S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Prima casa col tetto.

(anche al tasso del mutuo e non solo alla casa, leggete sotto)

tassosemprebassoTramite BuzzParadise mi è stata data l’opportunità di parlarvi di un finanziamento per l’acquisto della prima casa: TassoSempreBasso di Banca Popolare di Milano.

Avete già letto in passato della mia pro pensione al social lending e quindi alla mia ritrosia riguardo ai finanziamenti bancari.

Però, al di la del discorso degli attuali problemi che sta vivendo Zopa e che spero si risolvano a breve e della conseguente attesa di Boober, il social lending non può risolvere il problema dell’acquisto della prima casa per un problema di importo del finanziamento ma soprattutto di durata.

BPM con questo mutuo TassoSempreBasso vuol venire incontro alle famiglie che vogliono finalmente acquistare la prima casa, bello e significativo in questo caso lo slogan “dire, fare, respirare.” che vuol far capire che con questo finanziamento si può non solo iniziare a parlare del proprio desiderio ma anche trasformarlo in fatti senza doversi preoccupare ogni mattina aprendo il giornale alla pagina economica.

Il sistema adottato da BPM si articola su due garanzie contemporanee.

La prima è un tasso variabile ancorato al tasso della BCE che è molto meno ballerino del più diffuso Euribor.

Il secondo, e certamente più interessante, è che in ogni caso il tasso ha un tetto massimo del 5,5% oltre il quale non potrà mai andare nel corso dei 10, 20 o 30 anni di durata del mutuo.

Che dire, se farvi la prima casa è la vostra intenzione chiedere un preventivo per il mutuo anche alla BPM può essere un passo fondamentale per passare dal dire al respirare.

Vi ricordo che pur essendo stato remunerato per questo post tutto ciò che ho scritto viene dalla mia opinione personale. Ad esempio sono sempre stato tifoso del tasso fisso piuttosto che del variabile, proprio per non trovarsi poi un giorno con un tasso schizzato alle stelle, questo mutuo unisce entrambi i vantaggi, un tasso basso in caso di andamento generalizzato verso il basso dei tassi e soglia massima per evitare di perdere la casa dopo pochi anni dall’acquisto.

Sospensione attività Zopa.

Tutti gli zopiani hanno ricevuto oggi una comunicazione dalla società che segnalava che tutte le attività erano sospese.

Oltre a quanto si legge sul sito di Zopa che da subito ha mantenuto la massima chiarezza su quanto stava accadendo, sto intrattenendo uno scambio di mail con Carlo che sempre è stato gentilissimo anche in occasione dei post precedenti (anche quelli non del tutto positivi).

In buona sostanza la sospensione dell’attività non è dovuta alla fuga all’estero dei gestori o ad operazioni finanziarie allegre.

Il problema è sorto per il fatto che il denaro che i prestatori versano a Zopa per il successivo impiego è raccolto in un conto corrente e questo affianca all’attività di intermediazione finanziaria (che era regolarmente autorizzata e che ora è stata sospesa) anche quella di raccolta di risparmi. Dal mio punto di vista si tratta di un errore di interpretazione eccessivamente restrittiva e letterale della norma. Ad esempio visto il diverso modo di agire Boober non dovrebbe avere un problema analogo.

Cosa succede ora.

Nell’immediato Zopa ha correttamente sospeso tutte le attività di valutazione dei prestiti e l’accettazione di nuovi zopiani. Nulla cambia invece per i prestiti già erogati ed in corso. Zopa sta anche comunicando in continuazione con ministero e Banca d’Italia per ripartire.

Nel breve periodo Zopa continuerà a gestire i prestiti in corso con incasso delle rate (anche con le eventuali operazioni nei confronti dei ritardatari) e messa a disposizione dei soldi ai prestatori, non c’è attività di riprestito automatico. Non ci sono rischi per i prestatori in questa fase.

Nel medio e lungo periodo qualora questa situazione dovesse protrarsi per diverso tempo Zopa subirà un danno molto marcato, se non ci sono prestiti non ci sono ricavi per Zopa e questo produrrà difficoltà amministrative.

Mi auguro che chi ha sempre lavorato onestamente ed alla luce del sole non subisca danni irrimediabili e che tutto questo sia dovuto ad un impiegato troppo zelante e non ci siano sotto manovre atte a danneggiare Zopa ed il social lending in generale.

Crunch.

Con un post di ieri Zopa si presentava come scacciacrisi.

Una buona forma di investimento per chi ha paura di lasciare i risparmi in banche sempre più scricchiolanti.

Una buona fonte di prestito per chi non riesce, in questo periodo di vacche magre, ad ottenere un finanziamento bancario.

E visto che Zopa è un intermediario unico che mette in contatto diretto domanda e offerta i tassi di interesse sono vantaggiosi sia per i richiedenti che per i finanziatori.

Ma è tutto oro quello che luccica?

Secondo me no.

Andando nella mia pagina Zopa leggo:

  • I tuoi guadagni fino ad oggi 36,14 Euro al netto della ritenuta d’acconto
  • Pagamenti in ritardo 57,55 Euro in 3 prestiti con rate in ritardo già da mesi

Per questi pagamenti in ritardo ricevo comunicazioni periodiche miranti a rassicurarmi sul fatto che stanno facendo tutto il necessario per recuperare i soldi, ma a tutt’oggi ancora nulla si è materializzato.

Non so se siano tempi e prassi ordinaria, ma l’impressione che ne ricavo è quella di un temporeggiare per non dover mettere a perdita nel conto la cifra che farebbe precipitare i miei guadagni in rosso, ovvero in rimessa.

Ho provato a chiedere a Zopa se le insolvenze complessivamente fossero più o meno delle loro aspettative iniziali, ma ad oggi non ho ancora avuto risposta.

Non che sia favorevole ai soldi sotto al materasso.

Però se i soldi sul conto non sono molti forse non è il caso di investirli in tempi tendenzialmente lunghi (c’è anche il rientro rapido, ma anche quello alla fine ha dei costi).

Zopa, primi problemi.

Ho ricevuto oggi due mail da Zopa (a proposito, non contattatemi sulle caselle istituzionali che sono ancora bloccate, ovviamente quella Gmail funziona) in cui mi informavano di due mancati pagamenti.

La prima mail fa riferimento ad un richiedente, a cui avevo prestato 20 € in un prestito di complessivi 15.330 a 36 mesi in classe C, che ha saltato già la prima rata e dunque a rischio sono tutti e 20 €.

La seconda fa riferimento ad un richiedente, sempre per 20 € e complessivi 12.110 sempre a 36 mesi ma in classe B, che ha saltato la seconda rata e dunque a rischio ci sono 19,50 € al netto del capitale già rimborsato.

Mi informa Zopa che ha già dato tutto in mano ad un’agenzia di recupero crediti e che qualora la prima fallisse l’impresa altre due seguiranno. Tutta l’operazione sarà a spese di Zopa.

Onestamente sono sorpreso che i problemi stiano già sorgendo sia perché in fase di startup i richiedenti pensavo fossero più social (e dunque si tenessero al largo coloro che pensavano già in partenza di fare molta fatica a rimborsare perché alla fine danneggiavano delle comuni persone come loro) ed anche perché di norma le difficoltà nel rimborso delle rate sorgono in tempi successivi e non nelle prime.

Come avevo già promesso fino alla risoluzione di queste due situazioni (nella mail Zopa mi garantisce una mail di aggiornamento entro un mese) ho sospeso il riprestito automatico anche perché è utile dirlo che nella malaugurata (ed immagino pure remota visto che in Zopa non sono degli sprovveduti) ipotesi che i soldi non venissero recuperati le perdite sarebbero oltre il doppio degli interessi percepiti fino ad ora sui quali peraltro ho pagato pure la ritenuta d’acconto.

Zopa, i nuovi dati.

Dicevo un paio di mesi fa che Zopa aveva difficoltà a trovare prestatori a causa di un successo superiore alle aspettative.

La situazione non è molto cambiata, soprattutto dopo l’ultimo articolo uscito su Repubblica.

Con un post di ieri sul loro blog infatti quelli di Zopa segnalano la situazione, le richieste sono alle stelle, i tempi di assegnazione dei soldi piuttosto rapidi ma per alcuni richiedenti ancora non c’è possibilità di avere il finanziamento.

In un mercato con tante domande e non troppe offerte i tassi dovrebbero aumentare, dunque da un punto di vista prettamente teorico a nessun prestatore dovrebbe convenire far pubblicità a Zopa.

In realtà qui la situazione è ben differente, perché appunto ci sono diverse situazioni in cui i prestiti non possono essere dati, questo anche in relazione al fatto che l’importo richiesto deve essere diviso fra molti offerenti. Dunque se vengono richiesti 5000 euro su un determinato mercato e non ci sono almeno 500 contratti da 10 euro possibili il prestito non viene erogato.

A questo punto non è che il mio mio denaro sia più remunerativo ma semmai è più facile che non venga prestato.

Per quanto riguarda me dopo 5 mesi ho incassato di interessi l’1% del capitale investito che darebbe un tasso annuo del 2,4%, comunque superiore a quanto mi offre la banca.

In realtà nei primi mesi la somma prestata (che ora supera l’80%) era la minima parte ed i ripagamenti ovviamente iniziano a giungere a partire dal mese successivo.

In un paio di casi i prestiti sono stati rimborsati anticipatamente, e tutte le rate fino ad oggi risultano essere pagate regolarmente, nessun insoluto.

Il mio tasso medio è del 7,83% e la maggior parte dei prestiti (praticamente i 2/3) sono sui mercati B e C a 36 mesi.

Per quanto riguarda l’impostazione dei tassi io ho scelto di non seguire oltremodo i tassi suggeriti anche perché sono spesso falsati, in un mercato a rischio maggiore il tasso è inferiore che non è molto normale. Io ho optato per un tasso netto atteso (non quello richiesto) unico per classe di rischio e crescente per durata 12, 24 o 36 mesi.

E come sempre mi raccomando di non operare su Zopa a cuor leggero, i soldi investiti o ottenuti in prestito sono tutt’altro che virtuali.

Intervista.

Il giornale non è di quelli che più mi aggradano. In ogni caso ieri sono stato intervistato da Repubblica per un articolo sul social lending e questo è quanto è stato pubblicato online oggi.

“C’è un concetto di base sociale – osserva Stefano Scardovi, 36 anni, commerciante – si va oltre i meri numeri, sapere che ho aiutato qualcuno che voleva sposarsi mi dà più soddisfazione che un fondo che magari investe in aziende che producono armi”.

Ovviamente non ho detto solo queste due frasi ma sapete come sono i giornalisti.

P.S.: Dimenticavo di dirvi che avevo già parlato di Zopa in questi post.

1 milione di questi Zopa.

Zopa oggi ha raggiunto quota un milione di Euro prestati.

Ne approfitto così per fare il punto della situazione dei finanziamenti erogati da me.

La situazione è molto fluida, rispetto all’altra volta i ripagamenti sono cresciuti molto visto che i primi prestiti sono attivi da oltre un mese e dunque le rate iniziano ad essere versate.

Anche i primi soldi rientrati sono usciti in tempi rapidi in prestito, ora circa il 75% dei soldi investiti sono in prestito ed il 25% sono in valutazione e potrebbero uscire rapidamente.

Anche in caso di finanziamenti cancellati (quando il richiedente rinuncia al finanziamento oppure non fornisce le dimostrazioni del suo stato di solvibilità nei modi e tempi debiti) gli importi tornano quasi subito in assegnazione.

I miei guadagni ad oggi ammontano a 2,53 Euro anche se l’importo depositato presso Zopa ora è di 2,69 Euro più alto di quanto depositato, chiederò delucidazioni in merito ma evidentemente si tratta della ritenuta d’acconto. In ogni caso ben più dei 10 cent che dicevo nell’altro post.

Non ci sono, in caso contrario cesserei immediatamente di reinvestire la somma, casi di mancato pagamento.

Considerando che i soldi fermi sul conto corrente a causa di un errore bancario (ora dovrebbero aver rimediato) fruttano addirittura lo 0,02% non c’è che dire che Zopa sia un’alternativa interessante al comune deposito bancario sapendo che però la disponibilità di quei soldi viene meno per un lasso di tempo non breve. Diciamo che la maggior parte dei prestiti non verranno completamente saldati prima di 3 anni e rinunciare a questa durata significa perdere molto nella rapidità di erogazione e nel tasso richiedibile.

(Immagine: Bonaventuranet.it)

Social lending, troppo successo?

I sistemi di social lenging (prestito P2P come è stato definito da noi) quali Zopa e Boober stanno lavorando a pieno regime.

Zopa comunque è parecchio più grossa della rivale, i dati parlano chiaro: Zopa ha finanziamenti già attivi per 678.000 € contro i 120.000 di Boober.

Questo successo, forse oltre le aspettative, sta iniziando a creare qualche difficoltà a chi cerca un prestito.

Su Zopa è quasi impossibile avere un finanziamento di 36 mesi un po’ importante senza avere una storia creditizia ottima. Con i 5000 € proposti in automatico dal loro calcolatore di finanziamento non è attualmente possibile ottenere un prestito essendo in classe B o C.

Per correre ai ripari Zopa lancia una grande offerta ai nuovi finanziatori. Investendo almeno 2000 € in Zopa e concedendo almeno 500 di questi nei mercati a 36 mesi non si pagheranno le commissioni a Zopa per 10 anni!

Su Boober invece si assiste ad una corsa al rialzo dei tassi, molti prestiti dall’apparenza appetibile vanno deserti o comunque non vengono integralmente finanziati.

Anche in questo caso l’azienda è corsa ai ripari riducendo i costi con lo scopo di aumentare il mercato allo scopo di portare a casa un numero più consistente di finanziamenti conclusi e quindi più soldi.

Se nella prima fase di lancio (ad inizio anno) era arduo per queste società trovare richiedenti ora, anche grazie ad una campagna marketing aggressiva on e off-line, il problema è trovare finanziatori.

Quindi se per caso avete qualche soldo da parte che volete offrire su un mercato più promettente di quello bancario potrebbe essere ora il momento adatto per risparmiare nelle commissioni di questi mercati ottenendo un rendimento maggiore.

Zopa, i miei primi 10 cent.

È un po’ di tempo che non vi parlo di Zopa.

Non ne ho proprio avuto il tempo, ho ancora nella posta arrivata i PDF della conferenza stampa di oltre un mese fa.

Riprendo oggi il discorso solo per dirvi che ho ricevuto il primo guadagno: 0,10 €!

Infatti oggi mi hanno accreditato il primo rimborso per un prestito di 20 € per 24 mesi al 6% lordo pari a 0,79 € di capitale ed appunto 0,10 € di interessi.

La situazione di Zopa ad oggi mi pare molto dinamica e con questi ritmi presto si porrà il problema di trovare nuovi prestatori infatti dalla home page si vede la somma delle cifre prestate ed in valutazione sono superiori a quanto ancora disponibile per ulteriori prestiti.

La mia situazione personale è di 24 prestiti in corso ed altrettanti in valutazione, la somma investita ancora disponibile può coprire altri 12 prestiti e per forza di cose non è destinata a crescere nel breve periodo.

Un po’ di statistiche sui miei 24 prestiti in corso.

Tasso lordo minimo: 4,8%
Tasso lordo massimo: 9,1%
Tasso lordo medio: 7,4%
Parlo di tasso lordo perché gli interessi percepiti da Zopa sono da dichiarare con i redditi e pagare dunque l’aliquota IRPEF marginale ma anche perché non tengono conto delle perdite dovute ai mancati rimborsi. Se da una parte i richiedenti sociali (quelli che credono nel mezzo) saranno più incentivati a rimborsare sempre regolarmente ne verranno in un prossimo futuro anche di quelli che considereranno Zopa alla stregua di una qualunque finanziaria e, perché escluderlo, anche veri truffatori.

Durata minima: 12 mesi (il minimo)
Durata massima: 36 mesi (il massimo)
Durata media: 32,5 mesi
Questo significa che chi investe in Zopa non può non considerare la durata massima del prestito che rappresenta da sola quasi l’80% delle richieste ed è comunque quella che fa aumentare i tassi. Per contro bisogna ricordarsi che i soldi prestati non si possono avere indietro prima della naturale scadenza del prestito.

Età minima dei richiedenti: 23 anni
Età massima dei richiedenti: 73 anni
Età media dei richiedenti: 42,4 anni
Dimostra che lo strumento è usato per lo più da giovani (la curva delle età è omogenea, non concentrata sugli estremi) senza comunque escludere nessuno, neppure un anzianotto che sistema casa.

Magari ci risentiremo fra un mese con delle cifre più interessanti (per quella data dovrebbero essere già diversi coloro che rimborsano le prime rate) potendo così fare anche un ragionamento più approfondito.