Pagare Whatsapp con PayPal senza installare nulla nel telefono.

Per molti è venuto il giorno di paga. Non in cui ricevono la paga ma in cui devono pagare Whatsapp per continuare ad usarlo, 79 cent per 12 mesi.

Il pagamento si può fare direttamente dal Play Store di google (per chi usa ovviamente Android), il classico pagamento in-app.

Però magari qualcuno non vuole legare il proprio numero di carta di credito all’account su Play (penso ad esempio i genitori che trovano vantaggioso far comunicare i propri figli tramite Whatsapp ma non vogliono dargli la possibilità di acquistare altro).

Dal sito Whatsapp si può scaricare un’app sostitutiva che accetta il pagamento con PayPal, una volta rinnovato l’abbonamento si può tornare a quella standard del Play Store per poter avere gli aggiornamenti automatici.

C’è anche una terza via che consente di fare tutto online emulando quanto accade per l’app, sarà forse leggermente più macchinoso ma è la strada migliore (ovviamente dal mio punto di vista) da seguire anche per chi volesse rinnovare l’abbonamento anche senza il telefono a portata di mano, serve solo il numero di telefono da ricaricare.

Ribadisco che il procedimento è dei più semplici ma è assolutamente sicuro e nessun dato andrà a finire nelle mani di estranei (men che meno le mie).

Oltre al già citato numero di telefono ci servono due link.

Il primo link è questo: la pagina è in tedesco ma non c’è bisogno di capirla. Nella riga di sopra mettere il numero di telefono compreso il 39 iniziale ed aggiungendo abc alla fine (esempio: 393451234567abc) e premete il tasto
MD5 Hash generieren alla fine. Nella riga sotto comparirà un lungo codice incomprensibile (esempio: 94affd181d6ef279986a71b0ad03b5ef).

Non chiudete il primo sito perché poi avremo bisogno di quelle informazioni.

Passiamo ora al secondo sito, che è direttamente sul server di Whatsapp (se non vi fidate di Whatsapp vi consiglio di rimuovere la loro applicazione dal vostro telefono!). In questo caso dovremo generare noi l’URL secondo questo schema

http://www.whatsapp.com/payments/cksum_pay.php?phone=[telefono]&cksum=[codice]

Per telefono intendo il numero con il 39 davanti (ma senza abc) e per codice quello che abbiamo generato in precedenza.

Premendo invio ci comparirà una pagina che mostra il nostro telefono e ci chiede se vogliamo rinnovare il pagamento con PayPal o con Google Wallet. Scegliendo PayPal si entra nel gateway di pagamento e si procede esattamente come al solito.

Non preoccupatevi se sbagliate qualche passaggio, finché non arrivate al gateway di pagamento nessuno verrà a prendere soldi dal vostro account, se avete sbagliato grossolanamente non vi comparirà il pulsante per ricaricare e se avete controllato che il numero sia giusto nella pagina prima di dare l’ok al pagamento solo per quel numero verrà rinnovato l’abbonamento per un anno.

Tutto chiaro?


Smart (?) phone

Mi telefona in negozio una cliente a cui abbiamo mandato un sms automatico per dire che era arrivato un prodotto che aveva cercato.

Mi segnala che il numero da cui mandiamo i messaggi risulta inesistente, le dico che i nostri messaggi non hanno numero di mittente uscendo da un sistema automatico. Lei mi risponde invece che c’è e che l’aveva salvato in rubrica. Per l’esattezza il numero (evidentemente inesistente) era 72273684 ovvero le cifre i cui tasti servono per comporre la parola “Scardovi”.

Proprio uno smartphone.

Xperia Arc S: impressioni, ICS e rooting.

Possiedo un Arc S da qualche mese perché Vodafone non sa contare.

La risposta di Vodafone a chi pensava di ricevere un Nexus S (cliccate sull'immagine per accedere alla storia completa)

Dopo qualche tempo il terminale conferma le mie impressioni iniziali: il display è veramente molto bello, ma il telefono è in molte occasioni poco reattivo, si surriscalda in maniera preoccupante e la memoria si rivela subito stretta. Brutto difetto inoltre è la totale impossibilità di connettersi a internet via wifi al mio router (difetto riconosciuto da Sony Ericsson, ma che rimbalza la colpa su Netgear).

Aggiornamento a ICS

Decido di aspettare l’aggiornamento ad Android 4.0, che prontamente arriva. Ma (vi anticipo) l’aggiornamento non corregge i problemi al wifi e l’effetto friggitrice.

L’aggiornamento è molto semplice, e vi rimando alle istruzioni ufficiali di Sony Ericsson: http://www.sonymobile.com/global-en/software/phones/xperia-arc-s/ – di fatto bisogna installare il software sul PC, collegare il telefono e aspettare. Unica nota, dopo l’installazione consiglio un reset alle impostazioni di fabbrica per evitare alcuni problemi di prestazioni.

L’aggiornamento porta il terminale ad un altro livello. L’interfaccia Sony Ericsson è di fatto la stessa (bruttina) di prima, ma ICS elimina una serie di personalizzazioni della casa che rendevano il tutto poco curato.

Altro neo della UI è la mancanza di un pannello nella barra delle notifiche per disattivare la connessione dati, la wifi e compagnia. SE offre dei widget orrendi  e male organizzati, rimuovendo dal sistema quelli nativi. Seriamente: perché lo switch per il roaming e non quello per il 3g?

Widget 3x2 (!?) per la gestione dei controlli di Sony Ericsson

Anche la grafica delle cartelle è terribile:

L'interfaccia delle cartelle di Sony Ericsson. Perché?


La memoria scarseggia, come con la vecchia versione. Questo mi porta a optare per una soluzione drastica: rootare il telefono.

Root Arc S Ice Cream Sandwitch

Attenzione: da questo punto in poi la vostra garanzia non esiste più. Non ci assumiamo responsabilità per danni, incendi, perdite di denaro o social media manager Vodafone che vi bussano alla porta al mattino presto.

I passi sono pochi:

  1. installare i driver ADB da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?p=24883071#post24883071
  2. scaricare il Rooting Toolkit da http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1601038

Una volta ottenuti i permessi di root la prima cosa da fare è rimuovere tutte le applicazioni non necessarie. Veramente, ragazzi, sembra di essere tornati a quando le aziende imbottivano i PC di programmi malfatti per affermare la loro supremazia sul sistema operativo. Come dite? Lo fanno anche ora? Ah.

(no, seriamente, come vi sentireste se il vostro iPad / iPhone venisse riempito di applicazioni del produttore che non potete disinstallare?)

Dicevamo: una volta preso possesso del vostro dispositivo, è ora di rimuovere applicazioni. L’Arc S ha una memoria interna piccola, e un po’ di spazio libero non guasta. Per farlo potete installare il fidato Titanium Backup (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.keramidas.TitaniumBackup) e potete aiutarvi con la lista di applicazioni su XDA: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1089470

Ora il vostro Arc S è quanto di più vicino alla normalità possibile, con il firmware originale Sony. Se invece vi sentite particolarmente avventurosi, potete provare la CM9 di FreeXperia qui: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=1356685

Ci sono altre possibilità per migliorare le cose, tra cui installare la nuova home di Sony Ericsson (http://www.xperiablog.net/2012/02/25/xperia-s-home-launcher-and-widgets-leaked/), il power manager widget originale Android e la possibilità di ricompilarvi interamente i sorgenti o di riscrivere Android in C# (ah, lo stanno già facendo!), ma questo è lasciato come esercizio al lettore.

Camera: dal cellulare muto a Twitter.

Correva l’anno 1994, per noi vecchi l’altro giorno, per i giovani magari proprio i 18 anni della loro età.

Era comunque un’altra epoca se consideriamo che a quel tempo sulla poltrona più importante della Camera sedeva una donna dal foulard verde: Irene Pivetti (la sorella dell’attrice, sempre per i più giovani).

Fu in quell’epoca remota che un bel giorno d’autunno la presidente, stanca delle continue distrazioni a cui erano sottoposti gli onorevoli e l’aula tutta, decise di mettere a tacere tutti i telefonini.

Del resto quella era l’alba della telefonia mobile di massa, dubito ci fossero già modelli con la possibilità di mettere il telefono in vibrazione sopprimendo suonerie monotone.

Oggi invece la tecnologia viene usata ampiamente nei luoghi della politica (non sempre nel modo più opportuno.

Resta il fatto che nel giro di una generazione scarsa si è passati dal divieto assoluto di comunicazione con l’esterno all’uso abituale dei nuovi strumenti di comunicazione come fa ad esempio l’On. Andrea Sarubbi (non è parente di Pietro Sarubbi l’attore, glie l’ho già chiesto io) con il suo account su Twitter.

Anche oggi c’è chi dileggia questa scelta, gente che vorrebbe vedere gli onorevoli, visto anche l’onorevole salario che percepiscono, ben concentrati sulla loro attività istituzionale e chi invece apprezza la possibilità di avere in diretta e di prima mano informazioni su quello che accade nei Palazzi fino al famoso tweet di Casini

Siamo tutti qui! Nessuna defezione! http://t.co/IV2Sllcr
@Pierferdinando
PierferdinandoCasini

Insomma, una vera e propria rivoluzione copernicana in meno di 2o anni, voi cosa ne pensate?

Canone RAI.

Io escludo tassativamente che in Italia ci sia gente felice di pagare il canone. Più facilmente credo che ci sia chi, con il senso civico di chi paga tutte le tasse per il bene comune, ci sia chi effettivamente paga di buon grado. A seguire viene chi, come me, paga perché è obbligatorio ma farebbe comunque volentieri a meno. Ed infine ci sono coloro che evadono questa assurda tassa, ma non è l’evasione il centro della discussione.

Quello di cui voglio parlare è del fatto che ora la RAI, mai sazia di fondi che spreca con ingaggi stratosferici a persone di dubbia opportunità per il servizio pubblico, voglia i soldi del canone anche da tutte le aziende che hanno almeno uno smartphone o un PC (e qui mi risulta difficile trovarne che non abbiano né l’uno né l’altro).

La legge che impone questa tassa può essere definita eufemisticamente datata e quella formula atti o adattabili racchiude tutto e niente.

C’è in giro chi propone di far pagare la tassa direttamente nella bolletta della luce, io continuo ad essere fermamente contrario. In questo caso si procederebbe a (tar)tassare anche chi effettivamente non deve il canone in nessun caso con la presunzione che la corrente elettrica può essere usata per alimentare un apparecchio atto o adattabile dalla padella alla brace.

Allora io cambierei del tutto il calcolo, non più (o non solo) con un bollettino di fatto su base volontaria ma sul trasferimento di dati in rete. Il canone RAI come percentuale (direi che un 10% potrebbe bastare) del canone ADSL o 3G ma a tre ben specifiche condizioni:

  1. Che tutti i programmi trasmessi dalla RAI dalla sua nascita ad oggi, su tutti i suoi canali, entrino nella libera disponibilità di chiunque. Se la RAI ha trasmesso un bel film ed io non ho avuto tempo di guardarlo quella sera posso scaricarmi legalmente dalla rete una qualunque delle alternative presenti (anche in fullHD, in 3D, ecc) senza dover più un centesimo a chicchessia.
  2. Che comunque possa vedere tutti i canali RAI via web con tutti i programmi disponibili dall’istante in cui vanno in onda via etere e/o satellite con possibilità di riavvolgere quanto voglio senza difficoltà (time shifting online).
  3. Che venga abolito il balzello SIAE su tutti i supporti di memorizzazione e pure quello della trasmissione di filmati con audio anche autoprodotto.

Restano fuori dal conteggio del balzello tutte le connessioni con tariffazione a tempo o traffico perché evidentemente non sono adatte alla visione di video in tempo reale né on demand e le connessioni per cui il titolare possa dimostrarne l’uso automatico solo industriale.

Sarebbe un sistema tutt’altro che perfetto perché comunque assoggetterebbe a questa tassa anche tutte le aziende che però non dovrebbero più pagare la SIAE per i propri backup o per i video di presentazione aziendale con la sola voce delle persone intervistate.

E per i privati sarebbe comunque un vantaggio per buona parte del materiale video presente in rete.

Voi cosa ne pensate?

La magia sta finendo.

Oggi dovrebbe essere presentato il nuovo iPhone 5 (o 4s o altra sigla) ma la magia di Apple sembra essere notevolmente scemata dalle ultime presentazioni.

Basta guardarsi attorno per vedere come in tanti abbiano già assicurato che non cambieranno terminale e se proprio devono farlo passeranno ad Android con una delle molteplici varianti disponibili eventualmente personalizzandolo con qualche ROM cucinata.

La fine di un’epoca (che si chiude contestualmente al suo creatore) o un disinnamoramento temporaneo?

I concorrenti stanno rapidamente recuperando terreno e per la prima volta iOS ha dovuto inseguire la concorrenza (come ad esempio con la barra delle notifiche).

Senza contare che Apple ha sempre dovuto accontentare anche i dettami dei carrier telefonici cosa che per Android si è sentita meno anche appunto per la possibilità di modificare maggiormente il proprio terminale a livello firmware.

Che il frutto proibito non sia più la mela ma un dolce che segue l’ordine alfabetico? E se fosse un mango?

Vodatweet.

Qualche tempo fa avevo un problema con l’iPad sulla rete 3G. Dopo un riavvio non voleva più navigare malgrado avesse traffico a iosa (a parte che la tariffa è flat con strozzatura oltre una certa soglia e quindi non poteva essere in alcun modo esaurito il traffico disponibile).

Non mi resta che contattare Vodafone e scelgo il canale più pratico e neutrale possibile: twitter.

@ L'iPad mi dice "errore di autenticazione PDP" quando si connette in 3G, come lo risolvo? Nessun problema in wi-fi.
@scardovi
Stefano Scardovi

La risposta è stata tempestiva.

@ Ciao, ti stiamo seguendo. Inviaci un mess. privato (DM) indicando nome, cognome e num. telefonico per verifica e contatto. Tks ^DC
@VodafoneIT
Vodafone it

Dopo un po’ di DM scambiati vengo chiamato al telefono e si svela l’arcano. Oltre ad esserci traffico disponibile è indispensabile che ci sia anche credito disponibile. Annotatevelo perché pare un po’ assurdo e ancora più assurdo è che il problema sorga non quando il credito va a zero ma dopo un riavvio.

Fatto sta che il gentile operatore (Marco), dopo avermi indicato quanto sopra, mi consente di ripartire al volo con una ricarica da 2 euro.

Ecco, secondo me questa è stata un’assistenza clienti che merita un ottimo voto, non quella di un altro operatore telefonico che ultimamente sta calando abbastanza nel livello di assistenza ai clienti.

Ma quanto mi costi?

Il titolo qui sopra rappresenta le parole chiave di una pubblicità sulla teleselezione (roba d’epoca) quando chiamare in un distretto telefonico diverso non costava un rene ma poco meno.

Ora se per chiamare dall’Italia all’Italia questo costo si è notevolmente ridotto se non addirittura annullato grazie alle tariffe flat dall’estero le tariffe sono ancora tutt’altro che abbordabili, soprattutto con le nostre SIM in roaming. Per non parlare del costo del traffico dati, salvo poche eccezioni.

Così quanto TUI.it ha chiesto, come sponsor del RomagnaCamp, un’idea per attirare più visibilità sul fronte social la mia risposta è stata immediatamente questa:

Fornire in uso uno smartphone (e/o SIM con dati inclusi) per twittare di voi e con voi durante la vacanza? #regalaunidea @
@scardovi
Stefano Scardovi

Purtroppo il limite dei 140 caratteri non mi ha consentito di esprimere al meglio il discorso e così lo amplio e motivo in questo post.

Il servizio aggiuntivo da dare al cliente, ovviamente non a tutti per motivi di costo e di opportunità, consisterebbe in uno smartphone, sempre che il ricevente non ne abbia già uno, ed una SIM “ottimizzata” per la destinazione in modo da avere traffico dati incluso a carico dell’operatore turistico e traffico voce nazionale ma soprattutto verso l’Italia a carico del cliente ma a tariffe non sproporzionate.

Questo consentirebbe molti vantaggi:

  1. Il cliente potrebbe usare i proprio account sui social network per parlare in tempo reale della sua vacanza che è sempre meglio di un resoconto successivo, con un adeguato hashtag l’agenzia potrebbe raggruppare sulla propria pagina tutte le esperienze dal vivo magari aggiungendo anche qualche ulteriore dettaglio sul programma del viaggio.
  2. Il cliente potrebbe facilmente comunicare con l’agente di viaggio a mezzo mail/twitter/IM riguardo a situazioni particolari o difficoltà, perché succedono anche gli imprevisti e prima si riesce a risolverli e più facilmente si salva la vacanza e l’esperienza (e l’opinione) del cliente.
  3. Il cliente comunque potrebbe telefonare a parenti e conoscenti senza svenarsi. Anche questo fa parte del complesso dell’offerta in un mercato dove la competizione fatica a trovare sbocchi diversi dal solo aspetto economico.

Ovvio che questa è solo la mia idea che in un primo momento potrebbe essere anche non troppo dispendiosa e che chiunque ha tempo una settimana per suggerire la propria.

E vinca il migliore!

Lettera aperta ad un operatore telefonico.

Buongiorno,

pur essendo la nostra azienda iscritta al Registro Pubblico delle Opposizioni da alcuni mesi (dunque oltre i 15 giorni minimi previsti) e pur essendo la Vostra azienda aderente al medesimo Registro continuiamo a ricevere chiamate non sollecitate a nome Vostro per la proposta di prodotti e/o servizi.

Vi invitiamo pertanto a provvedere affinché i Vostri operatori ed i Vostri rivenditori rispettino completamente la normativa che avete sottoscritto al fine di tutelare la Vostra onestà e professionalità.

Fra l’altro spesso accade che queste telefonate abbiano una qualità assai scadente dell’audio che per un operatore telefonico è un’ulteriore pessima pubblicità.

Infine, sempre in violazione al Registro delle Opposizioni, il numero chiamante era mascherato (comunque da come il display del telefono ha visualizzato la chiamata appariva originata all’estero).

Ecco, tutto questo per chiedervi di scegliere con più cura i collaboratori e di sottometterli agli stessi vincoli Vostri, per tutelare il Vostro buon nome ed i Vostri clienti, coloro che Vi danno il pane quotidiano.

Vedremo se almeno a questa mail ricevo risposta, perché io sto iniziando a non sopportare più tanta gente che chiama per offrire le più svariate forniture (computer in prova gratuita per 15 giorni o fornitura di caffè poco importa) o per chiedere contributi come l’anno scorso (mai dati) ed il Registro Pubblico delle Opposizioni a questo dovrebbe servire.

Ma se non serve neppure a questo allora tanto valeva non crearlo neppure.

HTC Incredible S: prova su strada

Euronics mi ha proposto via Friendfeed la prova del nuovo terminale Android del produttore coreano. Avendo recentemente distrutto il povero Tattoo, accetto volentieri, incuriosito dalle caratteristiche generose del terminale e dal fattore di forma per me ancora inesplorato.

Il mostro

Caratteristiche tecniche

Come dai dati dichiarati da HTC, il display è un generoso 4” WVGA (480×800), luminoso e molto leggibile. Sotto il cofano ha un processore da 1GHz con 750mb usabili di memoria interna (1.1 GB totali), una batteria da 1450 mAh e una durata (irrealisticamente) dichiarata di 280 ore in standby sotto rete GSM. La fotocamera ha un sensore da 8Mpx ed è in grado di registrare video in HD a 720p.

Hands on

Appena uscito dalla confezione, noto il fattore di forma molto interessante, poco più grande dei modelli in commercio con diagonale minore e il dorso ha una bombatura curiosa, che inizialmente mi lascia perplesso (sembra una scusa per fingere che il terminale sia più sottile e far spazio alla batteria). Con l’uso però la forma si rivela molto comoda e antiscivolo, e il feeling è proprio quello di un terminale molto sottile.

Il dorso è molto sagomato

I 4 tasti inferiori, sensibili al tocco, sono retroilluminati e ruotano assieme al telefono di 90° a sinistra (ma non a destra). La retroilluminazione è palesemente poco curata e cambia addirittura da tasto a tasto quando si osserva il telefono da una posizione naturale. La dichiarazione del produttore riguardo la rotazione dei tasti “In HTC Incredible S abbiamo prestato cura a ogni minimo dettaglio” sembra un poco eccessiva.

Differenze di retroilluminazione ad angolazioni di poco differenti

Software

Il terminale è stato aggiornato cortesemente ad android 2.3.3 Gingerbread direttamente da Euronics. L’ interfaccia è la nuova Sense UI, a mio parere il punto debole del telefono.

Come nelle vecchie versioni, ho apprezzato la presenza del dialer intelligente (che mostra i contatti cercando in tempo reale sia fra i numero di telefono che tra i nomi) e la tastiera HTCIME, sempre molto precisa a correggere gli errori di battitura.

Purtroppo la ROM HTC, rispetto ad una ROM Gingerbread comune, rende alcuni compiti un poco più noiosi. L’ inserimento dei widget è nello stesso menu che permette di modificare sfondi, skin, suonerie e allarmi (!). Il vassoio delle notifiche di sistema contiene un elenco delle applicazioni recenti (accessibile anche con long press del tasto home), mentre le impostazioni veloci (rete, gps, Bluetooth) sono relegate ad una scheda. In modalità orizzontale questo permette di vedere una sola notifica per volta.

Il cassetto notifiche e il menu di inserimento widget.

Applicazioni

Il telefono viene fornito con alcune applicazioni preinstallate.

Un’applicazione Altro che è semplicemente un link verso la homepage di HTC Mobile. Che è anche la homepage di default del browser. Boh!

Mail è ottima, come nelle versioni precedenti, per gestire account POP, Exchange o IMAP. L’utente aziendale non avrà certo grossi problemi a gestire l’account lavorativo.

Le classiche funzioni social, integrate nella Sense, sono accessibili anche dall’applicazione Friend Stream.

HTC Hub, una sorta di market per aggiungere widget, profili, skin e suonerie (è necessario un account HTC Sense)

HTC Likes, un altro market parallelo con le applicazioni consigliate da HTC, che rimanda al market ufficiale per l’installazione

Biscottino? (HTC Likes)

C’è un Lettore di ebook appoggiato a Kobo, con alcuni titoli in inglese precaricati, possibilità di annotazione e ricerca parole. Lo store è assolutamente privo di titoli in italiano.

Un server / client DLNA, Media connessi, permette di accedere alle risorse in rete locale o effettuare streaming verso altri dispositivi.

Pannello Auto integra un sistema di navigazione con mappe scaricabili offline, l’integrazione con footprints e la possibilità di acquistare voci, mappe e autovelox. Comprende un mese di licenza gratuita per le mappe mondiali. Inoltre integra una funzione di chiamata vocale molto comoda.

Le immancabili Torcia e Specchio fanno uso rispettivamente del flash LED e della fotocamera frontale a bassa risoluzione.

Sul campo

Ho avuto modo di usare il terminale come telefono principale per una decina di giorni di uso normale più 5-6 giorni di smanettamento estremo all’inizio.

La batteria, con un uso tipico (connessione dati e wifi accesi solo quando necessario, 5-6 chiamate brevi al giorno e una trentina di sms) dura poco meno di 2 giorni. Spegnendo il telefono di notte arrivo alla fine della seconda giornata senza troppe preoccupazioni.

L’avvio del telefono è velocissimo, bastano 5 secondi per avere la schermata di inserimento del pin, e meno di una decina di secondi per avere l’interfaccia pronta all’uso.

Purtroppo ho riscontrato che la qualità delle chiamate è piuttosto scadente: molte persone mi hanno riportato echi della mia voce, che in alcuni casi riuscivo anche ad avvertire. Gli auricolari in dotazione rendono il volume della voce poco udibile, il microfono è molto distante dai padiglioni. Con il sistema bluetooth dell’auto ho ottenuto risultati decisamente migliori.

Il touchscreen è preciso, ma in qualche caso con il telefono appoggiato in piano si è verificata l’attivazione spontanea di qualche applicazione (dovuta a falsi tocchi).

Va detto a parziale difesa del terminale che spesso i modelli forniti in prova sono ricondizionati, o comunque non vengono sottoposti agli stessi controlli di qualità dei terminali comuni.

Fotocamera

Il pezzo forte di questo terminale è la fotocamera, fra le risoluzioni più alte in commercio e in grado di registrare video a 720p (guardatelo in HD!).

La qualità delle foto è ottima, considerando le limitazioni della dimensione del sensore e dell’ottica non eccelsa. Il rumore si inizia a sentire attorno a sensibilità ISO di 400, e a luminosità ridotta il bilanciamento del bianco tende a virare su tonalità calde, cosa comunque normale per questo tipo di fotocamere. Il flash integrato è costituito da 2 LED a luce bianca.

Nessun aereo scuola è stato molestato durante la prova di questo terminale
Il lago visto da Maccagno

Concludendo

Il terminale è di buona qualità ed è assolutamente in linea con le offerte del mercato per quanto riguarda il rapporto qualità / prezzo. Qualche cura maggiore nei dettagli a livello software e nella parte della telefonia avrebbe fatto di questo terminale un prodotto veramente incredible. Resta comunque un telefono molto valido e dall’aspetto intrigante.

HTC Incredible S è in vendita da Euronics a 529,00 €.