Impedimento nucleare.

Il governo, accantonando l’ipotesi di un ritorno al nucleare civile, ha di fatto cancellato il relativo referendum.

È stato fatto per ridurre l’interesse sugli altri quesiti ed in particolare su quello relativo al legittimo impedimento? Probabile.

Però io i promotori che ora si stracciano le vesti per questo non li capisco. Già hanno avuto una vittoria non scontata, il nucleare in Italia è stato nuovamente accantonato.

Ora devono concentrarsi sull’acqua (ad esempio spiegando quale sarebbe l’effetto deleterio per l’acqua potabile che io non l’ho mica capito visto che sono tantissimi anni che io l’acqua del rubinetto la pago ad una SpA) e sul legittimo impedimento.

Ma lo devono fare con argomenti concreti ed oggettivi, non con le solite polemiche che aggiungono confusione a confusione se vogliono almeno cercare di avvicinarsi al quorum.

Già, perché quello che interessa ai referendari più di ogni altra cosa è il quorum perché…

Insomma, non accorpare i referendum con le elezioni amministrative nella speranza che falliscano ci costerà 300 milioni di euro, ma ad accorparle alle amministrative con la certezza di raggiungere il quorum ci sarebbe costato molto di più.

Io propongo di ridurre il rimborso e di spartire la cifra, sempre al raggiungimento del quorum, in modo proporzionale al risultato fra comitato promotore (ovviamente per il ‘sì’) e comitato del ‘no’, perché così verrebbe ridotto ai casi di effettiva assurdità dell’interpello il suggerimento all’astensione (e ci tengo a ricordare che i primi fautori dell’astensione sono stati i radicali una volta che non avevano promosso loro il referendum).

Nel frattempo comunque chi vuole portare gente alle urne la motivi chiaramente spiegando. E se non sei capace di spiegarlo come si deve evita di farne un referendum.

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