L’altra sera passeggiando con mia moglie siamo arrivati davanti ad una libreria. Ad un certo punto ho letto Roald Dahl su una copertina.
Certo che so chi è Roald Dahl, ma non riuscivo a farmelo venire assolutamente in mente. Diamine che fastidio questa situazione.
Allora ho preso fuori il mio fido BlackBerry ed in pochi click sono andato a leggere l’enciclopedia cosa diceva.
Diamine, come facevo a non ricordare Le streghe, Matilde o anche La fabbrica di cioccolato!
Tutto questo per dire cosa? Ma che senza internet io sarei rimasto nella mia beata ignoranza. O forse no.
Ho una connessione permanente ad internet da 12 anni, a casa da 4 ed in mobilità da 2. La mia prima connessione ad internet da mobile risale al 1999. Ormai sono anni in cui ogni domanda trova risposta in internet nella nuvola.
Come i nostri file sempre più spesso non sono accanto a noi ma entrano nel cloud (io l’ho fatto in questi giorni con il server di posta dato in ostaggio pasto a Google Apps) così è anche del nostro sapere. Tanto più è facile recuperare un’informazione tanto meno la nostra mente si impegnerà per ricordarla.
Dobbiamo preoccuparci più dei computer che diventano intelligenti come noi o di noi che deleghiamo ai computer sempre più delle nostre prerogative?
Io farei fatica a ricordarmi anche quello che devo fare domattina senza elettronica, e voi?
Farei fatichissima. All’inizio. Poi dopo qualche settimana migliorerei notevolmente. Riassumendo: per un buon sviluppo della memoria personale c’e’ un’importante barriera d’ingresso. 🙂