Gaspar Torriero gone verbose

Il web invece offre uguale pulpito e uguale rintracciabilità a tutti.

via Gaspar Torriero gone verbose.

Non sono assolutamente d’accordo con Gaspar, perché se da una parte internet da un megafono a chiunque voglia non è detto che comunque nel raggio di portata del megafono ci siano le stesse persone che ascoltano altri.

Forse per un 5-10% degli utenti (ma secondo me molti meno) dissapore.com e repubblica.it hanno uguale pubblico ed uguale rintracciabilità, tutti gli altri ignoreranno tranquillamente l’esistenza del primo e continueranno beatamente a leggere repubblica.it senza pensare che abbia plagiato dissapore.com o chiunque altro.

2 commenti su “Gaspar Torriero gone verbose”

  1. Per la parte “pulpito” potrei essere parzialmente d’accordo, anche se bisognerebbe vedere bene i numeri di quel singolo articolo, non di tutta Rep.

    Ma per la parte “rintracciabilità” che mi dici?

  2. Per la parte rintracciabilità è necessario sapere come Google valuta i due siti. Potrebbe anche essere il copiatore a finire in prima posizione ed il copiato in seconda-terza pagina.

    Repubblica.it è su Google news. L’altro?

    Poi non basta che un risultato sia in prima pagina, perché poi i nostri occhi filtrano in automatico le fonti note da quelle ignote.

    Mentalmente tendiamo a seguire prima le voci conosciute che quelle sconosciute, anche se spesso quelle sconosciute sarebbero più affidabili. Ad esempio io sono scettico sui personaggi pubblici in politica perché attirano voti per la notorietà più che per i contenuti. Ma questo è un discorso diverso.

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