Internet è oggi una delle principali minacce per le specie rare: l’assenza di una regolamentazione e la possibilità di trovare ogni sorta di articolo con il commercio online – dai cuccioli di leone al vino contenente osso di tigre – ha aggravato considerevolmente la situazione già delicata di numerose specie in via di estinzione.
via L’ecommerce minaccia le specie in via di estinzione – LASTAMPA.it.
La prossima accusa all’e.commerce sarà che fa crescere il potere della mafia e che provoca il cancro.
Nel frattempo vorrei ricordare che il commercio elettronico sottostà a tutte le normative vigenti per il commercio tradizionale nonché a normative specifiche. Ad esempio in nessun negozio su strada hai il diritto di recesso per legge.
Riguardo alle specie protette ricordo un servizio di Striscia la Notizia in cui Edoardo Stoppa mostrava chiaramente la violazione della normativa sulla non commerciabilità di certi tipi di animali ad una fiera.
Dunque possiamo dire che le fiere con esposti degli animali sono la causa della loro estinzione? O sono piuttosto i comportamenti illegali di alcune persone?
Perché dunque l’e.commerce onesto che rispetta tutte le normative generali e specifiche deve entrare nell’unico fascio con i truffatori e con i disonesti?
Quando si riconoscerà finalmente la dignità di un lavoro svolto da aziende di tutto rispetto?