Il blog di Stefano Scardovi & C.
Internet ovunque. Troppo pervasivo?
L’altra sera passeggiando con mia moglie siamo arrivati davanti ad una libreria. Ad un certo punto ho letto Roald Dahl su una copertina.
Certo che so chi è Roald Dahl, ma non riuscivo a farmelo venire assolutamente in mente. Diamine che fastidio questa situazione.
Allora ho preso fuori il mio fido BlackBerry ed in pochi click sono andato a leggere l’enciclopedia cosa diceva.
Diamine, come facevo a non ricordare Le streghe, Matilde o anche La fabbrica di cioccolato!
Tutto questo per dire cosa? Ma che senza internet io sarei rimasto nella mia beata ignoranza. O forse no.
Ho una connessione permanente ad internet da 12 anni, a casa da 4 ed in mobilità da 2. La mia prima connessione ad internet da mobile risale al 1999. Ormai sono anni in cui ogni domanda trova risposta in internet nella nuvola.
Come i nostri file sempre più spesso non sono accanto a noi ma entrano nel cloud (io l’ho fatto in questi giorni con il server di posta dato in ostaggio pasto a Google Apps) così è anche del nostro sapere. Tanto più è facile recuperare un’informazione tanto meno la nostra mente si impegnerà per ricordarla.
Dobbiamo preoccuparci più dei computer che diventano intelligenti come noi o di noi che deleghiamo ai computer sempre più delle nostre prerogative?
Io farei fatica a ricordarmi anche quello che devo fare domattina senza elettronica, e voi?
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da S. il 18/09/2009 alle 09:00, ed è archiviato come cultura. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
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circa 10 mesi fa
Farei fatichissima. All’inizio. Poi dopo qualche settimana migliorerei notevolmente. Riassumendo: per un buon sviluppo della memoria personale c’e’ un’importante barriera d’ingresso.