S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Google Chrome: seconde impressioni.

The big hype ...Image by Doblonaut via Flickr

Torno sull’argomento Google Chrome dopo un po’ di utilizzo.

Confermo le impressioni estremamente positive sulla rapidità di rendering delle pagine.

Dal mio punto di vista Chrome non è nato per fare il browser nel senso stretto del termine, non parte per fare le crociate contro IE o FF.

Perché in questo senso, seppure in versione beta, la mancanza di gestione dei feed RSS o dei plugin come FireFox sarebbe una limitazione assurda.

Al contrario la sua velocità focalizzata nella presentazione di pagine HTML statiche e dinamiche lo rende un perfetto supporto per le applicazioni web. Prime fra tutte quelle di Google Docs.

Ma ovviamente non esiste solo Google Docs, ad esempio io l’ho già adottato come applicativo del BackOffice. Ci sono acluni difettucci che vorrei sistemare, forse già si può e dovrei solo dare un’occhiata. Il primo è che creando il link all’applicazione web Chrome diventa sono ed esclusivamente la cornice, dunque scompaiono i pulsanti avanti ed indietro che invece spesso mi farebbero comodo, rimangono con il pulsante destro ma non è la stessa cosa. L’altro problema non letale ma sicuramente scomodo è nel download dei documenti generati. Preferirei che li aprisse in automatico senza salvarli ma non ho trovato l’opzione. Prima scarica e salva, poi ci si deve cliccare sopra nella barra in basso per aprirlo.

Probabilmente diventerà anche il browser predefinito per l’inserimento degli ordini telefonici (e magari pure per l’home banking) proprio per la sua velocità di risposta. Tutte attività che non sono né social né orientate alla navigazione. Il lavoro nasce, si svolge e muore all’interno di un solo sito, una sola interfaccia grafica e poche pagine in tutto che accettano l’input e restituiscono l’output elaborato dal server.

È il primo passaggio per il ritorno a terminali stupidi, di basso prezzo e volendo di molteplici forme e dimensioni che al posto di elaborare e memorizzare in locale lo facciano in remoto da qualche parte di un pianeta sempre connesso.

La strada verso il grande fratello che conosce e diventa padrone di tutto e di tutti, compreso il refuso nella EULA, è aperta. E molto veloce.

Google Chrome: prime impressioni.

Non potento aspettare le 8 di ieri sera per il lancio ufficiale di Google Chrome (a differenza di FireFox non hanno dato l’avviso con enorme anticipo per stabilire il record del mondo di download), ho preferito farlo con calma stamattina.

Il download è rapidissimo, l’applicazione si installa in pochi minuti e volendo può portarsi dietro tutte le configurazioni di FireFox.

La velocità di rendering della pagina è mostruosa, velocissimo, forse anche perché appena installato e non appesantito da tutti gli orpelli di plugin che ho messo in FireFox ma che comunque sono molto utili dove non indispensabili.

L’interfaccia è molto vuota, da quasi un senso di smarrimento ma al contempo consente di avere molto più spazio per la visualizzazione della pagina. Diciamo che Chrome si presenta solo come una cornice necessaria al contenuto della pagina ma soprattutto alle applicazioni web anche tramite a Google Gear già integrato nel browser.

La mancanza al momento di plugin social (anzi, di tutti i plugin che ho in FireFox) mi fa propendere per una attesa ancora lunga prima di pensare all’adozione di Chrome come sostituto di FireFox. Perché certamente una navigazione più rapida, fluida e sicura (che se si schianta un tab gli altri non subiscono alcun danno) la farei volentieri, ma se poi nel momento in cui ho bisogno di qualcosa di più devo cambiare browser e magari ripartire da capo a lungo andare diventa estremamente scomodo.

Qui c’è la comunicazione ufficiale sul Google blog mentre per altre opinioni, magari anche molto più tecniche delle mie, potete dare un’occhiata a tutta la discussione sviluppata su BlogBabel.