Canone RAI.

Io escludo tassativamente che in Italia ci sia gente felice di pagare il canone. Più facilmente credo che ci sia chi, con il senso civico di chi paga tutte le tasse per il bene comune, ci sia chi effettivamente paga di buon grado. A seguire viene chi, come me, paga perché è obbligatorio ma farebbe comunque volentieri a meno. Ed infine ci sono coloro che evadono questa assurda tassa, ma non è l’evasione il centro della discussione.

Quello di cui voglio parlare è del fatto che ora la RAI, mai sazia di fondi che spreca con ingaggi stratosferici a persone di dubbia opportunità per il servizio pubblico, voglia i soldi del canone anche da tutte le aziende che hanno almeno uno smartphone o un PC (e qui mi risulta difficile trovarne che non abbiano né l’uno né l’altro).

La legge che impone questa tassa può essere definita eufemisticamente datata e quella formula atti o adattabili racchiude tutto e niente.

C’è in giro chi propone di far pagare la tassa direttamente nella bolletta della luce, io continuo ad essere fermamente contrario. In questo caso si procederebbe a (tar)tassare anche chi effettivamente non deve il canone in nessun caso con la presunzione che la corrente elettrica può essere usata per alimentare un apparecchio atto o adattabile dalla padella alla brace.

Allora io cambierei del tutto il calcolo, non più (o non solo) con un bollettino di fatto su base volontaria ma sul trasferimento di dati in rete. Il canone RAI come percentuale (direi che un 10% potrebbe bastare) del canone ADSL o 3G ma a tre ben specifiche condizioni:

  1. Che tutti i programmi trasmessi dalla RAI dalla sua nascita ad oggi, su tutti i suoi canali, entrino nella libera disponibilità di chiunque. Se la RAI ha trasmesso un bel film ed io non ho avuto tempo di guardarlo quella sera posso scaricarmi legalmente dalla rete una qualunque delle alternative presenti (anche in fullHD, in 3D, ecc) senza dover più un centesimo a chicchessia.
  2. Che comunque possa vedere tutti i canali RAI via web con tutti i programmi disponibili dall’istante in cui vanno in onda via etere e/o satellite con possibilità di riavvolgere quanto voglio senza difficoltà (time shifting online).
  3. Che venga abolito il balzello SIAE su tutti i supporti di memorizzazione e pure quello della trasmissione di filmati con audio anche autoprodotto.

Restano fuori dal conteggio del balzello tutte le connessioni con tariffazione a tempo o traffico perché evidentemente non sono adatte alla visione di video in tempo reale né on demand e le connessioni per cui il titolare possa dimostrarne l’uso automatico solo industriale.

Sarebbe un sistema tutt’altro che perfetto perché comunque assoggetterebbe a questa tassa anche tutte le aziende che però non dovrebbero più pagare la SIAE per i propri backup o per i video di presentazione aziendale con la sola voce delle persone intervistate.

E per i privati sarebbe comunque un vantaggio per buona parte del materiale video presente in rete.

Voi cosa ne pensate?

picchiopc

Io penso che il canone non sia più necessario oggi giorno, abbiamo l’esempio di TV private (Mediaset e La7 ma anche altre emittenti straniere) che vivono con la pubblicità e con altri sponsor.

Se proprio vogliono farci pagare il canone tolgano la pubblicità, solo allora ci sarebbe la necessità di pagare un canone.

Se poi vogliono dirmi che solo con la pubblicità non riescono a mantenere tre reti allora ne vendano una o due cosi come si è fatto in Francia e in Germania.

giova_P

i miei 2 cents..

“io escludo tassativamente che in Italia ci sia gente felice di pagare il canone.”

se interpretata in senso stretto (in senso lato è ovvio che nessuno è propriamente felice di pagare alcunché..), la frase implica che rai non svolge bene (o non svolge per niente) un servizio pubblico che serva al “bene comune”.
a me, e a chiunque si ponga il problema, sembra una cosa evidente. ne consegue che bisognerebbe interrogarsi non su “come” far pagare il canone, ma su come non pagarlo affatto.

un modo facile facile sarebbe vendere l’inutile carrozzone, meglio sarebbe i 3 canali a 3 soggetti diversi, accompagnando il tutto a una bella botta di concorrenza vera nel settore televisivo..

il canone rai ammonta grosso modo a 6 mesi di abbonamento a sky, e mi sembra inutile fare confronti qualitativi..

S.

C’è chi paga le tasse “volentieri” sapendo che vanno (dovrebbero andare) a finire nei servizi che si usano. E non sapendo quale parte di queste tasse viene sprecata e quale va a buon fine si pagano tutte.

Ma il canone RAI si sa esattamente dove va a finire, ed è questo il problema, che la RAI non soddisfa le aspettative di nessuno.

S.

La RAI ha fatto dietrofront, un PC usato per lavoro (e non per guardare i programmi TV) non deve pagare il canone.

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