Capisco bene che per le compagnie telefoniche sia importante avere tanti clienti, ed a maggior ragione utenze aziendali.
Perché con il distacco dell’ultimo miglio la compagnia che gestisce il filo prende i soldi dal cliente per il contratto che fa ed anche qualche spicciolo sulle telefonate entranti. E se le telefonate entranti sono molte anche gli spiccioli iniziano a diventare significativi.
Capisco molto meno (ovvero lo capisco ma non lo accetto, neppure se è legittimo in attesa della partenza del registro pubblico delle opposizioni) le continue telefonate di disturbo fatte da gentili (fino al primo rifiuto) signorine dei call-center.
Se compagnie telefoniche come BT e Fastweb fanno chiamate molto frequenti e decisamente insistenti le si prende in odio e basta, ad ogni telefonata fatta la possibilità che hanno di essere prese in considerazione in un eventuale cambio rispetto all’operatore attuale subisce un decadimento esponenziale (grazie a .mau. per la definizione corretta).
Certamente saprete che tutti i dipendenti di una qualunque casa automobilistica (eccettuate quelle di lusso, per ovvie ragioni) hanno auto della medesima casa automobilistica. Perché se per primi non le usano i dipendenti significa che in fondo non sono poi così buone.
Ecco, generalmente le chiamate degli operatori vengono fatti da call-center stranieri, con persone con un pessimo accetto e con una qualità dell’audio infima. Risulta legittimo pensare che un operatore che venda telefonate usi le sue stesse telefonate per dimostrarne la qualità, e il gracchiare e gli eco che ci sono sono insopportabili e fanno venir voglia di mettere giù il telefono.
E se in azienda il rumore dei call-center è ancora sopportabile avendo molte telefonate di lavoro a casa si raggiunge l’esasperazione che ti fa venir voglia all’ora di cena di vendere il telefono e tornare alla vecchia bella posta cartacea che perlomeno ottiene la tua attenzione nel momento in cui vuoi tu e può sempre servire per accendere la stufa.