Il ponte di Calatrava
Ritorno sull’argomento Ponte di Calatrava perché oggi Roberto ha scritto un nuovo post in proposito.
Il ponte non solo ha le barriere architettoniche per i disabili non ancora abbattute (è in corso di costruzione l’ovovia che consentirà ad una gita dell’UNITALSI di attraversarlo in un paio di giorni al ritmo di 1 carrozina per disabile ogni ¼ d’ora) ma dalle prove tecniche è risultato che di notte attraversarlo sarà una vera avventura, altro che attrazioni di Gardaland o Mirabilandia!
Infatti, secondo quanto riportato dal Gazzettino di oggi, quando scende la sera e si accende l’illuminazione artificiale i gradini da trasparenti diventano invisibili con il rischio che i passanti, anche quelli normodotati di vista e gambe, cadano rovinosamente rompendosi qualche osso.
Ma non c’è problema, al comune di Venezia hanno già in programma di fare una casistica con un grande concorso a premi, al millesimo turista finito in ospedale regaleranno una carrozzina per poter sperimentare l’avvincente attraversamento con l’ovovia. Tutto sta nel sapere se si verificheranno prima i 1000 infortuni o se sarà ultimata prima l’ovovia.
Il comune sta però approntando tanta altre belle botole (non sia mai che l’immagine del ponte venga deturpata) contenenti rispettivamente:
- Per i semplici contusi: cartelli con la dicitura: Smile, you are on candid camera!
- Per i feriti: due portantini dotati di occhiali ai raggi X della ditta SAME-GOVJ per la visione notturna e di abbigliamento antinfortunistico modello giocatore di rugby americano con barella;
- Per quelli messi peggio: due becchini con stessa dotazione dei portantini e bara.
Calatrava si affretterà a dichiarare che usare il ponte non è obbligatorio, come non è obbligatorio salire in cima al cupolone di San Pietro che è pieno di barriere architettoniche. Infatti c’è pur sempre il vaporetto che però di notte, quando il ponte sarà più pericoloso, ha orari assurdi.
Ma se davvero il vaporetto è il rimedio ad ogni male, a che serve il ponte di Calatrava?