Come ormai tutti sappiamo domenica 21 e lunedì 22 giugno si voterà per i referendum elettorali per i quali a suo tempo avevo firmato.
Quelli che ci costerebbero forse 400 milioni di Euro (contando anche 1/2 ora di baby sitter per andare a votare).
Quello che però non viene detto con chiarezza (o perlomeno non l’ho sentito io) è in parole povere per cosa si vota.
Essere chiari è probabilmente più impossibile che difficile perché il testo dei primi due quesiti è un lavoro di taglio e cucito (in Italia i referendum ai sensi dell’Art. 75 della Costituzione sono solo abrogativi, in poche parole possono cancellare una legge od una sua parte ma non aggiungere o spostare neppure una virgola) che neppure un buon sarto riuscirebbe a fare.
Visto che non sono sadico non vi riporto il testo integrale che comparirà sulle singole schede (lo potete trovare comunque qui) seguito da un mio commento (per chi lo volesse leggere).
1° quesito – Scheda VIOLA – Premio di maggioranza alla lista più votata – Camera
Avete letto tutto il testo? Basta in realtà leggere le ultime due righe per rendersi conto che è stato fatto un lavoro da certosino per trasformare il Porcellum da legge elettorale che assegna un premio di maggioranza alla coalizione in una che da un premio di maggioranza ad una lista.
Cosa comporta tutto questo? Che le coalizioni saranno costrette a presentare delle liste uniche. Non ci sarebbe più la lista del PD e quella di IDV da una parte e PDL e Lega dall’altra. Verrebbero presentate probabilmente due liste uniche per centrosinistra e centrodestra riducendo ulteriormente la libertà di voto. Se già ora non c’è la preferenza nelle politiche (anche se io non trovo il voto di preferenza in un’elezione con territorio ampio un effettivo vantaggio) si perderebbe anche la possibilità di decidere a quale forza politica nell’ambito della coalizione dare più forza.
Quello che i promotori oggi presentano come semplificazione (riduzione dei gruppi parlamentari) in realtà si tratterebbe di un’ulteriore ingessatura del sistema. E non si otterrebbe l’effetto desiderato perché i gruppi parlamentari potrebbero ben presto replicarsi. Già oggi alla Camera ci sono gruppi parlamentari di 3 persone.
Quindi il voto a mio avviso più corretto è NO. Si può anche non ritirare la scheda cercando di far venire meno il quorum per il singolo quesito. Il vantaggio è che se non si raggiunge il quorum non scatta il rimborso elettorale per i promotori, lo svantaggio è che così facendo si rallentano di molto le operazioni di voto con conseguenti file più lunghe.
2° quesito – Scheda BEIGE SCURO – Premio di maggioranza alla lista più votata – Senato
Questo secondo quesito è sostanzialmente identico al primo solo che si applica al Senato anziché alla Camera. Vale dunque anche per questo il mio NO o possibilità di non ritirare la scheda.
3° quesito – Scheda VERDE CHIARO – Abrogazione delle candidature multiple
Questo quesito è molto più breve. Ed anche molto più sensato per diversi motivi. In buona sostanza con questo referendum si abolisce la possibilità per un candidato di presentarsi in diverse (se non tutte) le circoscrizioni. Si sceglie la propria, dove correre, e ci si mette in gioco.
In questo caso il mio voto è per il SÌ. Netto e convinto.
Innanzitutto verrebbero meno i candidati di bandiera, quelli che sono in tutte le circoscrizioni per attirare voti alla lista piuttosto che per farsi eleggere.
In secondo luogo si potrebbe ridurre la distanza dell’elettore dall’eletto, il candidato sarebbe più facilmente uno del territorio e non qualcuno calato dall’alto.
Terzo, ma forse più importante, si toglierebbe agli eletti in più circoscrizioni il potere di decidere chi deve essere deputato e chi non lo deve essere sostituendosi in toto all’elettore. Infatti ora chi viene eletto più volte nel momento in cui fa la scelta della circoscrizione automaticamente fa entrare in parlamento il primo non eletto della circoscrizione a cui ha rinunciato. Quindi può scegliere un parlamentare a scapito di un altro solo perché a lui più congeniale.
Detto tutto questo, dubito comunque che per questi referendum si possa raggiungere il quorum anche considerando coloro che andranno a votare per il ballottaggio delle amministrative. Personalmente mi riserverò l’ipotesi di andare a votare lunedì mattina in base ai dati di affluenza della domenica sera.
Indicativamente sulle stesse posizioni (anche se spiegate molto meglio) trovate .mau..
Dimenticavo, in ogni caso qualunque sia il risultato del referendum elettorale (ovvero che rimarrà com’è ora) non verrà più modificata per via parlamentare perché si dirà che gli elettori questo avevano chiesto. Figuratevi che dopo 20 anni ancora in Italia non si può parlare di nucleare perché c’è stato un referendum. Se invece dovesse cambiare qualcosa sarebbe corretto andare ad elezioni anticipate, perché le leggi elettorali si modificano e poi si vota subito (si diceva ai tempi dell’approvazione del Porcellum).
» le leggi elettorali si modificano e poi si vota subito
Il che è sempre stata una palla, visto che ad esempio tutte le proposte di riforma costituzionale di riduzione dei parlamentari si applicavano alla legislatura successiva (in un caso addirittura alla seconda legislatura successiva). Chi diceva così è perché con la riforma ci guadagnava.
Io sono addirittura della scuola che la riforma si fa a inizio legislatura, così si è certi che non viene fatta per calcolo elettorale della maggioranza ma perché si ritiene sia cosa giusta.