Google ha lanciato (ma pare che non sia ancora diffuso per tutti) la possibilità di effettuare telefonate in tutto il mondo direttamente dalla casella di GMail.

Infatti nella colonna, nella parte relativa alla Chat di GoogleTalk è comparso la nuova voce “Call phone”.

Mi risulta che non tutti abbiano ancora questa funziona abilitata, escludendo che sia per via dell’interfaccia (io uso quella in italiano) probabilmente stanno progressivamente attivando la funzionalità a tutti gli utenti.

Visto che fino a fine anno è possibile chiamare USA e Canada gratuitamente c’è chi si sta apprestando ad usare la soluzione per un corso full immersion di inglese (malgrado i miei dubbi sulla qualità dell’inglese parlato negli USA), per l’Italia invece le tariffe non sono così sorprendenti.

Una chiamata ad un numero fisso costa 0,02 $ al minuto. Poco meno dei 0,024 che chiede Skype. Un po’ più vantaggiose rispetto a Skype le tariffe verso i cellulari dei maggiori operatori, stranamente più care invece le comunicazioni con gli operatori virtuali (PosteMobile, CoopVoce, FastWeb, Tiscali, ecc.)

Per poter effettuare le chiamate serve l’installazione di un apposito software.

Markingegno si chiede se con questa mossa Google metta paura alle compagnie telefoniche. Io penso proprio di no, per una serie di motivi:

  1. In ogni caso Google non ha una rete e per forza di cose dovrà passare attraverso un operatore per raggiungere tutti i numeri telefonici del pianeta.
  2. Il modello verso cui ci si sta muovendo per la telefonia è flat, un canone che comprende allacciamento alla rete (fissa o mobile), collegamento ad internet, telefonate e messaggi. Quale vantaggio avrei a pagare 2 cent al minuto se già da casa posso fare tutte le telefonate che voglio gratis? Quale vantaggio avrei a pagare 21 cent al minuto se dal cellulare ne ho 200 gratis alla settimana e regolarmente ne rimango più di 190?
  3. Se Skype non ha fatto il danno che alla sua nascita in tanti avevano previsto, le telefonate su rete tradizionale ci sono ancora.
  4. Negli USA e nel Canada le telefonate sono gratis fino a fine anno, non è detto che continuino anche dopo. Anche Teletu (chi sta alla larga sono io) offre 6 mesi di ADSL e telefonate gratis. Questo non fa scappare tutti dagli altri operatori.

Insomma, a parte l’interesse dei primi giorni ritengo che questa nuova funzionalità offerta da Google in contrapposizione anche con Google Voice (e questo è un altro problema di Google, spesso i prodotti nascono in contrapposizioni con altri già presenti) non andrà a rubare chissà quanta utenza agli altri, men che meno agli operatori telefonici tradizionali sulle cui linee voce e dati comunque le telefonate continueranno a passare.

Voi cosa ne pensate?

, , ,

Google maps ha da oggi un importante aggiornamento. È infatti possibile seguire in tempo reale la situazione del traffico autostradale.

Non che si tratti di una novità assoluta, già da tempo tramite altri siti si poteva ottenere il medesimo servizio e già Google dava queste informazioni per altri paesi.

Screenshot di www.autostrade.it

Ho fatto dunque due rapidi screenshot in contemporanea, uno dal sito di Autostrade per l’Italia ed il secondo appunto da Google maps.

Screenshot di maps.google.it

A colpo d’occhio e facile notare due grosse differenze.

La prima fra le due immagini, la seconda all’interno di una sola schermata.

Considerando appunto che le immagini sono contemporanee ovvero del primissimo pomeriggio di un mercoledì di metà agosto, per la società che gestisce le autostrade (quelle azzurre sono di altri gestori e non vengono forniti dati di traffico tramite autostrade.it pur avendo reti interconnesse ad esempio per le informazioni relative a telepass e viacard) l’unico problema nella circolazione nazionale è dovuto ad un incidente nell’area di Genova, nessun’altra segnalazione. Secondo Google invece la circolazione sulla nostra rete autostradale (comprese anche le tratte gestite da altre concessionarie) è abbastanza problematica. Lo screenshot infatti è ben ricco di tratte gialle che sono molto prevalenti su quelle verdi.

Quale è il traffico (in tempo) reale? Quello indicato dall’ottimistica Autostrade per l’Italia o quello dato dal gigante pessimista Google? Le autostrade sono mezze piene o mezze vuote?

L’altro elemento che balza all’occhio è la differenza nella cartina Google fra Italia e Francia. Mentre, come dicevamo, nella prima la situazione è brutta nell’esagono il traffico sarebbe quasi ovunque perfettamente scorrevole.

Anche qui sorge il dubbio che sia stato usato lo stesso metro di misura o perlomeno che Google abbia sufficenti dati in ingresso.

Quanti sono gli utenti del sistema di navigazione per cellulari di Google?

, , , , , ,

In alternativa: Collegare il cervello prima di alzare la cornetta.

È un titolo un po’ lungo, ma penso che lo attaccherò a tutte le cornette dell’azienda e di casa.

Ieri: mi telefona un commerciale* Telecom Italia per informarmi che la settimana prossima avrei ricevuto gratuitamente un computer portatile per due settimane senza alcun impegno. Se non fossi stato ben pronto a stopparlo mi avrebbe fatto sottoscrivere un contratto di non so quanti mesi (non l’ho trovato sul sito) al quale avrei dovuto dare disdetta in modalità originali (su questo i legali delle grandi aziende sono molto fantasiosi) o magari con la banale raccomandata A.R. e spedizione a mio carico del reso.

Oggi: mi telefona un’operatrice di 1240 Seat per chiedere conferma dei miei dati anagrafici. Le rispondo che sono correttissimi quelli che hanno già in base ai miei contatti recenti con il loro commerciale. È a questo punto che esce il motivo reale della chiamata: vendermi servizi aggiuntivi. Se avessi accettato di ripetere i dati mi sarei trovato con un’ulteriore fattura da pagare.

Vi è mai capitata una telefonata in cui chiedessero solo di confermare la Partita IVA? Occhio che non arrivi una fattura sconosciuta.

Oramai ho implementato un sistema di filtri mentali su più livelli:

  1. Numero in rubrica: livello minimo, sono persone note e fidate
  2. Numero locale: livello basso, si tratta perlopiù di clienti
  3. Numero cellulare: livello basso, difficilmente i piazzisti usano un cellulare
  4. Numero fisso: livello medio, possono essere clienti o fornitori, qualche volta anche piazzisti come una venditrice di vino proprio oggi
  5. Numero nascosto: livello massimo, salvo ridurlo quando si identificano come clienti o fornitori (ma perché lo nascondono?). Spesso e volentieri pochi istanti di disattenzione possono portare a perdite di tempo immani per contestare fatture per prodotti o servizi non volontariamente richiesti.

Piuttosto che rispondere sovrappensiero piuttosto lasciate la cornetta dove sta. Se non avete tempo dite subito che richiamino in un altro momento. Non rispondete mai alle domande dell’operatore di turno facendo un altro lavoro.

* Sono ben cosciente del fatto che con ogni probabilità non si tratta di dipendenti diretti ma più probabilmente operatori a cottimo di rivenditori a cottimo dell’azienda.

, , ,

Capita a volte di voler sapere se la connessione che ci hanno venduta per fantasmagorica ci sembri un tantino (per non dire peggio) lenta.

Sul nostro PC andiamo tranquillamente su www.speedtest.net e lo scopriamo subito.

Lo stesso possiamo fare anche con il nostro Android ma mi risulta esserci anche per iPhone e BlackBerry (infatti l’avevo anche sul Pearl) installando l’applicazione speedtest.net.

Il lavoro dell’applicazione è quanto mai semplice (almeno vista dalla parte dell’utente): dalla marea dei server disponibili sceglie quello che dovrebbe avere meno colli di bottiglia (per evitare che il rallentamento non sia sulla nostra connessione ma in uno dei tanti altri rami della rete) ed inizia a scaricare dati, finito di scaricare inizia a mandargliene indietro (non mi sono mai posto il problema di cosa mandi, magari senza che io lo sappia mi stanno copiando tutto l’HD o magari si tratta di un innocuo lorem ipsum dolor). Al termine di queste operazioni avremo un grafico come quello qui accanto.

Diciamo che 206 di download sono decisamente pochi quando promettono fino a 7 mega e oltre. Decisamente meglio, ma non stabile, un upload a 1164 kbps.

Per scaricarlo potete andare come sempre nella pagina del mio app market personale, oppure se avete già un account attivo, su appbrain.

P.S.: Sappiate che in nessun caso con dati anche peggiori di questi potrete avere titolo di lamentarvi con il vostro operatore telefonico, temo che il contratto non contempli questa ipotesi.

, ,

Un widget utilissimo su Android è quello per tenere d’occhio soglie e credito residuo del proprio operatore. Avendo 3 ovviamente ho usato quello per 3.

In home si presenta con un semplice riquadro 1×1 moduli indicante (nel mio caso di abbonato con soglie di traffico) quanti minuti di telefonate ho disponibili per la settimana e quanto traffico dati nel mese.

Già questa informazione soddisfa la maggior parte delle nostre necessità.

Manca l’indicazione degli SMS che però si può scoprire facilmente cliccando sopra al widget facendo comparire il menu qui a destra, cliccando ulteriormente su Info Costi si raggiunge la pagina web che 3 mette a disposizione dei propri clienti. Qui si può accedere anche al numero di SMS ancora disponibili.

Sia la consultazione della pagina di 3 che l’aggiornamento del widget richiedono la connessione dati con l’APN e non la wifi perché 3 riconosce direttamente il cliente senza bisogno di indentificazione. Questo ovviamente erode il traffico, anche se per pochi spiccioli.

Prima di poter iniziare però ad usare il widget è necessario istruirlo indicandogli il nostro contratto (eventualmente anche in base alla tabella presente sul sito dell’autore) e l’intervallo di aggiornamento.

Ovviamente più è frequente, più traffico dati si fa a scapito della soglia e della batteria.

Magari 10 minuti può andar bene all’inizio per verificare che tutto funzioni correttamente, poi si può passare tranquillamente a 30 se non anche a 60 o 120 minuti.

Voglio segnalare anche la cortesia dell’autore Luca Sagaria. Quando l’ho installato ho notato che non mostrava correttamente i dati del traffico così glie l’ho segnalato. A seguito di un rapido scambio di mail mi ha fornito una copia aggiornata del widget da collaudare per poi pubblicarlo aggiornato.

Se avete 3 come operatore io ve lo consiglio, perché anche se come me non arriverete mai vicino all’esaurimento delle soglie la volta che capita si rischia di pagare profumatamente l’errore. A maggior ragione per chi ha una ricaricabile.

Il widget si può scaricare con AppDroid da questa pagina oppure dall’elenco nella mia pagina dedicata alle app per Android.

, , ,

Sono da qualche tempo possessore di un HTC Tattoo, uno smartphone con sistema operativo Android 1.6.

La mia scelta è caduta sul Tattoo principalmente per il prezzo, cercavo un prodotto entry level. L’alternativa al momento dell’acquisto era l’LG LinkMe scartato perché era il primo modello commercializzato da LG con Android e perché aveva la versione 1.5.

L’esterno.

Appena preso in mano da subito l’idea di un prodotto solido, del resto HTC produce smartphone da tanti anni, suo è anche il Qtek 2020 che mi accompagnava prima dell’arrivo del BlackBerry 8100.

Le dimensioni sono veramente minuscole (secondo mia moglie è troppo piccolo per me) e questo ne fa un telefono adatto a qualunque tasca, anche se evito di metterlo in quella dei jeans con le chiavi di casa.

Rimanendo all’aspetto esterno in un primo momento mi aveva allarmato il connettore USB di una strana forma, in realtà può accogliere qualunque cavo USB sia per l’alimentazione che per la sincronizzazione ed accesso alla microSD interna (in dotazione una scheda da 2 GB). L’unico altro connettore presente è il jack da 3,5 mm per le cuffie e l’auricolare (che non ho ancora provato).

Rispetto ad altri apparati del genere il Tattoo è pieno di tasti: 13 in tutto che si occupano delle varie funzioni. Non è comunque ipotizzabile l’uso senza touch visto che non c’è tastiera numerica né tantomeno alfabetica.

L’alimentatore ha l’uscita USB normale e dunque può essere molto versatile anche per altri apparati (a parte il fatto che ormai siamo tutti pieni di prese USB forse più che quelle tradizionali da parete).

L’interno.

A questo punto è giunto il momento di accendere il Tattoo ed iniziare a vedere cosa sa fare.

Lo schermo non è dei più luminosi, questo da qualche problema in pieno sole ma fa dignitosamente il suo dovere in ambienti normali. Il problema principale però è la risoluzione, una quantità enorme di programmi non è taggata per funzionare sugli schermi piccoli e questo limita di molto le possibilità di espansione e personalizzazione.

Il touch screen è un po’ rigido, i comandi bisogna farglieli capire bene. Non per forza è un male, è più difficile dare ordini erronei.

La macchina fotografica integrata è abbastanza inutile mancando di autofocus e di flash. La carenza dell’autofocus poi rende anche difficile la lettura dei QR-Code, cosa non del tutto superflua come vedremo dopo.

La risposta ai comandi non è sempre immediata. Forse io, da smanettone quale sono, ho già abbondato nel carico del processore. Del resto anche il BB Pearl soffriva spesso di questo.

La batteria non è affatto paragonabile a quella del BlackBerry 8100 che mi faceva anche 3 giorni. Certamente quella del Tattoo dura meno, ma forse è anche perché essendo nuovo il Tattoo ci gioco di più. Devo ancora provare con la connessione dati mobile e BT sempre attivi e spento WI-FI e GPS per un raffronto diretto ma dubito di poter superare le 36 ore.

Produttività.

Ho già accennato che a volte, poche ad essere sinceri, il sistema tentenna prima di rispondere. Per il resto fa dignitosamente il suo lavoro.

Il sistema operativo Android 1.6 e le applicazioni in dotazione in questa personalizzazione con HTC Sense sono però molto scoordinate, sintomo di immaturità. Ogni gruppo di sviluppatori ha risolto in maniera differente le singole situazioni che poi non sono state uniformate.

Se prendo le tre applicazioni di base, almeno per il mio utilizzo, che sono: agenda, rubrica e mail ho tre sistemi completamente disguinti nei procedimenti per ottenere lo stesso risultato.

Menu contestuale nelle mail.

Menu della rubrica.

Se vado nelle mail con una pressione lunga su un messaggio mi appare un menu contestuale con le principali funzioni, lo stesso accade in persone (la rubrica), al contrario in agenda non esiste questa possibilità. È necessario aprire l’appuntamento e poi con il tasto menu si può scegliere se modificare o cancellare l’appuntamento.

Se opto per cancellare un appuntamento mi viene richiesta conferma, se cancello una mail nessuna domanda. Se pensi che si possa dare un comando erroneo chiedimi sempre conferma, altrimenti non farlo mai.

Comandi agenda.

Se modifico un contatto e premo il tasto back il contatto viene aggiornato (senza chiedere conferma), se premo il tasto back dopo aver modificato un appuntamento le modifiche vengono cancellate (senza chiedere conferma), devo per forza di cose usare i pulsanti in fondo all’evento e quindi scorrere tutte le impostazioni, anche le meno usate.

Sono tutte situazioni in cui l’utente normale può trovarsi. Ed essendo un dispositivo mobile potrebbe essere necessario dedicare poca attenzione al telefono e molta di più a ciò che ci circonda, dunque richiedere all’utente uno sforzo aggiuntivo per far mente locale sulla procedura da seguire nella singola applicazione è male.

Impostazione data appuntamento.

Nell’agenda poi sarà pure simpatico l’inserimento della data con le rotelline modello sicura della valigia, ma non sempre ci si deve spostare di poco. Metti che ti chiami un tuo contatto che ha chiede di spostare l’appuntamento a martedì prossimo. Per poter correggere la data è necessario sapere in anticipo che numero di giorno sarà martedì prossimo perché nella finestra di inserimento non viene visualizzato. Senza considerare se si passa dalla fine di un mese all’inizio del successivo per cui bisogna riavvolgere tutti i giorni. Chi ha messo a punto questo sistema evidentemente non è abituato a tenere un’agenda elettronica.

Cronometro.

Un altro lampante esempio di immaturità organzizzativa del prodotto viene dall’orologio integrato (penso sia parte dell’interfaccia HTC Sense piuttosto che di Android) con funzionalità di cronometro e conto alla rovescia.

Conto alla rovescia.

Mentre il primo ha il display in stile digitale il secondo, all’interno del medesimo programma, si presenta nuovamente con le rotelline della valigia. Anche in questo caso si sono attuate soluzioni differenti per funzioni analoghe in contrasto l’una con l’altra.

La schermata organizzata per rimanere in contatto.

Altra cosa che mi manca, rispetto ai miei trascorsi con il BlackBerry, è una schermata unica con tutti i messaggi ricevuti insieme. Che siano SMS o mail di diversi account. Ma qui ammetto che forse sono io che non l’ho trovato. L’unica soluzione che sono riuscito ad implementare è l’uso di una delle sette schermate configurabili con tutti gli account affiancati.

Mi viene da dire che è una bella fortuna che non abbiano usato la rotellona dei vecchi telefoni SIP per la composizione del numero al posto della tastiera virtuale.

Gadget.

Ovviamente il Tattoo non fa solo queste cose, altrimenti sarei rimasto al Pearl. Ci sono tanti gadget che lo rendono migliore di quanto io l’abbia descritto fino ad ora.

Ad esempio un elemento estremamente positivo è il navigatore satellitare interno che prende la posizione in pochissimi secondi dopo l’attivazione. Questo perché si integra con la rete dati e con la bussola interna. La posizione si può ovviamente vedere sul Google Maps integrato (consiglio di aggiornarlo all’ultima versione).

L’accelerometro serve per ruotare in automatico lo schermo in base alla posizione, c’è anche il programma per la livella che useremo più per farla vedere agli amici che per appendere un quadro al muro o per mettere in piano un tavolo da biliardo.

Il browser web è dignitoso, ma non strepitoso. Volendo ci sono altri browser da affiancargli.

Il market è comodissimo per installare i programmi e soprattutto per mantenerli aggiornati. Non si può usare il market dignitosamente se non affiancandogli lo scanner di barcode e QR-Code.

Io ho già un’ampia selezione di software installato. Non sto ad elencarlo dettagliatamente qui visto che c’è una pagina costantemente aggiornata per quello.

Conclusioni.

Alla fine di questo lunghissimo (almeno per i miei standard) post non potevo che giungere a delle conclusioni.

Non posso, dopo due anni e mezzo di utilizzo, prescindere da un confronto fratto fra il Tattoo ed il BlackBerry Pearl 8100 che mi ha servito fino a qualche giorno fa con cui mi ero tanto affiatato (ma che ormai dava i primi segni di cedimento e che comunque non avrei potuto usare su rete 3 dove sono migrato ora).

E come già detto il Tattoo non regge il confronto per la maturità del software, non è stata studiata al meglio l’usabilità per un dispositivo mobile da usarsi in mobilità e questo limite si sente tutto. Sarebbe stato un bene, dal mio punto di vista, se Google avesse usato la parolina che tanto ama: Beta.

Dico di non comprarlo? No, non lo dico. È il modello più economico di Android in commercio e dunque parte dei limiti, soprattutto della macchina come schermo e fotocamera, sono ammissibili. L’alternativa per il prezzo è l’LG LinkMe (che non ho provato e dunque non posso raffrontaro anche se spero di poterlo fare a breve) che ha la tastiera estesa ma che ha Android 1.5, dunque ancora più beta del Tattoo.

, , , , , ,

Telecom Italia ha pensato bene di chiamare il suo servizio business Impresa Semplice.

Cosa c’è di più semplice di ricevere una bolletta?

Fino a qualche tempo fa aprivi la buchetta delle lettere fuori e la trovavi dentro, Infostrada e Tiscali me la mandano allegata alla mail e così apro la casella di posta elettronica e la trovo dentro. Telecom no!

Manda la mail con un link (che ovviamente non funziona perché arriva a milioni di aziende nello stesso momento) dove tu devi fare login con lo username che ti assegnano loro e che, usandolo ogni due mesi, non ricordi mai perché usare la partita IVA o il codice fiscale o uno username a scelta del cliente pareva brutto.

Poi viene la password, anche in questo caso secondo marametri di sicurezza tutti loro. Se mi chiedessero il mio codice IBAN in numeri romani farei certamente meno fatica a tenerlo a mente.

Se però sei uno smemorato allora puoi recuperare l’accesso con la partita IVA e rispondendo ad una semplice domanda tipo: “Qual è la tua squadra del cuore?” o “Come si chiamava il tuo primo animale domestico?” che secondo me in Telecom si fanno delle grasse risate su queste statistiche.

Ma tutto questo in comodi (per loro) passaggi perché sempre c’è il traffico al massimo in quel giorno, magari domani sarebbe tutto snello, magari domani già mi sarei dimenticato di scaricare la fattura.

Cioè, per dire, fin qui ho scritto aspettando l’ok di una sola pagina del sito fra un The Proxy Was Unable to Fulfill Your Request e l’altro.

Oggi poi ne hanno pensata una nuova e di per sè encomiabile se non fosse così lento il tutto. Mi fanno riunificare l’account per il 191 Telecom Italia con quello del 119 di TIM.

A questo punto sono passati 45 minuti dall’inizio dell’operazione ed ancora sono in alto mare.

Dopo un’ora abbondante mi arriva l’incoraggiante messaggio di questo screenshot.

Alla fine viene ragionevolmente da pensare se valga la pena, per risparmiare il mezzo euro della spedizione della bolletta, perdere così tanto tempo.

Poi mi viene da pensare che non ho ancora ricevuto la mail promessami da un operatore del 119/191 (perché ora chi chiama il 119 con un telefono con contratto aziendale viene automaticamente ridiretto), la mancata risposta ad altre chiamate, la mancata risposta a quasi una settimana di distanza dal fax per avere un’offerta che mi vincoli a voi magari per altri due anni.

Ecco, alla fine cara Telecom, viene proprio da domandarsi se voi i clienti li volete o fate tutto il possibile per cacciarli via. Perché se il vostro fine è questo allora con il vostro modo di fare sarà certamente impresa semplice!

, ,

Dopo una prima fase sperimentale «free», il servizio mobile diventa ora a pagamento in linea con le scelte dei grandi quotidiani in tutto il mondo, un passaggio necessario per continuare a garantire la correttezza e l’autorevolezza dell’informazione.

via News, video, dirette Il Corriere sul telefonino.

Visto che in tempi recenti sempre più spesso si sono trovate strafalcioni molto apparenti (non che prima non ci fossero, banalmente non si poteva facilmente trovarli) io proporrei una scommessa al corriere.

I vostri utenti pagano 44,99 euro l’anno (pare una promozione di qualche discount piuttosto che un abbonamento ad un quotidiano prestigioso) e voi per ogni errore sostanziale (quelli formali capitano a tutti) o castroneria commessa nel corso dei 12 mesi rimborsate 1 euro a ciascun abbonato.

Dovreste accettare di corsa, del resto l’abbonamento serve proprio per garantire correttezza ed autorevolezza, mica per rimpiazzare la pubblicità che non ci sta sullo schermo del telefonino.

, ,

Ho digitato questo post direttamente sulla minuscola tastiera virtuale dell’HTC Tattoo.

Devo dire che prendendoci un po’ la mano e con l’aiuto del correttore automatico integrato si ottengono dei risultati comunque discreti e sufficientemente rapidi, ben oltre la tastiera fisica del BlackBerry 8100 che mi ha accompagnato fino ad ora.

, , , , , ,

Stamattina, grazie alla pagina sui software per BlackBerry 8100, mi contatta un utente via mail.

Non gli funziona Google Mobile Apps. Pensavo fosse un problema singolo, ed invece è qualcosa di abbastanza generalizzato.

In buona sostanza in questo momento i rubinetti del BIS (BlackBerry Internet Service) sono stati chiusi quasi integralmente.

Ad esempio mentre vi scrivo le applicazioni native BlackBerry funzionano tutte regolarmente (comprese quelle installate in seguito come Google Talk e Facebook). Al contrario quasi tutte le applicazioni di terze parti partendo proprio dalla suite mobile di Google ma senza escludere Viigo e WordPress lamentano la mancata disponibilità della rete. Al contrario per esempio ÜberTwitter funziona regolarmente.

Tutto questo per gli utenti TIM come me (però per esempio mio fratello, pur essendo anche lui su TIM, non ha questo problema per ora), non so dirvi per gli altri operatori.

Per chi può (coloro che hanno un piano telefonico con dati inclusi su un APN diverso da blackberry.net) la soluzione è attivare l’APN dell’operatore telefonico, per gli altri non c’è che da aspettare per avere notizie dagli operatori o da RIM stessa.

Se nelle prossime ore la situazione si evolve vi terrò informati da questo post.

[update 24/10/09 ore 11.00]

Dopo qualche altro tentativo ed un’altra vittima sono ragionevolmente sicuro che la colpa sia di Google Mobile Maps 3.2.0. Purtroppo anche rimuovendo l’applicazione non si risolve il problema. Procedo con i tentativi per ripristinare il corretto funzionamento del telefono, nel frattempo suggerisco a tutti coloro che non avessero ancora aggiornato di non installare GMM 3.2.0 in attesa di risposte definitive.

[update 24/10/09 ore 14.30]

Allarme rientrato, su suggerimento di Andrea di BlackBerryItalia.it ho chiesto a TIM di rimandarmi i dati di configurazione e tutto è tornato correttamente a funzionare, strano che nei forum di supporto di Google questo non venisse suggerito.

, , , ,