In questi giorni Wikileaks è balzato prepotentemente in cima a tutte le testate giornalistiche (non troppo in Italia, a dire il vero) di tutto l’occidente.
Il motivo è che Julian Assange, il nuovo paladino dell’ordine mondiale, un incrocio fra Robin Hood e Ernst Stavro Blofeld, ha intercettato una marea di messaggi che i diplomatici degli USA mandavano in patria.
Penso che per chiunque sia evidente la violazione del diritto, ad esempio in Italia la violazione della corrispondenza è sanzionata in base all’art. 616 del Codice Penale. Se aggiungiamo che per di più si tratta di corrispondenza diplomatica il fatto costituisce reato ancora più grave.
Se pensate che in fondo non sia un così grave reato meditate se vi farebbe piacere che il vostro vicino di casa aprisse la busta contenente i referti delle vostre analisi del sangue ed andasse in giro a spifferare i vostri malanni.
Bene, detto questo mi risulta difficile difendere Wikileaks contro Amazon e Paypal che hanno chiuso i rubinetti per evidente violazione delle regole contrattuali. È evidente a tutti che Wikileaks ha commesso attività illegali intercettando e pubblicando le comunicazioni diplomatiche ma è altrettanto ovvio che Assange questo deve averlo messo in conto da principio, ho troppa stima in lui per pensare che sia stato bloccato da qualche inezia del genere. Perché devi conoscere bene le dinamiche della rete per rubare una mole così grande di documenti per quattro anni senza farti scoprire per poi farsi bloccare tutto per due aziendine (perché Amazon e Paypal a confronto con il governo degli USA sono minuscole) che ritirano il loro servizio. Siamo seri, Assange ha un piano B, C e pure fino a Z e oltre.
Chi si scaglia contro Amazon e contro Paypal dovrebbe ragionare sul fatto che non ci sono reati di categorie diverse, i reati sono tutti uguali. Altrimenti Paypal dovrebbe offrire il suo servizio anche agli spacciatori di materiale pedo-pornografico in rete senza porsi problemi, almeno finché non arriva l’ordine di un tribunale a dire che stanno commettendo un reato. Sono aziende che guadagnavano da Assange e che erano in grado di gestire anche gli attacchi. Se hanno scelto di chiudere (indipendentemente da pressioni esterne o meno) è perché la violazione dei termini contrattuali è evidente ed uguale per tutti ed Assange non è più uguale degli altri.
Quindi delle due l’una:
- Assange ha violato la legge ed i termini contrattuali e dunque i suoi contratti sono stati correttamente bloccati;
- Assange ha violato la legge ed i termini contrattuali, ma visto che era lui facciamo un bello strappo alla regola, diciamo un contratto ad personam e tutto prosegue come nulla fosse.
Ecco, se uno è contro alle leggi ad personam perché dovrebbe poi essere favorevole a favoritismi simili?
So che con questo mi attirerò le antipatie di molti, i commenti sono disponibili e saranno pubblicati a meno che non contengano solo offese. Lo dico prima e vale per tutti, nessun favoritismo.
L’illecito legittimo. » S. di vista. #wikileaks #amazon #paypal http://t.co/IZZcoHy via @scardovi
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Concordo con te: non si fanno favoritismi perchè le notizie sembrano interessanti…