verrà adeguatamente rassicurata che non perderà la convenzione con il pubblico, diverrà il primo braccio della morte dell’Italia repubblicana.

Ci sono già i volontari pronti ad assisterla in queste due settimane di agonia. Strano che chi ritenga Eluana già morta dentro un corpo malauguratamente vivo, pensi anche che ci sia bisogno di assisterla giorno e notte, di sedarla con una adeguata terapia del dolore. Un morto non prova dolore.

L’atto di condanna è redatto, le speranze di grazia (malgrado il tentativo di Sacconi) appaiono pressoché nulle.

E così persone che hanno giurato di proteggere la vita diventano carnefici.

3 commenti su “15 giorni per morire.”

  1. O forse sono accecati quelli che pur rendendosi conto che si uccide una persona (nella sentenza hanno previsto che venga sedata quando inizierà a mostrare segni di sofferenza) hanno pensato di portare comunque l’Italia nella “modernità”.

  2. si uccide una persona che soffre e che non ha più speranze. so che è un concetto che un cattolico non capirà mai, ma anche questa è carità.

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