Il governo ha pensato di abrogare, a mio avviso giustamente, il privilegio di cui gode SKY ovvero l’aliquota IVA ridotta al 10% anziché quella ordinaria al 20%.
Non ritengo che SKY possa essere considerato servizio essenziale, si può vivere perfettamente anche senza ne è la prova il fatto che SKY vanta circa 4,6 milioni di abbonati, anche considerando una media di 4 utenti per abbonamento (cosa certamente non vera) non si arriva neppure al 40% della popolazione.
È vero che anche i quotidiani godono di tariffa ridotta e che gli utenti della stampa effimera (nel senso etimologico del termine) non sono superiori ma comunque la funzione sociale dei due media sono differenti.
Infatti mentre è socialmente auspicabile una popolazione che legga di più non è altrettanto elemento di vanto avere più gente a guardare la TV.
La cultura trasmessa su SKY, poi, penso rappresenti una frazione del palinsesto trascurabile. Se non in termini di ore di trasmissione quantomeno di audience. Salvo che non si intenda cultura l’ultima stagione di Lost (per dirne uno) o la diretta del Grande Fratello.
L’abbonamento a SKY, diciamocelo in tutta onestà, è qualcosa di voluttuario.
Quindi se proprio si deve andare a recuperare qualche soldo (che poi facendo un rapido conto della serva sono circa 200 milioni di euro, non bruscolini), non mi pare tanto sbagliato andare a colpire SKY piuttosto che altri settori primari.
E che Veltroni, da gran paladino dei lavoratori, vada a dichiarare che vengono tassate tutte le famiglie che guardano il calcio in TV quando in realtà, come già detto, gli abbonati sono 4,6 milioni e non tutti guardano le partite. Ed in ogni caso la visione delle partite non è costituzionalmente garantita, soprattutto in tempo di vacche magre.
Per quanto riguarda il conflitto di interessi mi piacerebbe pensare ad una cosa. Mettiamo che esistesse ancora il governo Prodi di cui il marinaio Massimo faceva parte. C’era da aumentare qualche tassa marginale, su beni/servizi non primari e che non provochino reazioni a catena (ad esempio l’aumento delle accise sui carburanti provoca un aumento del prezzo di tutti i beni trasportati). Si può tassare la nautica da diporto oppure SKY. Se fosse stata scelta la seconda ipotesi non si sarebbe trattato di conflitto di interessi? Perché il conflitto di interessi non si ha solo quando si ottiene un vantaggio ma anche quando non si ottiene uno svantaggio, ma in quest’ultimo caso nessuno lo nota e nessuno lo norma.
Detto tutto questo, dopo tanti altri, ribadisco che non ci trovo nulla di eccepibile nè nel merito nè nel metodo. L’IVA al 20% per SKY come per Mediaset Premium è giusta.
E chi non la ritiene tale avrebbe dovuto fare una norma forte e chiara quando stava al governo.
“Non ritengo che SKY possa essere considerato servizio essenziale, si può vivere perfettamente anche senza” certo.. se la televisione “pubblica” offrisse qualcosa di sensato oltre che isole dei famosi, talpe, amici, buone domeniche, marie de filippi e carra varie!! se aumenta sky butto la televisione!!
beh, quella di Sky non e’ una questione di diritto alla televisione, di tassa sulle famiglie o quant’altro, ma di etica e conflitto di interessi, che pero’ tu non capisci o fai finta di non capire.
Se fosse stato il governo Prodi a proporre la stessa decisione si sarebbe potuto obbiettare che, tra due opzioni (abbassare l’IVA al 10 o alzarla al 20 per tutti gli operatori del settore) la decisione di alzarla avrebbe avuto una vena nazionalistica favorendo un’azienda italiana, sebbene la decisione rimanesse legittima e anzi, in un senso o nell’altro, obbligata.
L’esempio che fai sulle accise e’ una stronzata: le decisioni sulle accise penalizzano o beneficiano tutti, senza eccezioni (a meno che non si sia azionisti Agip, in quel caso si avrebbe un conflitto di interessi perche’ favorirebbe la tua posizione rispetto a quella di altri).
Ma molto piu’ banalmente, invece che nascondersi dietro un dito ed esporsi al ridicolo con un’esempio come quello delle accise, da uno che difende Berlusconi mi aspetto solo una chiara presa di posizione: la democrazia non funziona e io sono contento di vivere in un sistema che, al contrario dei paesi sviluppati a cui ci vantiamo di appartenere, invece che ispirarsi a valori quali la pluralita’, la liberta’ di opinione e di scelta, il rispetto della giustizia e delle regole, si ispira alla collusione con la mafia e la criminalita’ organizzata, accetta la corruzione come modus operandi e favorisce chi e’ piu’ furbo e spietato degli altri.
Non mi sembra di ricordare nessun presidente al mondo, ne’ nella storia, che abbia incarnato il conflitto di interessi in modo cosi’ mostruoso come Berlusconi.
Se metti il naso fuori dall’Italia e visiti gli USA o la Francia (due paesi che hanno un’idea di sviluppo totalmente opposta, pur riconoscendo valori di base molto simili, tra cui il rispetto della giustizia) o qualunque paese europeo con una coscienza civile solida (Germania, Spagna, Gran Bretagna… devo continuare?) una delle domande ricorrenti che ti viene rivolta e’: “ma in Italia cosa succede? com’e’ possibile che dopo tutto Berlusconi sia stato ancora rieletto?!”.
Quel “dopo tutto”, si riferisce alle innumerevoli cazzate sparate a livello internazionale nei piu’ importanti appuntamenti diplomatici a cui partecipiamo come paese, la stupida pretesa di contare nelle relazioni con Russia e USA (che serve solo per farsi propaganda in Italia, poiche’ all’estero si sa che Berlusconi e’ un coglione e non conta un cazzo se non nel nostro paese), il machismo, la corruzione, i legami con la mafia, le leggi ad personam, il conflitto di interessi mostruoso che influenza anche le piu’ piccole e stupide decisioni, le telefonate per far promuovere le sue starlette nei programmi rai…
Quindi, per favore, se vuoi difendere Berlusconi, non fare il finto tonto: prenditi la responsabilita’ di dire che tu apprezzi tutto cio’, che non ci trovi niente di male, e che non provi nessun senso di imbarazzo quando un straniero ti chiede come sia possibile che avvenga tutto cio’ nel nostro paese.