Conflitto di poteri.

Quella che potrebbe sembrare la trama di una soap-opera internazionale si arricchisce di un nuovo episodio: il ministro della giustizia indiano smentisce che possa essere stata assicurata all’Italia la tassativa esclusione della possibilità della pena di morte per i nostri militari.

E ci mancherebbe altro che un ministro possa assicurare una sorta di immunità, anche solo parziale, ad delle persone di cui non sia ancora iniziato il processo. Si tratterebbe di un’assurdo conflitto fra poteri dello stato.

Incredibile dunque l’operato del nostro governo che ha potuto ritenere valida una simile promessa.

Al contrario, con la richiesta di esclusione della pena di morte il nostro governo ha esplicitamente riconosciuto il tribunale indiano come quello competente per il giudizio.

È assolutamente innegabile il conflitto di poteri: la lingua si è arrogata delle azioni che invece erano di competenza del cervello.

Private Outlet.

Mi piacerebbe mettere insieme qualche commento sul caso Private Outlet dal punto di vista di e.commerciante della prim’ora che fosse una mediazione fra i contrari all’oscuramento del sito e chi ne è tutto sommato favorevole anche perché poi le maglie della censura sono piuttosto lacunose.

Non lo faccio perché mi brucia ancora un caso ancora aperto nei confronti di un altro commerciante online, come alcuni di voi ben sanno, di cui ho parlato anni fa e non vorrei trovarmi, per essermi attenuto pedissequamente ai soli fatti, con una grossa somma da versare.

Dico solo che è giusto tutelare i consumatori impedendo a chi (e qui non mi riferisco al singolo caso Private Outlet da cui non ho mai comprato) non rispetta sostanzialmente le regole (spesso invece si puniscono più le violazioni formali che quelle sostanziali) ma al contempo proteggere anche gli investimenti degli operatori economici che hanno diritto a difendersi presso un tribunale che eventualmente opererà poi la sospensione dell’attività. Qui però sorgerebbe un problema di tempestività, è questo il danno grave, che non esiste nulla di più aleatorio dei tempi della giustizia in Italia.

Nel frattempo serve tutelare chi racconta la propria esperienza, tramite i soli fatti, dando la possibilità a chiunque di farsi un’idea prima di acquistare online. E dare alle aziende la possibilità di replicare tramite i medesimi canali. L’informazione può essere più tempestiva ed efficace di una sentenza del tribunale ed al contempo dare alle aziende la possibilità di correggere il proprio modus operandi in corsa, un po’ come quando scrivevo di consulenza per il commercio elettronico.

Finché le aziende e le autorità non capiranno questo sarà sempre difficile giungere ad un equilibrio e tutti perderanno.

Normativa antiblog?

Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

via Proposta di modifica n. 50.0.100 al DDL n. 733.

Ci siamo di nuovo, ci stracciamo le vesti senza leggere la normativa.

Mi pare che il primo comma dell’articolo 50bis del disegno di legge 733 del Senato sia chiaro.

Non è assolutamente, come dicono alcuni, che il Ministro dell’Intero possa liberamente bloccare qualunque sito istighi a delinquere.

L’autore del blog deve essere indagato dalla magistratura per uno di questi reati ed il magistrato disporre l’oscuramento del sito. Solo a quel punto, e solo se il ministro lo riterrà opportuno, può essere emanato un decreto di oscuramento del sito.

A questo punto delle due l’una:

  1. O si ritiene che la magistratura sia autorevole ed indipendente e che quindi non si prenda la briga di oscurare un blog solo perché parla male del governo;
  2. O si ritiene che la magistratura sia oscurantista ed abbia secondi fini ed allora si da ragione a Berlusconi quando dice che i magistrati sono politicizzati.

Decidetevi e continuate a bloggare liberamente sapendo che siete responsabili delle vostre dichiarazioni anche con la normativa vigente.

Cassazione: si’ a una piantina marijuana sul balcone – Cronaca – ANSA.it

Via libera dalla Cassazione alla coltivazione, sul terrazzo di casa, di una piantina di marijuana perché il fatto, nonostante il rigido orientamento delle norme sugli stupefacenti, non ha alcuna portata offensiva.

via Cassazione: si’ a una piantina marijuana sul balcone – Cronaca – ANSA.it.

A condizione che il vaso non cada dal balcone in testa a qualche passante.

Lucchetti e proprietà.

La nostra vita è costellata di lucchetti, di serrature che ogni giorno ci rallentano nelle più comuni attività ma che si accettano come un male necessario.

Quando uscite in bicicletta non perdete tempo a chiuderla con cura ad ogni sosta? Io ci ho provato una volta a non farlo, devo ancora ritrovarla.

E chi lascia aperta la porta di casa per non perdere tempo in una giornata di pioggia a cercare la chiave per entrare? Nessuno.

Il problema però è un altro, oggi ci troviamo con lacci e lacciuoli che ci fanno costantemente perdere tempo senza però proteggere la nostra proprietà, anzi, rendendoci impossibile il completo utilizzo.

Pensate ad un mondo in cui, dopo aver comprato e regolarmente pagato una bicicletta, ogni volta che volete farvi una pedalata dovete prima andare dal venditore a farvi aprire la serratura che poi immancabilmente si richiuderà alla sosta successiva.

@alebegoli: cinque minuti d'orologio di minacce legali all'inizio del DVD dei cartoni animati, giuro che d'ora in poi solo pirateria! (via: Mantellini)

O pensate se casa vostra, quella che avete pagato con il sudore della vostra fronte, prima di aprirvi la porta in una giornata di pioggia vi mostrasse un disclaimer in cui vi minaccia dicendo che se non siete i proprietari non potete entrare, non potete portare via nulla, non potete rivendervi la casa o regalarla all’amico dell’amico.

Chi di voi non scassinerebbe la propria bicicletta e la propria casa affinché rispondano solo a voi e non a chi ve le ha vendute?

E chi di voi, a questo punto, potendo trovare una bici già senza lucchetto ed una casa senza serratura temporizzata non opterebbe per queste soluzioni per il semplice fatto che sono più funzionali?

Allora chi comprerebbe un libro in formato elettronico sapendo che:

i libri in formato kindle (proprietario Amazon) sono leggibili su tutti i device ad eccezione degli altri ebook readers, perché Amazon ha rilasciato applicazioni iPhone iPad android Windows e Mac. I libri con drm Adobe (proprietà Adobe, e non Mondadori), sono leggibili su tutti gli ebook reader ad eccezione di Kindle (perché amazon non vuole) e su Windows e Mac perché Adobe ha rilasciato il client per quei sistemi operativi; non su iPhone iPad perché Apple non vuole. I libri venduti su ibooks con drm Apple (proprietà Apple) sono leggibili SOLO su iPhone e iPad (Sant’Apple è ad oggi il peggiore della lista).

Perché mai se io compro un prodotto non posso averne la piena ed assoluta disponibilità?

Il problema di questo mondo non sono i lucchetti, che servono a tutelare i proprietari dai malintenzionati, ma una assurda pretesa di riserva di proprietà anche ben oltre il termine del pagamento che impedisce ai proprietari (perché il DVD dei cartoni animati Alessandra l’ha regolarmente pagato per tutto il prezzo richiesto) di usufruire appieno e liberamente del suo acquisto.

Sono d’accordo che i titolari dei diritti tutelino i loro stessi diritti, ma non è sparando a tutti quelli che si avvicinano a casa si impedisce che entri il ladro. Perché il ladro entrerà comunque mentre il postino che ti porta una raccomandata con un assegno dentro si terrà bene alla larga. E magari consegnerà la busta al ladro con la speranza che quest’ultimo la porti a te.

Concludo con una violazione di copyright di una canzone di Luca Barbarossa che mi pare rappresenti bene la situazione.

Come siamo bravi
evitiamo le paure
come siamo bravi
allacciamo le cinture
ci metteremo il casco
anche per andare a piedi
viaggiare sul sicuro
come siamo bravi noi
al di qua del muro

Vivere, vivere
qui non si usa piu’
piangere, ridere
qui non si sbaglia piu’
questa paura d’amare
spiegamela tu
questa paura di andare
al di la’ del muro,
al di la’ del muro