Siamo tutti uguali.

O forse no.

Forse non tutti siamo Armin Zöggeler, io ad esempio se anche prendessi uno slittino come il suo non vincerei nulla. Anzi, forse mi romperei l’osso del collo alla prima curva.

E forse non tutti siamo in grado di correre, che si tratti di 100 metri o 42,195 km.

C’è il caso, di cui tutti abbiamo sentito parlare, di un paratleta Oscar Pistorius, che appunto è diversamente abile. Non ha le gambe, amputate sotto al ginocchio poco dopo la nascita.

Il comitato olimpico ha sentenziato che Pistorius non può partecipare alle olimpiadi di Pechino come i normodotati. Perché giustamente Pistorius non è normodotato.

L’opinione pubblica è spaccata fra accusatori del comitato (it TG1 ieri li chiamava burocrati, padroni dello sport) e chi invece riconosce che il punto di partenza fra Pistorius e qualunque altro concorrente è talmente diverso che qualunque risultato ne sarebbe comunque fortemente falsato.

Quei padroni (freddi sfruttatori, usato nel termine contrapposto ad onesto lavoratore quasi come lo Sceriffo di Nottingham contro Robin Hood) hanno decretato che Pistorius non parte alla pari degli altri atleti. Le sue gambe hanno una resa del 20% superiore rispetto alle gambe di un atleta normale.

Ed anche se non avesse questo vantaggio, anche se i suoi arti fossero una copia esatta di quelli comuni non avrebbe dovuto partecipare.

Primo perché partecipare alle olimpiadi non è un diritto fondamentale, non gli viene negata la vita, né la libertà.

Secondo perché nelle gare devono essere garantite pari condizioni di partenza, non pari possibilità di vittoria. Se a Pistorius fosse consentito di correre alle olimpiadi i 200 metri con le sue protesi a me dovrebbe essere data la possibilità di correre la maratona in bicicletta. Siccome nel mio stato fisico non ho alcuna possibilità di partecipare ad una gara a quel livello deve essere consentito anche a me di prendere le protesi che ritengo giusto.

No, non siamo tutti uguali. Abbiamo tutti lo stesso valore in quanto esseri umani, ma non tutti possiamo fare la stessa cosa allo stesso modo. Si tratterebbe di appiattire il nostro valore.

Pistorius non correrà alle olimpiadi e neppure io, perché per correre alle olimpiadi servono certe caratteristiche che né lui né io abbiamo.

1 commento su “Siamo tutti uguali.”

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