La lettera scritta da alcuni editori a favore della scuola pubblica (con specificazione successiva di statale) parte con le migliori intenzioni racchiuse in una antiquata burocrazia a partire dall’URL (http://www.laterza.it/ns-lettera.asp).
Non ho affatto apprezzato il passaggio in cui viene detto che la scuola non statale è parziale quando poche righe sopra hanno comunque detto che è pubblica nel momento stesso in cui sia paritaria.
C’è però un punto su cui non posso che essere d’accordo battendomi già da tempo nella stessa direzione:
Dobbiamo tutti fare qualcosa per la scuola di tutti. Non dobbiamo lasciarla sola a chiedere attenzione. Se è vero – come sentiamo continuamente ripetere – che nella scuola si costruisce il futuro dei nostri figli e, quindi, del nostro Paese, nessuno può guardare alla questione «dall’esterno». Chi ricopre cariche istituzionali e politiche deve avvertire la forza dell’opinione pubblica. Chi ha più responsabilità e potere nella società, nell’economia e nella cultura deve essere il primo a impegnarsi.
La conclusione è sempre la stessa, finché si andrà alla contrapposizione (scuola pubblica statale vs. scuola pubblica paritaria ad esempio) non si potrà mai fare nulla di utile, è necessario invece collaborare tutti affinché la nave del futuro del nostro Paese possa giungere in porto e l’unica rotta possibile passa da un sistema scolastico di qualità in grado di formare cittadini.
Una parola però voglio rivolgere anche agli editori. Fate libri di qualità, libri veritieri e libri che appassionino. Libri che educhino. Fate libri che possano essere usati a lungo, che possano essere passati fra fratelli o acquistati nei mercatini dell’usato. Fate libri versatili, in formato e-book aperto per tutti i testi scolastici affinché tutti possano usare i vostri libri, perché la scuola è per tutti.
Certo che quello che propongo ha un costo elevato ed un margine di guadagno ridotto. Ma siate anche voi lungimiranti come volete che gli altri siano. Sappiate che uno studente appassionato acquisterà tanti altri vostri libri e smuoverà il volano della cultura che in Italia, culla della cultura, sembra essersi ormai arrestato.
Chiedete biblioteche scolastiche aggiornate? Fatelo! Fate la vostra parte come noi, cittadini nella e per la scuola facciamo.
A questo argomento ci tengo molto, per questo mi piacerebbe un commento.
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Trovo quella lettera di un’ipocrisia esagerata. Le case editrici sono le prime speculatrici alle spalle di noi studenti – e lo dico a studente.
Oltre ciò ovviamente aggiungiamoci professori non proprio in buona fede, che, esemplifico portando il caso di me stesso, fanno comprare libri dei quali la metà rimane nel cellophane per sempre.
commentato.
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Letto, infatti di tutta la lettera ho estrapolato il punto più condivisibile, ma dire che le scuole devono avere i soldi per comprare i libri per le biblioteche perché loro se ne guarderanno bene dal darglieli in omaggio è significativo.
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Up.
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ariup.
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