Per chi non lo sapesse Barnes&Noble è la più grande catena di librerie degli Stati Uniti nonché il secondo store di libri online dopo Amazon.
Per dire, nel raggio di 50 miglia da New York ci sono 58 librerie Barnes&Noble mica bruscolini come Mondadori o Feltrinelli.
Pare ora che BN sia intenzionata a vendere tutte le librerie per concentrarsi sulla sola attività online.
Secondo me questo è l’errore più madornale che possano fare.
Mica che io abbia la pretesa di far cambiare idea ad un colosso del genere, né certamente ho sfogliato accuratamente i loro bilanci. Mi sono limitato, al contrario, a guardarmi attorno.
Fateci un po’ caso. Quanti videonoleggi sono nati 10-15 anni fa? Sembrava fosse il lavoro del futuro, come se tutto ciò che c’era stato fino a pochi anni prima fosse da buttare. Oggi quanti videonoleggi esistono ancora? Anche Blockbuster è in crisi.
I film ormai si “consumano” senza supporto fisico.
Pare quasi un controsenso rispetto a quanto ho appena detto ma pensiamo all’età del libro ed all’età dell’home video.
Pensiamo a come vengono usufruiti i contenuti di libri e di video, nel secondo siamo già abituati ad utilizzare un contenuto “mediato” da uno schermo e non tangibile.
Tornando al discorso di partenza le soluzioni sono banalmente due.
Se BN ha ragione a vendere la catena di librerie i potenziali acquirenti sono in possesso delle medesime informazioni, sanno cioè che si apprestano a comprare una serie di grandi scatoloni di cemento pieni di carta che fra poco varrà né più né meno il prezzo (decrescente) da macero.
Al contrario se ho ragione io BN sta solo facendo cassetto, perdendo però nella sinergia che più potrebbe fruttargli sul concorrente forte nell’online ma sprovvisto di brick and mortar anche nel settore della vendita degli e.book.
Pensate a come sarebbe poter entrare in un bel negozio BN e, allo stesso modo di come si consultano i libri sullo scaffale, poter sfruttare il proprio nook (e.reader proprietario della catena BN) per sfogliare liberamente i libri nello scaffale digitale, sul divanetto magari sorseggiando un caffè. Alla fine della pausa si ripongono i libri che non ci interessano e si trattengono quelli che si intende acquistare. Si va alla cassa e si pagano i soli testi desiderati.
La miglior esperienza d’acquisto tradizionale con la miglior tecnologia disponibile per portare sempre con sé i propri libri preferiti.
Una sinergia che con la cessione dei punti vendita non sarebbe più implementabile.
Per assurdo ritengo che Bezos sarebbe il miglior potenziale cliente per l’acquisto della catena BN proprio per i motivi qui sopra (ovviamente sostituendo il nook con il Kindle), se fossi in lui avrei solo un dubbio sull’eccessiva liquidità che si fornisce al concorrente.
Non moriranno le librerie i negozi che sapranno approfittare del proprio vantaggio competitivo nell’esperienza di acquisto tradizionale se al contempo saranno in grado di offrire vantaggi competitivi.
Per aumentare il valore delle azioni di un’azienda (ammesso che sia indispensabile) meglio un buon investimento che una pessima liquidazione. Nel primo caso si attirano investitori convinti del progetto, nel secondo solo speculatori pronti ad abbandonarti al primo cambio di vento.
Voi cosa ne pensate?
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