Siamo fuori campagna elettorale (in particolar modo referendaria) ma mi voglio appuntare questa frase ed il suo contrario apparse nel medesimo giornale.
Stavo infatti cercando informazioni sui referendum sul nucleare del 1987 quando dall’archivio storico di Repubblica è uscita questa affermazione scritta la domenica mattina delle consultazioni (neretto mio):
Dire il sabato sera, di andare tutti a votare, alla vigilia di una competizione elettorale referendaria, in cui l’ astensione ha un ruolo decisivo per la sua riuscita o meno, è una violazione della legge. Milioni di italiani intendono difatti avvalersi oggi e domani del diritto del non-voto ed è semplicemente assurdo che il Fantastico di Celentano in qualche modo glielo contesti o rimproveri.
Spiace che lo stesso giornale abbia completamente cambiato idea quando Corrado Augias arriva a dire (sempre miei i neretti):
Subito è partito il coro delle gerarchie vaticane e dei politici “devoti” per cercare di condizionare la Consulta, con il solito anatema contro la magistratura che vorrebbe invalidare per via giudiziaria il “volere del popolo”. Non contenti di avere a suo tempo fatto fallire i referendum con lo squallido trucco di invitare i propri seguaci all’ astensione, appropriandosi così anche del non voto di quella grande parte di gente che diserta le urne per altri motivi.
Mentre nel 1987 l’astensione nel voto referendario era un diritto, nel 2010 (ma già prima del referendum stesso nel 2005) la stessa azione era diventata uno squallido trucco ad uso esclusivo degli avversari cattivi.