Un panino a 1000 euro.

Mc Donald’s ha messo in vendita da oggi (sul sito dicono al contempo dal 27 gennaio e che mancano ancora 26 ore) McItaly che, come dice il nome stesso, è il primo panino completamente Made in Italy della grande catena di fast food.

Poteva forse mancare il nostro eroe della tutela agroalimentare italiana? No! Infatti ieri alla presentazione c’era anche il ministro Zaia.

Leggendo però la notizia Ansa in proposito sorgono molti dubbi matematici.

Queste le dichiarazioni:

  • Zaia: 3,5 miliardi di euro in un mese di controvalore (ammesso e non concesso che possiamo capire cosa si intende per controvalore)
  • Zaia: 1000 tonnellate di prodotti italiani in un mese
  • Masi (A.D. Mc Donald’s Italia): 3,5 milioni di panini in 7 settimane

Il primo calcolo che mi è saltato all’occhio, al di la della differenza dei parametri temporali (secondo me anche Zaia intendeva le 7 settimane quando ha parlato di un mese), è che in ogni panino ci dovrebbero andare dentro 1000 euro di materie prime!

Però forse per Mc Donald’s pagare la Bresaola della Valtellina IGP 3.500 euro al kilo (3,5 miliardi di euro / 1000 tonnellate) è un po’ tanto, figuriamoci il pane o l’insalata.

Nulla da ridire sulle 1000 tonnellate di prodotti per produrre 3,5 milioni di panini, si tratterebbe di circa 285 grammi l’uno. Al contrario se effettivamente le 1000 tonnellate coprissero un mese di produzione contro le 7 settimane di vendita avremmo 465 grammi di materie prime per produrre ogni panino e quindi la parte di scarto sarebbe forse eccessiva.

Quindi escludiamo l’ipotesi che Mc Donald’s paghi 3.500 euro al kilo le materie prime vendendo poi il panino a oltre 1.000 euro per pagare anche le proprie spese ed escludiamo (almeno spero) che il ministero paghi la differenza fra 3.500 ed il prezzo comune di quei prodotti in quelle quantità.

Rimane solo l’ipotesi che la cifra di 3,5 miliardi di euro sia nettamente sbagliata, ma quanto sbagliata?

Se Zaia per controvalore intendeva quanto i produttori percepiscono esattamente da Mc Donald’s direi che l’errore possa essere quantificato in tre zeri.

Se Zaia per controvalore intendeva il fatturato dell’intera filiera come fa erroneamente ad esempio l’alta moda per far crescere i propri numeri (dunque produttori, magazzini, Mc Donald’s) l’errore può attestarsi spannometricamente oltre i due zeri (gli anelli della catena commerciale non sono così tanti in questo caso).

L’ultima ipotesi, comunque sbagliata e più difficile da calcolare, è che il ministro volesse indicare non solo il fatturato complessivo ottenuto dall’operazione ma addirittura a quanto ammontino le vendite indotte dei medesimi prodotti fuori dalla catena di fast food. Dubito sinceramente in un’esplosione della domanda di Bresaola della Valtellina IGP nei prossimi mesi a causa di orde di ragazzini in crisi d’astinenza di McItaly.

Lascia dunque perplesso il fatto che vengano riportati in una notizia simile cifre che da sole potrebbero rappresentare una legge finanziaria senza porsi il minimo dubbio sulla loro correttezza.

Penserete che sono il solo che si fa simili domande ma come sempre dico: se ci sono simili errori nell’informazione nelle notizie che possiamo facilmente verificare che accade con le altre?

Update: grazie a MassiGrassi su FriendFeed scopro che sul sito del ministro Zaia c’è il comunicato stampa con la cifra corretta di 3,5 milioni (e non miliardi) di euro ma soprattutto viene evidenziato che i numeri non sono buttati a caso ma frutto di un completo calcolo che indica quantità e valore di ogni ingrediente.

Devo rendere merito al ministro per la sua correttezza ed un abbondante demerito all’Ansa che sbaglia le cifre di appena tre zeri e che a distanza di oltre 24 ore questo errore sia ancora nell’occhiello della notizia. Chissà se l’estensore della notizia sarebbe contento se a fine mese ricevesse lo 0,1% del suo stipendio.

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