Come il nulla diventa notizia.

TG1 (ha fatto l’abbonamento) delle 13.30.

Nasce Skebby (attualmente offline per eccesso di traffico e redirect ad un blog), il sito novità che ti fa mandare gli SMS ad 1 cent.

Rapida ricerca, non approfondita, con Google trova:

  1. Raxle online da oltre 1 anno;
  2. DoctorMMS idem;
  3. i-text partito da oltre un anno e già disperso;
  4. JackSMS.

Insomma, non la vedo proprio la notizia.

Leggiamo comunque l’articolo artefice di aver mandato in tilt il server di Skebby (e questo è già un grosso limite).

In molti lo hanno chiamato il “Bill Gates italiano”. Ma lui rabbrividisce a sentire il nomignolo: «Io uso solo Linux e il paragone con il guru di Microsoft non è che mi piaccia molto. Piuttosto si potrebbe dire che sono lo Zennström o il Friis italiani». Già perché il 24enne di Como Davide Marrone si riconosce più nei due scandinavi creatori di Skype – il software per telefonare a basso costo tramite la Rete -, perché la sua di creazione, Skebby, sfrutta lo stesso principio per inviare sms dal proprio telefonino risparmiando per ognuno tanti bei centesimi di euro. E considerando che in Italia ogni giorno si inviano circa 60 milioni di messaggini al prezzo medio di 15 centesimi l’uno, facendo due rapidi conti della serva (fanno circa 9 milioni di euro), si capisce come il software inventato da Davide non sia una burletta da universitario, ma un vero e proprio modello di business.

In effetti il suo sito non funziona come nei giorni scorsi non funzionava Skype. Comunque non si può parlare di prezzo medio di 15 cent quando nessun operatore offre SMS a tariffe superiori mentre ci sono decine di offerte a tariffe più basse.

«Gli operatori italiani di telefonia hanno sempre tenuto il prezzo degli sms assurdamente alto», ci racconta Davide con il piglio dell’imprenditore, malgrado stia ancora finendo l’università, Scienze informatiche ovviamente, alla Statale di Milano. «Un vero e proprio cartello che non ha mai fatto scendere il costo per l’invio di un messaggio di testo sotto i 12/15 centesimi.»

Io sarei più cauto ad accusare così apertamente gli operatori, soprattutto se vuoi fargli la guerra usando le loro stesse strutture.

Un rincaro spropositato che circa due anni fa ha portato Davide e un suo amico a lavorare – «ma proprio per divertirci» – su un programma che permettesse di inviare sms utilizzando Internet, e dunque il cosiddetto e poco costoso “traffico dati”, invece dei preziosissimi ripetitori delle telefonia mobile.

Vodafone se non si ha un contratto apposito tariffa le connessioni GPRS a 0,50 Euro fino a 15 minuti di connessione. Per inviare un singolo SMS non c’è alcuna convenienza.

E così a febbraio scorso è comparso online il sito Skebby.it, grafica divertente e nome che rimane impresso («L’ho scelto per questo, non vuol dire proprio niente, in realtà»): scaricando e installando gratuitamente sul proprio telefonino il software Java creato da Davide, diventa possibile utilizzare direttamente dal proprio cellulare i 5/10 sms gratuiti offerti sui tradizionali siti web degli operatori (da Tim a Vodafone ad Alice). Al costo di 1 centesimo l’uno o anche meno.

Skebby sarebbe un nome facile da ricordare? Non mi esprimo sulla grafica divertente perché in questo momento il sito è ancora down e sul blog in sostituzione non viene riprodotto neppure il logo. Comunque tutto questo per 5-10 SMS al giorno? Sinceramente non trovo che ne valga la pena. Forse perché i miei consumi sono decisamente esigui.

E a questo punto l’idea da semplice diventa anche geniale. Ride Davide Morrone: «Ho deciso di provare a competere in prima persona con i colossi della telefonia. Così, sostenuto dal Politecnico e dalla Camera di Commercio di Como, ho fondato la mia Srl, Mobile solution. Mia e di mio papà, che è il mio socio, dato che ci ha messo i 10 mila euro iniziali». E il gioco, come si dice, a questo punto si fa duro. Accanto al vecchio Skebby ora compare SkebbyPro, una versione del software che permette l’invio di sms a basso costo e illimitati, senza dunque basarsi sui servizi messi a disposizione dagli operatori. Il sito diventa un vero e proprio negozio elettronico, dove poter acquistare con carta di credito il proprio pacchetto di sms. Da un lato la versione Easy, che si basa su operatori internazionali e permette l’invio di messaggini dal proprio cellulare senza però poter inviare il proprio numero di telefono (dal sito è quindi possibile creare una proprio firma grafica per farsi riconoscere). Il costo di un singolo sms in questa modalità può andare dai 5,8 centesimi (se si compra il pacchetto da 500 sms) agli 8 (pacchetto da 50). Dall’altro la versione Premium, attraverso la quale si possono mandare gli short message esattamente come se fossero inviati normalmente tramite il proprio operatore. Ma con un costo inferiore: da 8,9 centesimi (per 350 sms) a 11,4 (per 35). «Finita l’università mi dedicherò completamente a Skebby: se riesco a fare una buona pubblicità e il sito decolla, divento ricco», ride Davide. «Altrimenti, beh, mi inventerò qualcos’altro».

Ecco svelato l’arcano dell’apparizione televisiva. Alle spalle ci sono il Politecnico e la CCIAA.

Preoccupante però che prima chieda i soldi dell’abbonamento e poi minacci di inventarsi qualcos’altro se non diventa ricco.

Per concludere oggi come oggi costa meno una flat per mandare 10-100-1000 SMS che una flat per connettersi ad internet. E finché la connessione ad internet non avrà costi sensati un servizio come Skebby rimarrà adatto ad una nicchia e dunque non sarà un modello sostenibile. Poi se diventa ricco meglio per lui.

P.S.: Sempre meglio questa del tormentone che non c’è.

klaudio

hai proprio ragione stefano….skebby è una presa per il culo….con vodafone che ho io…la connessione iniziale costa 25 cent e da settembre 29 grazie a davide marrone…, ci manca solo che tolgano i messaggi gratis da internet dal sito della vodafone e andiamo a cercarlo per picchiarlo in testa…che ha inventato un programma che esistetevà già…per esempio sms speed…che bella invenzione…..

Stefano "Free.9" Scardovi

Invidia di un giornalista che non ha alcuna visione critica nei confronti dei comunicati stampa ricevuti? Proprio nessuna.

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