S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Consulenze commercio elettronico.

Siete da poco partiti con un sito di e-commerce e vi meravigliate perché non decolla?

La spesa di un consulente vi terrorizza perché mangerebbe i pochi margini disponibili? E poi quale consulente?

Allora la risposta è semplice. Mi contattate*, ci accordiamo sul valore della mia attività ed io mi metto ad ordinare sul vostro sito merce per l’importo concordato annotando tutte le mancanze. Nel momento in cui mi arriverà la merce a casa vi manderò il report completo.

Se poi dopo questa prima analisi volete qualcosa di più ampio che non tenga conto solo ed esclusivamente della situazione a partire dal sito ne parliamo ed eventualmente coinvolgiamo anche figure professionali più competenti nei vari ambiti. Perché è sempre meglio in buon investimento che una pessima spesa.

Io nella vita non faccio il consulente e-commerce, faccio e-commerce, da 15 anni. Vendevo, e vendo tutt’ora, su internet da prima di molti colossi attuali.

* se non riuscite in questa pagina a trovare i riferimenti per mandarmi una mail allora forse l’attività on-line non fa al caso vostro.

Domani è un altro anno.

Non ho granché da dire ma non mi andava di sprecare questo titolo (che poi google dice che non è neppure originale).

Questo anno finisce tutto sommato bene. Perché se tu lo passi a scavare un buco di ½ metro mentre tutti attorno lo scavano di 3-5 metri allora alla fine tu sarai sulla vetta di un monte. O almeno potrai crederlo.

Non c’è un fatto eccezionalmente positivo né eccezionalmente negativo che mi farà ricordare questo 2011.

Spero che il 2012 non sia peggiore di questo, ho già preparato alcune novità, altre le sto elaborando. La soglia dei 40 mi sta dando qualche nuovo slancio. Le 11 bocche da sfamare ogni giorno anche :-)

Quindi di cuore buon anno, che sia come voi desiderate ed operate affinché lo diventi. Sapendo che si costruisce di giorno in giorno, non c’è mai un inizio ed una fine, se non un Inizio ormai passato ed una Fine prossima ventura definitiva.

Se le parole volano.

Quando hai una situazione incomprensibile davanti a te scrivi tutto. Le parole scritte hanno il grosso pregio che non mutano in continuazione come i pensieri, che non vagano avanti e indietro come un ipertesto. Sono li, impresse, e tali rimangono.

Il pensiero fugge cercando conferme a sé stesso piuttosto che ai fatti.

E se non mi credi prova ad andare a fare la spesa senza la lista ben scritta.

Buon Natale 2011.

Questo è il momento in cui dovrei darvi i miei auguri di Natale.

Ma io funziono a danni alterni. (vi piace il refuso?)

Quindi nel 2008 ho scritto un bel post (in realtà era pessimo ma c’era una bella foro, molto meglio di quella di quest’anno e quindi la riciclo qui).

Nel 2009 dopo un lungo riassunto dei fatti dell’anno ho rimandato agli auguri del 2008.

Nel 2010 ho scritto un bel post (sempre a mio parere).

Nel 2011, l’ultimo Natale per coloro che credono nella profezia Maya, non ho molto da scrivere ma voglio lasciarvi con i miei più cari auguri che sia un Natale gioioso perché malgrado tutti i fatti che ci hanno accompagnato durante l’anno il Natale è un evento di gioia e di luce.

Vi lascio anche con questa frase, non ne ho capito bene il senso ma mi piace:

L’Eterno si è fatto essenziale affinché la nostra essenza fosse fatta per l’eternità.

Buon Natale.

RomagnaCamp 2011.

Potrei raccontare tutto il RomagnaCamp 2011 con questo tweet:

Il #romagnacamp 2011 è molto più produttivo di quello 2007 senza comunque perdere nell'informalità e nella socialità.
@scardovi
Stefano Scardovi

Ma non posso scrivere un post con un solo tweet e così approfondisco un po’ i concetti. Partendo dal post-camp.

Domenica ho lasciato sedimentare l’enorme mole di informazioni assimilate durante l’evento del sabato ed il preambolo del venerdì sera. Perché veramente la qualità e quantità di informazioni ricevuta era straordinaria, frutto non solo di grande competenza dei presenti (oratori o meno) ma anche di tanta volontà di condivisione.

Quindi torniamo a sabato, il giorno centrale del RomagnaCamp.

Gli speech, che come formato preferisco agli ignite (comunque interessanti), erano di alto livello, decisamente utili anche sul piano professionale oltre che sociale.

Io, come tantissimi altri, siamo rimasti incollati alle sedie malgrado il caldo afoso all’intero e alla stupenda giornata assolata in riva al mare all’esterno.

Ci sono state presentazioni che mi hanno affascinato, come quella di Alessandra, molto interessante anche quella di Lorenzo nella mattina. Alcune mi hanno lasciato con un sorriso ma senza grossi “scossoni” come quella di Rudy (no, non cambierò religione e comunque facile diventare ricchi con una margherita e senza pagare i fornitori).

Le più utili sul lavoro sono state certamente quelle di Piero e di Nicola. Quella con cui sono stato più in disaccordo è stata certamente quella di Gino, poi ampiamente chiarita.

@ volentieri, io sono a destra del palco, vicino alla finestra. Ma possiamo fare anche più tardi, prima o durante la cena.
@scardovi
Stefano Scardovi

Fra gli ignite ovviamente la mia preferenza è andata a Gluca.

Non me ne vogliano gli altri, questo è quanto emerso appunto dopo un giorno di decantazione extra-rete.

Spero che tutti abbiate apprezzato la mia compagnia, io certamente ho apprezzato la vostra e mi sono un po’ più lanciato nelle chiacchiere a differenza di altre occasioni.

Insomma, difficile descrivere bene come è stato il RomagnaCamp, diciamo che io ci sono stato veramente molto bene. E questo in fondo è quello che conta.

Grazie ancora a tutti, in particolare ad Alessandra per l’organizzazione e per lo speech ed a Stefigno per la foto.

Olivetti presenta il nuovo Olipad 110 da 10” e il nuovo fermacarte da 7”

Accolti al 7° piano degli uffici Telecom di Piazza Affari, l’evento si presenta subito come un incontro informale di discussione, più che una presentazione al pubblico. L’evento è guidato da Riccardo Jelmini e Monica Gallinardi, sempre molto gentili e disponibili a rispondere alle nostre domande (anche a quelle più cattive).

I bloggers

I Bloggerz mentre non vedono l'ora di mettere le mani su Olipad

Dopo qualche slide che ci spiega le ragioni dello sviluppo di un prodotto di questo genere, entriamo nel vivo dell’evento.

Il tablet

Olipad 110

L'Olipad 110, dual core da 10 pollici

Olivetti, con Olipad 110, mira a porsi in quella fascia di mercato ancora poco esplorata dei tablet da 10’ con prezzo inferiore ai 500 euro. Dotato di WiFi e 3G, è studiato quindi per offrire al mercato consumer (non solo business) una connettività il meno limitata possibile.

Il touchscreen è capacitivo, multitouch (dalla prova non ho capito se è a 2 dita oppure è multitouch vero); lo schermo è molto ben definito e luminoso e ha una risoluzione di 1280×800 pixel. L’angolo di visione massimo dichiarato è 85°, ma in effetti non si riesce a trovare un angolo di visione “cattiva” apprezzabile (interviene prima il riflesso delle luci ambientali). Purtroppo non l’ho provato sotto luce naturale e quindi non posso valutare bene la leggibilità in condizioni di utilizzo reali. Monta Honeycomb 3.1 praticamente liscio, con tutte le applicazioni google (market compreso). I materiali utilizzati sembrano buoni, la plastica del dorso è antiscivolo e offre un discreto senso di solidità. Le fotocamere (frontale e dorsale) sono mediocri e poco performanti in condizioni di luminosità scarsa.

Sotto il cofano ha il solito Tegra Dual Cortex A9 da 1GHz (come il Motorola Xoom e il Samsung Galaxy Tab 10.1, ma anche come l’Olipad 100). 1 GB di RAM, 16 GB di storage espandibili fino a 64. La batteria dura, secondo Olivetti, fra le 10 e le 12 ore, capacità aumentata – come spiega Jacona – su richiesta specifica di un cliente, che aveva bisogno di un’autonomia maggiore. Costa 449 euro, ma sui canali di vendita dirò qualcosa più avanti.

Le applicazioni 3D sono fluide. Provo ad installare Inventor Publisher Viewer, applicazione di Autodesk per la visualizzazione di assiemi tridimensionali e di istruzioni per l’assemblaggio di componenti. Molto fluida la rotazione delle parti (che batte in certi casi il mio portatile), cosa che renderebbe il tablet più che adatto a sostituire la manualistica in un reparto di produzione. Peccato che non disponga di certificazioni IP (penetrazione di polveri e di liquidi), per cui le aziende dovranno chiedere ad Olivetti soluzioni personalizzate (che peraltro dicono di essere disposti ad offrire).

Chiedo se il tablet verrà aggiornato ad Ice Cream Sandwich; mi viene risposto che gli aggiornamenti saranno OTA e che il programma per gli aggiornamenti è dettato da Google (ma non viene mai espressa chiaramente la volontà di aggiornamento). Anche quando chiedo se è previsto un qualche accordo con TIM per offrire un piano dati e tablet, il tono della risposta è simile: è TIM ad occuparsi di questo, e se TIM vorrà farlo lo farà per conto suo.

Durante la prova, come in ogni prova che si rispetti, è emerso un baco: Wolly non riusciva a scrivere su Twitter o su Friendfeed senza far crashare il browser. Qualche leggero imbarazzo, una risata (con Opera funzionava tutto) e la promessa di un controllo.

Il mattone

Olipad 7 pollici

L'Olipad da 7 pollici

Il tablet da 7 pollici è un discreto fermacarte. Monta Android 2.2 e un’interfaccia personalizzata. La lentezza del tablet è esasperante, un task killer installato al volo ha rivelato la bellezza di 40 MB di memoria RAM libera. Tutto va inesorabilmente a scatti, dal browser al market. Un benchmark veloce lo pone circa a metà strada fra l’HTC Magic e il Galaxy S, con un punteggio – mi sembra di ricordare – attorno a 750 (Quadrant). Il peso è notevole, quasi mezzo chilo (l’impressione è proprio quella della mattonella) e il display è carente sotto ogni punto di vista: angolo di visione ridottissimo, risoluzione bassa e colori non soddisfacenti. La batteria, da 3000 mAh, è intercambiabile. Costa (se proprio lo volete) 299 euro.

Le altre cose

Durante la presentazione Olivetti ha annunciato anche l’apertura, per il 12 settembre, di uno store su Facebook. Gli altri canali di vendita, ci spiegano, saranno i negozi e lo store online Olivetti. È stata manifestata inoltre la specifica volontà di non vendere attraverso altri canali o negozi online.

Su domanda relativa all’essere comunque arrivati in ritardo con il lancio sul mercato di un dispositivo Tegra 2, Jelmini risponde che non hanno piani per dispositivi Tegra 3 attualmente, e nemmeno di produrre cellulari (offrirebbero troppo poco margine per un prodotto a basso prezzo con la concorrenza dei produttori white label).

Il mercato consumer potrebbe rispondere bene a questo prodotto; vedremo se il futuro darà ragione ad Olivetti.

Buon Natale.

Natale non è la festa dei santi. Ci sono tanti altri modi per Dio di comunicare con loro.

Natale è la festa di coloro che non cercano Dio o che credono che sia come un supereroe avulso dalla propria vita.

Natale è la nostra festa, la festa di coloro che si stupiscono di fronte all’immagine di Dio, ad un bambino che nasce.

Natale in fondo è tutto qui, lasciarsi provocare da un grande mistero. Perché la nascita è il mistero più grande dell’universo.

Natale è smettere di tirare l’acqua al proprio mulino, di risvegliarsi dal sonno. Se anche solo per cinque minuti ci saremo soffermati su questo fatto il Natale sarà venuto a noi.

A Santo Stefano forse apparirà, a noi ed agli altri, che siamo di nuovo addormentati e presi dai nostri tormenti quotidiani. In realtà dentro di noi già ci sarà la novità che crescerà nel nostro intimo, in quella parte di noi che spesso non conosciamo neppure tanto siamo riusciti a nasconderla bene.

Non chiedo, a me in primis, di spalancare la porta, ma perlomeno di non sbarrarla.

Buon Natale.

Stefano