Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra.
Poco più di un anno fa Papa Leone XIV ai rappresentanti dei media disse queste parole.
Parole che sono di un’attualità estrema, che richiamano a responsabilità prima di tutto individuali, di ciascuno.
Sabato scorso il marito della ministra Roccella è scomparso in un lago. Ebbene accanto a tutte le manifestazioni di solidarietà sono comparsi in abbondanza anche messaggi di dileggio e anche di odio viscerale.
Ma questo sta accadendo veramente a tutti i livelli, ad esempio nel mio piccolo comune a un post della sindaca c’è stato chi auspicava una pubblica esecuzione (“bisognerebbe iniziare ad appendere in piazza”) per chi aveva avuto l’idea di quella delibera.
E via a scendere con le cronache che parlano di genitori di sportivi in erba che non perdono occasione di infamare altri genitori, arbitri, allenatori, avversari, compagni di squadra ed anche i propri figli quando non corrispondono alle proprie aspettative.
Io ci sto provando, non sempre riuscendo, e spero di essere in buona compagnia. Perché veramente se non togliamo il veleno dalle parole che pronunciamo la nostra società sarà sempre più incivile. E dalle parole alle mani e poi alle armi più o meno letali il passo è troppo breve.