S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Protezione civile 2.0.

Questa notte verrà ricordata per tanti e tanti anni, come ha detto Bertolaso si tratta del più violento disastro che ha colpito l’Italia dall’inizio del terzo millennio.

E questa notte la rete ha reagito in tempo reale, le notizie dai blog, ma soprattutto da twitter, sono arrivate in tempo reale. L’efficacia della piattaforma di microblogging è spaventosa, per questo Google mira a mettergli le mani sopra ma non riuscirà a farlo in tempi brevi.

Comunque il 2.0 ha superato per l’ennesima volta il mainstream.

E come l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia raccoglie informazioni direttamente presso le persone che hanno sentito il terremoto così dovrebbero fare la protezione civile e le altre amministrazioni.

La stessa protezione civile dovrebbe avvalersi di questi nuovi strumenti. Se avesse un canale twitter su cui dare notizie in tempo reale potrebbe raggiungere tantissime persone, soprattutto ai margini della zona colpita (immagino che a L’Aquila molti siano rimasti senza ADSL ed UMTS) per evitare danni maggiori (un po’ come per gli incidenti provocati dai curiosi).

Personalmente lancio una sottoscrizione a favore della Caritas diocesana de L’Aquila. Tutti i soldi ricevuti tramite PayPal indirizzati a scardovi@gmail.com verranno versati all’ente subito dopo Pasqua (pubblicherò lo screenshot del versamento).

Cattivi esempi.

Da Repubblica (grassetti miei):

L’udienza odierna per il processo alla Thyssen in corso a Torino, iniziata con l’esame del teste Giuseppe Caravelli, e’ proseguita con l’audizione di un altro testimone, Roberto Chiarolla, capoturno dello stabilimento torinese. Il dibattimento e’ stato poi sospeso per una ventina di minuti perche’ e’ scattato l’allarme antincendio, a causa dell’apertura inavvertita di un’uscita di sicurezza presente nel corridoio della maxi-aula 1. Il suono troppo acuto dell’allarme impediva lo svolgimento del processo per cui la presidente della Corte d’Assise Maria Iannibelli ha deciso per una breve sospensione. L’allarme e’ stato spento dopo qualche minuto ma ha poi ripreso a suonare perche’ qualcuno ha nuovamente aperto la porta.

L’ho letto più volte prima di arrendermi all’assurdo. La sospensione dell’udienza c’è stata perché l’allarme incendio era troppo rumoroso, non per il pericolo (anche solo potenziale) di un incendio.

In un luogo gremito di gente scatta l’allarme incendio, la regola dovrebbe essere che in questa situazione tutti, ordinatamente e seguendo le indicazioni delle persone obbligatoriamente presenti e preposte, abbandonano il locale in cui si è verificato l’allarme.

Poi, a seguito dei debiti controlli sulle cause dell’allarme stesso, si rientra e si prosegue la propria attività.

Non importa che sia un processo o una partita a briscola al circolo. Quando suona l’allarme incendio ci si deve allontanare. Potrebbe trattarsi anche solo di un’esercitazione o di qualcuno che ha inavvertitamente azionato l’allarme. Ma se non ci si comporta correttamente ogni volta quando poi succede un guaio serio muoiono diverse persone, come alla Thyssen tanto per dire.

Ricordo ancora quando andavo a scuola, un giorno facevano le prove dell’impianto d’allarme ed hanno anche ovviamente provato anche la campanella dell’allarme.

Il professore in classe (Valgimigli, quello di italiano) ci ha invitato ad alzarci, a disporci correttamente e ad andare all’uscita di sicurezza più vicina. Noi all’inizio ridavamo, ma di fronte al maniglione antipanico bloccato con un grosso lucchetto ci è passato il sorriso. Tornati in classe abbiamo scritto subito al preside per segnalare la cosa e chiedere spiegazioni. Dal giorno dopo non ci sono mai più stati i lucchetti alle uscite di sicurezza, ed anche ora che la stessa scuola la frequenta mio figlio non ci sono.

Pensate se a scuola al posto di un collaudo si fosse trattato di un incendio vero.

Pensate se in tribunale al posto di una distrazione si fosse trattato di un incendio vero.

Pensate se alla Thyssen fosse successo per davvero… ecco, alla Thyssen è successo per davvero. Ma al tribunale non hanno imparato la lezione ed ora danno un pessimo esempio.