Su invito di Mantellini scrito un post con questo titolo.

Non so cosa abbia scritto Beppe Grillo di tanto grave, gli giro serenamente al largo e non ho intenzione di andarlo a scoprire.

Del resto la figura politica del non faccio il politicante non mi interessa.

Almeno quando faceva il comico a tempo pieno faceva ridere, ora fa piangere come tutti gli altri. Con l’aggravante della vendita dei suoi santini et souvenir.

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Vittorio Zambardino paragona internet al caffè con il risultato che viene sù senza crema.

Perché paragonare il nuovo progetto Google-Verizon al Nespresso ed il Nespresso all’Apple che è il marchio idolatrato da tutti coloro che sono contro al progetto Google-Verizion è un po’ un controsenso.

In ogni caso quando c’era il Videotel dove tutta la telematica era moderata ed a pagamento integrativo o quando c’era Compuserve che era integralmente privata e ci saliva solo a condizioni ben determinate, non mi pare che ci fosse nessuno a lamentarsi della neutralità della rete.

La stessa internet non è nata neutrale, a meno che si voglia pensare che un progetto militare della più grande superpotenza possa essere neutrale.

Ebbene ora abbiamo delle aziende (che come fine ultimo hanno il profitto) che vogliono trovare soluzioni più remunerative per il loro lavoro.

La rete non è libera, perché a differenza dell’aria c’è bisogno di qualcuno che alimenti ogni singolo scatolotto che la compone. Visto che non è la collettività a farlo, non sono i governi, c’è bisogno di qualcuno che ogni giorno apra il portafogli e paghi le bollette della luce, l’affitto dei locali (perché non è che essendo la rete intangibile lo siano anche gli apparati che la compongono) e il noleggio dei cavi che qualcuno ha posato.

A questo punto c’è da accordarsi su chi paga il conto. Si può fare alla romana, in cui ognuno paga la sua parte o si può fare che qualcono offre ma si aspetta di averne comunque un vantaggio (un po’ come i tramezzini per i blogger).

Quando è nato Altavista era sostanzialmente l’unico motore di ricerca di un certo peso e tutti usavano quello, poi tanto tempo dopo è arrivato Google, interfaccia pulita, nessuna pubblicità, tutti a correre al suo capezzale. Ma il conto come lo pagava Google.

Lasciando stare l’ipotesi che Google e FaceBook possano essere finanziati dalla CIA, FBI, ecc. come farebbero con un Echelon su base volontaria, rimane l’ipotesi che si tratti di aziende che alla fine dell’anno devono presentare un bilancio, e presentarlo con un utile.

Ebbene Google ha iniziato ad introdurre la pubblicità, testuale, poco invasiva e molto coerente con la pagina per aumentarne la resa. Questo serviva per mantenere in piedi tutta la baracca.

Ora per continuare a non far pagare cash gli utilizzatori del suo sistema (al contrario ad esempio di quanto stanno pensando e facendo i vari media) stanno pensando di preparare un canale preferenziale e protetto per chi vorrà entrarci.

Ci vuoi entrare? Accetti le condizioni. Vuoi continuare ad usare la rete come ora? Non c’è trippa per gatti, o peggiorano le condizioni o aumentano i costi.

Ad ognuno la sua scelta, compresa quella di uscire dalla rete.

E visto che parlo di Google ne approfitto anche per due parole sul discorso privacy sollevato di recente da Repubblica.

Bene, aprite il vostro portafogli, quante tessere ci sono? Bancomat? Carta di credito? Fidelity card del distributore o della GDO? Buoni sconto? Raccolte punti? Tutte queste creano un profilo, ciascuna il suo, ciascuna che aggiunge un tassello a quello che le aziende sanno di noi. E per quasi tutte c’era anche la casellina per cedere le informazioni a partner commerciali, quindi magari buona parte di questi tasselli sono già stati accorpati in un altro grande archivio fuori dal nostro controllo.

Nella home di Google trovo le indicazioni sulla gestione della privacy che accetto nel momento stesso in cui effettuo la prima ricerca, in legalese si chiama comportamento concludente. E Google mi offre anche una dashboard da cui verificare tutte le informazioni sul mio conto in loro possesso.

Su Repubblica al contrario ho cercato dalla mappa del sito come intendono tutelare la mia privacy. Senza riuscirci. Eppure anche loro gestiscono dei log, gestiscono anche sistemi di tracciatura dei rimandi. Ci sono contenuti che possono far capire orientamenti sessuali, politici e religiosi. Nulla, non sono riuscito a trovare l’informativa, quella per il sito del gruppo c’è ma sul singolo sito repubblica.it, se c’è, è ben nascosta.

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Un po’ tutti abbiamo sentito che con l’inizio di agosto è entrato in vigore il nuovo codice della strada con pene insasprite per certe violazioni.

Chi ha la patente da meno di 3 anni non può assolutamente bere alcolici prima di mettersi alla guida (e questo mi pare giusto).

Chi investe un pedone sulle strisce viene sanzionato con la rimozione di 8 punti dalla patente (e qui ci sono dei casi in cui sono i pedoni in buona sostanza a buttarsi sotto le auto ma in linea di massima sono d’accordo).

E poi c’è la norma che impone l’uso del casco in bicicletta per i ragazzi fino a 14 anni.

Ma siamo sicuri che ci sia?

Basta dare un’occhiata in questo istante a google news per vedere come i primi due risultati dicano uno l’esatto contrario dell’altro (clicca la foto per ingrandire).

In buona sostanza entrambi gli articoli sono del due agosto, dunque non dovrebbero far riferimento a versioni differenti del provvedimento, parlano del casco per i ragazzi under 14. Il primo dice che è obbligatorio mentre il secondo dice che questo obbligo è stato rimosso in sede di approvazione definitiva.

Non sono d’aiuto neppure i siti governativi, cercando sul sito del MIT (che non è il MIT di Boston e neppure l’ex Ministero per l’Innovazione Tecnologica bensì il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la gloria del riciclaggio pure degli acronimi) nella sezione normativa cercando Codice della Strada il risultato più attuale è del 1998. Utilissimo.

Non manca invece il bel comunicato stampa in merito all’approvazione definitiva del Senato.

Passando dal sito del Senato sono stato rediretto sul portale Normattiva (la doppia T non è un refuso) dove in evidenza c’è effettivamente il nuovo Codice della Strada (e scopro che è la Legge 120 del 29/07/2010), ma non il testo del provvedimento se non dopo una lunga ricerca. La ricerca mi porta sempre all’interno del medesimo portale al testo della legge che risulta ad oggi non ancora vigente con buona pace di tutto ciò che ci hanno detto i giornali e le TV.

Entrerà in vigore il 13 Agosto prossimo, basta dire che vogliamo leggere il testo a partire da quella data et voilà ecco il testo completo della legge.

Però anche questa versione è abbastanza incomprensibile, meglio prendere il Codice della Strada come sarà effettivamente dopo le modifiche apportate dalla legge 120 ovvero da quando entrerà in vigore il 13 Agosto prossimo:

Art. 171.
Uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli a due ruote

1. Durante la marcia, ai conducenti e agli eventuali passeggeri di
ciclomotori e motoveicoli e’ fatto obbligo di indossare e di tenere
regolarmente allacciato un casco protettivo conforme ai tipi
omologati, ((in conformita’ con i regolamenti emanati dall’Ufficio
europeo per le Nazioni Unite – Commissione economica per l’Europa e
con la normativa comunitaria))
.((80))
1-bis. Sono esenti dall’obbligo di cui al comma 1 i conducenti e i
passeggeri:
a) di ciclomotori e motoveicoli a tre o a quattro ruote dotati di
carrozzeria chiusa;
b) di ciclomotori e motocicli a due o a tre ruote dotati di
cellula di sicurezza a prova di crash, nonche’ di sistemi di ritenuta
e di dispositivi atti a garantire l’utilizzo del veicolo in
condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento.
(27)
2. Chiunque viola le presenti norme e’ soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 68,25 a euro
275,10. Quando il mancato uso del casco riguarda un minore
trasportato, della violazione risponde il conducente.
3. Alla sanzione pecuniaria amministrativa prevista dal comma 2
consegue il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni ai
sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. Quando, nel corso di un
biennio, con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per
almeno due volte, una delle violazioni previste dal comma 1, il fermo
del veicolo e’ disposto per novanta giorni. La custodia del veicolo
e’ affidata al proprietario dello stesso.
4. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul
territorio nazionale e chi commercializza caschi protettivi per
motocicli, motocarrozzette o ciclomotori di tipo non omologato e
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire unmilione a lire quattromilioni.
5. I caschi di cui al comma 4, ancorche’ utilizzati, sono soggetti
al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui
al capo I, sezione II, del titolo VI.
—————
AGGIORNAMENTO (27)
La L. 7 dicembre 1999, n. 472 ha disposto (con l’art. 33, comma 2)
che “Le disposizioni di cui all’articolo 171 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, modificate dal presente articolo, entrano in
vigore a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di
entrata in vigore della presente legge”.
————
AGGIORNAMENTO (80)
La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l’art. 28, comma 2)
che “Le disposizioni del comma 1 dell’articolo 171 del decreto
legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo modificato dal comma 1
del presente articolo, si applicano a decorrere dal sessantesimo
giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente
legge”.

Dunque nulla al riguardo dei caschi per chi va in bicicletta a nessuna età.

Non sarebbe molto meglio per lo stato informare correttamente e richiedere ai mezzi di comunicazione di massa altrettanta corretta informazione?

Qui non si tratta di obbligo di rettifica entro 48 ore di informazioni non corrette, qui si tratta di dare un’informazione corretta ai cittadini per evitare che commettano violazioni della legge o che al contrario siano soggetti a spese non indispensabili.

Sono l’unico che ha avuto questi dubbi?

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Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

via senato.it – La Costituzione – Articolo 21.

Ecco, perché ci sono in edicola tutte quelle riviste di dubbia moralità?

Cioè, davvero dobbiamo sorbirci quotidianamente le malefatte dei nostri politici tramite le intercettazioni piccanti?

Ricordiamo anche l’art. 27 quando recita

L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Ecco, la “legge bavaglio” ha come scopo la prevenzione della condanna mediatica prima di quella, eventuale, della magistratura.

Qualunque cittadino dovrebbe avere a cuore la tutela dell’intera Costituzione, e non solo degli articoli che gli vengono indicati.

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Non c’è altra parola che possa usare: genio. Essì, prendetermi per matto ma devo dire che Berlusconi è un genio.

Dieci anni fa ha portato anche in Italia (perché mica sono nati qui i reality) il Grande Fratello, quella spazzatura che tutti dicono di non guardare ma che si perpetua perché al fin fine qualcuno che paga il conto c’è sempre. Un po’ come la vecchia DC.

E ci siamo così abituati ad infilarci nella vita degli altri che ora che una legge sacrosanta cerca di mettere un freno a questo abuso tutto italiano c’è si scandalizza di non avere più a disposizione un Truman Show in vasta scala.

Non perché sia giusto conoscere morbosamente certi fatti che nulla hanno a che vedere con noi individualmente né come collettività, molto spesso infatti non si tratta di fatti penalmente rilevanti. Ed anche se lo fossero non sta a noi in prima persona giudicarli, c’è infatti un potere, stabilito dalla Costituzione che tutti vogliono difendere pur ingnorandola, che ha il compito di giudicare e comminare le pene.

Che poi i tempi della giustizia siano un’altro caso italiano qui poco importa, non si può accelerare il processo portandolo su un giornale anziché in un’aula giudiziaria.

Ma perché dicevo che Berlusconi è un genio?

Perché oggi che lo stato viene nelle nostre tasche pesantemente ed indistintamente portandoci via 24.000.000.000,00 (ventiquattromiliardi/00) la domanda della signora Lucia non è sapere se si rimarrà i soldi per andare a comprare la verdura. No, lei vuole sapere se potrà ancora leggere su un qualunque gionale di gossip, come Repubblica 3000, se dui idioti avvoltoi si sono messi a ridere per una disgrazia da cui poi non hanno ricevuto un centesimo. Perché penalmente rilevante sarebbe stato se avessero ottenuto appalti per la ricostruzione imbrogliando, perché per quanto cinici se li avessero avuti onestamente non ci sarebbe comunque stato nulla di illegale. Per l’idiozia e per il cinismo non ci sono articoli del codice penale. Purtroppo.

Dieci anni di grande fratello e compari ci hanno fatto diventare così morbosi che ci impicciamo così tanto degli affari degli altri che dimentichiamo i nostri.

È un genio perché mentre ti fa guardare il dito che indica la luna con l’altra mano ti sfila il portafogli.

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Questo è il comunicato stampa relativo all’incontro di questa sera alle 20.45 presso la scuola media Gherardi di Lugo (dove sono Presidente del Consiglio d’Istituto) per salvare il corso ad indirizzo musicale al momento soppresso dall’Ufficio Scolastico Provinciale.

I Genitori, i ragazzi, i docenti della Scuola  Gherardi

indignati, arrabbiati e profondamente delusi

apprendono che l’Ufficio scolastico Provinciale ha deciso di non autorizzare nell’organico di diritto A.S. 2010-2011 la classe prima ad  orientamento musicale alla Gherardi e alle altre tre scuole della Provincia (Damiano Novello- S.Biagio Ravenna e Carchidio Strocchi Faenza).

Ciò non significa solamente che il Corso Musicale andrà ad esaurimento e che due nostri Docenti di strumento sono stati già dichiarati perdenti posto, ma che tutto l’impegno, la passione profusi in questi anni  e che hanno dato valore e unicità alla  Offerta formativa della nostra Scuola andranno perduti.

Chi conosce la Gherardi sa che nelle aule si studia e si respira musica; chi passa nelle vicinanze è avvolto dalle armonie degli strumenti e dell’orchestra  dei nostri ragazzi  che vivono con entusiasmo la magia del suonare “ insieme”. Tutti parlano e scrivono dell’importanza pedagogica, sociale ed emozionale della musica : perché solo a Ravenna si distrugge un patrimonio così prezioso?

Scrivendo queste righe siamo presi dalla commozione e dai ricordi di tanti concerti, saggi, giornate della musica, serate al Rossini, ma non possiamo arrenderci : dobbiamo difendere quello che la Legge con un Decreto Ministeriale ha autorizzato e che i tagli alla scuola pubblica non possono toccare.

Invitiamo tutti i Cittadini di Lugo a sostenere una risorsa della Scuola e della Città.

Lugo, 21 Maggio 2010.

L’appuntamento è per questa sera, 25 maggio, alle ore 20.45 presso la scuola stessa per l’incontro con il Dirigente Scolastico e con l’Assessore all’Istruzione del Comune di Lugo.

Ci sarà anche la possibilità di firmare un documento a sostegno del corso musicale stesso.

C’è anche l’evento su Facebook per registrarsi e per diffondere.

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La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcune coppie gay che chiedevano la correzione del Codice Civile che pretende che a sposarsi siano un uomo ed una donna.

La Corte ha giustamente ricordato che l’Art. 29 della Costituzione parla di matrimonio e certamente a nessuno dei membri dell’Assemblea Costituente è mai passato per l’anticamera del cervello l’ipotesi di un matrimonio differente dai canoni classici.

Poi assurda l’ipotesi che questo limite sia incostituzionale per discriminazione. Come se io pretendessi di far rallentare tutti i corridori perché non riesco a stare al passo con loro.

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Proprio per questo bisogna provare a batterli su un altro terreno: con la promessa di una rifondazione, in assoluta discontinuità col passato.

via l’Unità.

Cara Concita,

in effetti in Campania dopo 16 e rotti anni di Bassolino c’è stata una netta discontinuità col passato.

Chissà perché la discontinuità, la rifondazione, la novità devono essere sempre della vostra parte.

Due campani su tre hanno votato, in linea con il resto della nazione. Non hanno votato solo i Casalesi, hanno votato i cittadini, come ovunque.

Quando voi intellettualmente superiori imparete a rispettare tutti i voti, e non solo quelli a vostro favore, avrete capito cos’è la democrazia, sarete pronti a vincere ed a governare seriamente un Paese importante come l’Italia.

Sì, l’Italia è un Paese importante e merita di essere governato da chi ne è convinto, io i disfattisti per partito preso non li voglio.

Cara Concita, da una giornalista professionale come te mi aspetterei un’analisi del voto, non un gran giro di parole per dire che il centrodestra ha vinto nelle regioni dove non meritavano il governo di centrosinistra. Quello lascialo fare alla volpe che non è all’altezza per conquistare l’uva.

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Questo post è dedicato al mio personale live blogging sulle elezioni regionali che si svolgeranno questo fine settimana. Qui sotto inserirò gli aggiornamenti in ordine inverso (in alto gli ultimi) che riterrò più interessanti. La pagina non si aggiorna automaticamente, premete F5.

30/03 – 01.00: Qui si chiude questa diretta, continuo un po’ a chiacchierare su FriendFeed e nei prossimi giorni farò un’analisi più completa.

30/03 – 00.00: Se ad un certo punto non mi sentite più è perché mi sono addormentato sulla tastiera davanti a Vespa. Scena macabra ma che ci volete fare.

29/03 – 23.50: Rutelli parla di un simbolo che nessuno conosce, in effetti devono averci fatto la croce sopra pensando che fosse il “trova l’intruso” della settimana enigmistica anziché la scheda elettorale.

29/03 – 23.48: Rutelli con la cravatta verde Lega, la Polverini con il simbolo rosso PCI. Ma usare ognuno i suoi colori pareva così brutto?

29/03 – 23.45: Ma alla Bindi è morto il gatto? Perché ha una faccia ed una voce da lutto ma si vanta che sono riusciti ad avere 7 regioni (rispetto alle 11 di partenza).

29/03 – 23.36: Alla Polverini hanno regalato le rose rosse. Le avevano preparate per la Bonino che però non ne avrà bisogno.

29/03 – 23.24: In effetti la Polverini sta allungando e forse le proiezioni erano correte. Ribadisco però che più cautela sarebbe stata produttiva. Soprattutto se fosse la Bonino a riconoscere la sconfitta.

29/03 – 23.22: La Polverini dichiara di aver vinto, io sarei stato molto più prudente.

29/03 – 23.20: Ma RAI1 a quale Quirinale è? Come fanno a dire che per la prima volta la Polverini passa in vantaggio quando è dalle 16 che si alternano.

29/03 – 23.15: Polverini e Bonino ad oltre un milione di preferenze ciascune separate da meno di 300 voti!

29/03 – 23.06: Si sta delineando il risultato che avevo già scritto tre giorni fa. E la cosa onestamente non mi rallegra.

29/03 – 23.02: Secondo le ultime proiezioni RAI sul Lazio la Polverini vincerebbe con il 50,5%.

29/03 – 23.00: Purtroppo la Bindi non è né bella né intelligente.

29/03 – 22.55: La Campania è stata assegnata al centrodestra. Bassolino cede il feudo dopo 16 anni e 4 mesi.

29/03 – 22.45: Riprendo solo ora contatto con le informazioni. Che succede di nuovo?

29/03 – 19.00: La mia sezione elettorale non ha ancora chiuso. Sono in attesa di vedere il mio voto contabilizzato.

29/03 – 18.50: Anche le proieizioni RAI su Repubblica nel Lazio continuano a dare la parità per i due volti contrapposti dell’Italia.

29/03 – 18.45: Le elezioni del Lazio saranno veramente un testa a testa fino alla fine. Seguitele sul sito del ministero. Ora c’è un minuscolo vantaggio della Bonino sulla Polverini.

29/03 – 18.30: Per non saper né leggere né scrivere SkyTG24 ha saltato sia gli exit-poll (ed ha fatto bene) che le proiezioni. I dati presentati ora dunque sono ancora tutt’altro che attendibili ed i dati ufficiali li trovo tranquillamente dal ministero e su altre fonti come Repubblica.

29/03 – 18.20: Albano Laziale, Bracciano, Montelanico e Rocca Santo Stefano. C’è nessuno che sappia il motivo per cui questi quattro comuni non hanno ancora comunicato i dati definitivi dell’affluenza?

29/03 – 18.08: Non riesco a capire dove SkyTG24 riesca a recuperare un 20% di vantaggio del centrodestra nel Lazio.

29/03 – 18.02: Per l’Ansa nel Lazio: Bonino 49,8 + Polverini 49,8 + Marzoli 0,6 = 100,2%.

29/03 – 18.00: Le situazioni sono abbastanza stazionarie, fino alla prima serata non ci saranno grosse rivoluzioni né dati effettivi attendibili. Poi inizieranno gli speciali elettorali con i calibri da 90 a commentare.

29/03 – 17.35: I quattro comuni di cui mancano ancora i dati di affluenza sono tutti in provincia di Roma.

29/03 – 17.30: Repubblica ed Ansa usano gli stessi dati RAI ma per la prima la Puglia è al centrosinistra, per la seconda al centrodestra. La confusione regna sovrana.

29/03 – 17.26: Anche Ansa ora assegna la Puglia al centrodestra.

29/03 – 17.16: Per Repubblica anche la Liguria sul filo di lana con uno 0,2% di margine a favore del centrosinistra.

29/03 – 17.14: Sky completamente nel pallone rende il Piemonte al centrosinistra ma assegna la Puglia al centrodestra.

29/03 – 17.08: Testa a testa nel Lazio. Bonino e Polverini entrambe al 49,7% per Repubblica.

29/03 – 17.06: Ampliate le prioiezioni. Piemonte al centrodestra sia per Ansa che per Repubblica. Lazio al centrosinistra per Ansa.

29/03 – 17.04: Non so se sia dovuto alla scarsità di dati o di interesse o piuttosto al rafforzamento delle strutture ma i siti informativi a questa tornata stanno reggendo molto meglio il carico.

29/03 – 17.02: Interessanti i dati di affluenza delle provinciali e comunali. Il calo è del 5% sulle prime e solo del 3% sulle seconde. Evidentemente la politica locale ha provocato meno disaffezione di quella nazionale.

29/03 – 17.00: Al momento l’unica regione in cui il terzo incomodo è accreditato di superare il 10% è la Puglia con la Poli Bortone.

29/03 – 16.50: A quasi due ore dalla chiusura dei seggi mancano ancora i dati di affluenza di 10 comuni.

29/03 – 16.45: Proiezioni SkyTG24: Piemonte e Lazio al centrodestra.

29/03 – 16.30: Ansa con i primi scrutini assegna Liguria e Basilicata al centrodestra ed Emilia Romagna ad “altre coalizioni”!

29/03 – 16.22: Prime proiezioni Repubblica su due regioni senza sorprese.

29/03 – 16.20: I dati definitivi di affluenza parlano di un calo del 7,69%. In recupero dunque sul -9% di ieri sera.

29/03 – 16.10: Stanno arrivando i dati definitivi prima delle prime proiezioni “ufficiali”. Nessuno ancora si sbilancia sui risultati, vuol dire che sono troppo in bilico quasi ovunque.

29/03 – 16.00: Dell’Utri verrà ascoltato sulla morte di Pasolini nel 1975. Dopo 35 anni!

29/03 – 15.55: Qui a Lugo (Emilia Romagna) con due sezioni scrutinate la Lega avrebbe il triplo dei voti del PDL.

29/03 – 15.50: L’unica cosa certa è che non ci sono dati certi. Al Viminale sono ancora a 0 sezioni su 37.896.

29/03 – 15.40: Nessun utente che sia arrivato sul blog cercando questa diretta. Potrei forse chiuderla prima del previsto.

29/03 – 15.22: Tutti alla finestra, anche Repubblica non indica ancora nulla.

29/03 – 15.20: I primi dati (30%) sull’affluenza definitiva parlano di un recuperto dei voti. Il calo ora si attesta attorno al 7,5%.

29/03 – 15.15: I numeri che si leggono in giro vogliono dire tutto ed il contrario di tutto, soprattutto i margini sono talmente risicati (nel lazio 0,2% fra le due coalizioni) che non si può certamente dare nulla per scontato.

29/03 – 15.10: Grossi dati nessuno ne fornisce (troppo costosi e falsati), se passate da FriendFeed potete partecipare alla discussione sulle elezioni.

29/03 – 15.00: Incomincia l’avventura che ci accompagnerà per i prossimi cinque anni. Vinca ci ci potrà amministrare meglio!

29/03 – 14.50: Ancora pochi minuti, qui l’infografica di SkyTG24.

29/03 – 14.30: Pagina infografica anche da Ansa.

29/03 – 14:20: Live blogging anche su notapolitica.

29/03 – 14.00: Ancora un’ora di pazienza per i dati di affluenza finali, diverse ore prima di aver dati su cui ragionare.

29/03 – 12.45: Mettiamoci comodi con patatine e birra perché partendo fra poche ore e fino a tarda serata ne vedremo (e sentiremo) delle belle. Chi sarà il primo a cantare vittoria pur avendo avuto meno voti? Chi sarà il primo ad ammettere una sconfitta? I commenti sono aperti per tutti.

29/03 – 12.00: Commento interessante e condivisibile:

Domani [oggi, n.d.S.] pomeriggio il primo dato disponibile sarà quello relativo all’affluenza alle urne, e scommetto che tutti commenteranno la percentuale di astenuti. Occorrerà, invece, prestare attenzione a quella di quanti sono andati a votare, che sarà altissima, perché si tratta di cittadini chiamati a decidere per assemblee dei cui compiti quasi non si è neanche discusso. Eppure a votare ci sono andati. Perché lo sentono come un dovere democratico, perché hanno colto la necessità di schierarsi, perché hanno avuto l’impressione che fossero in ballo questioni importanti, perché sono di parte e vogliono farlo sentire. In tutti i casi meritano rispetto. Meritano eletti che sappiano rappresentarli, non comparse con idee meno chiare di chi le ha votate.

29/03 – 09.30: Dati aggiornati sugli ippodromi. Qui si accredita il cavallo blu di 4 vittorie ed il cavallo rosso di 9 di cui due entro un secondo di scarto e dunque ancora apertissimi. Sempre più mi convinco di aver fatto la scelta migliore.

29/03 – 09.00: Quando mancano ancora 6 ore alla chiusura dei seggi, non avendo altro di megli di cui parlare, vediamo meglio i dati di affluenza di ieri regione per regione. Per ragioni pratiche di rilevamento dei dati evito le quattro regioni che gestiscono autonomamente le elezioni (Toscana, Marche, Calabria e Puglia) i cui dati non sono rilevati dal Ministero dell’Interno come del resto hanno fatto assolutamente tutti i grandi media.

Regione Affluenza attuale Affluenza precedente Variazione
Piemonte 47,60 55,48 -7,88
Lombardia 49,31 58,68 -9,37
Veneto 49,21 56,28 -7,07
Liguria 43,50 52,52 -9,02
Emilia Romagna 51,50 61,03 -9,53
Umbria 46,32 56,20 -9,88
Lazio 43,39 55,82 -12,43
Campania 43,27 49,85 -6,58
Basilicata 45,28 50,80 -5,52

Appare subito che il calo dell’affluenza non è omogeneo, come del resto non omogenea era anche l’affluenza delle passate tornate elettorali.

Il primo fattore che salta agli occhi è il tracollo del Lazio, unica regione con il calo in doppia cifra. Da una parte si potrà anche ritenere (e penso non mancherà la polemica su questo) che gli elettori del PDL non avevano la loro lista in provincia di Roma ma dall’altra il calo è stato omogeneo in tutte le province della regione, anche dove il PDL era rappresentato. Che l’astensione allora dipenda da una sorta di “nessuno dei suddetti” vedremo?

Non è che nelle regioni con maggior fedeltà alle urne si possa identificare uno schieramento avvantaggiato. La Campania è accreditata di vittoria al cavallo blu, la Basilicata al cavallo Rosso.

Quindi tutto è ancora aperto, più avvincente di una finale di Sanremo con la vittoria del realityshowista di turno.

28/03 – 23.00: Confermato anche alla chiusura del primo giorno di voto il calo dell’affluenza che si attesta a -9 punti percentuali che scende sotto la soglia psicologica della metà degli aventi diritto.

28/03 – 19.25: Con circa il 90% dei dati raccolti il calo nell’affluenza si assesta al 7% netto raggiungendo la soglia del 35,8% dei votanti. Sarà tutto da vedere chi effettivamente ha perso elettori. Se la destra (storicamente meno ligia al diritto-dovere delle urne) o la sinistra (come già successo alle ultime elezioni europee).

28/03 – 19.00: E così siamo giunti alla seconda rilevazione dell’affluenza, posso immaginare un calo del 5% circa rispetto alle precedenti elezioni, fra poco comunque i dati ufficiali.

28/03 – 17.10: Dovere personale compiuto. Non sto ad illustrarvi tutti i ragionamenti di politica geoelettiva sottostanti.

28/03 – 16.00: Scusate il ritardo, lunga pausa pranzo. Comunue i dati definitivi dell’affluenza alle ore 12 parlano di un 10,19% dei votanti contro il 13,05 delle precedenti.

28/03 – 12.10: I primi dati (su meno di 1/4 dei comuni) parlano di affluenza sotto al 10%, in calo di 3 punti rispetto alle elezioni precedenti. Ovviamente i primi a comunicare i dati sono i comuni con meno votanti e meno affluenza che quindi hanno fatto prima a conteggiarli. Il dato definitivo dunque sarà probabilmente più alto.

28/03 – 08.00: Seggi aperti.

27/03 – 20.30: Mettetevi comodi, i primi dati di affluenza ci saranno domani alle 12.00 (e ricordatevi di spostare avanti le lancette di un ora questa notte).

27/03 – 20.00: Finalmente online la consueta pagina dedicata alle elezioni del Ministero dell’Interno.

26/03 – 18.00: Una mia personale visione del risultato che si potrebbe delineare.

26/03 – 10.15: Su The Right Nation potete sempre seguire le corse clandestine in attesa dei risultati di quelle ufficiali da lunedì pomeriggio.

26/03 – 08.45: Per un quadro della situazione di partenza si può visitare la pagina apposita di Wikipedia con le indicazioni delle candidature per ogni regione e lo stato attuale. Su notapolitica.it c’è la mappa riepilogativa di tutte le corse

25/03 – 12.20: Inizio col ricordare che le elezioni si svolgeranno domenica 28 dalle 8 alle 22 ora legale (perché domenica cambia anche l’orario) e lunedì dalle 7 alle 15.

Appena chiusi i seggi si partirà dallo scrutinio delle schede per le elezioni regionali. Sono 13 le regioni in cui si rinnovano i consigli regionali e dove si elegge il nuovo presidente o governatore che dir si voglia.

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Se i dati cronometrici attuali delle corse hanno lo stesso errore di tutte le ultime galoppate ufficiali (e non ho motivo di pensare che l’errore possa essersi ridotto, al più potrei pensare ad un incremento ulteriore) si preannuncia una vittoria schiacciante del cavallo blu in tanti ippodromi.

Queste sono le mie ipotesi spannometriche, non sono un sondaggio sulle elezioni, sono scommesse non giocate su corse di cavalli.

  • Piemonte: blu
  • Lombardia: blu
  • Veneto: blu
  • Liguria: rosso (probabile)
  • Emilia Romagna: rosso
  • Toscana: rosso
  • Marche: rosso
  • Umbria: rosso
  • Lazio: blu
  • Campania: blu
  • Puglia: rosso (probabile)
  • Basilicata: rosso
  • Calabria: blu

Se per caso fosse vero quanto qui previsto (6 blu contro 7 rosso) si tratterebbe di una caporetto per il fantino bolognese sia nei confronti della situazione attuale (2 contro 11) quanto nella gestione politica nazionale.

Il fantino di Arcore si troverebbe accreditato di un potere mai visto in epoca repubblicana.

Il problema non è comunque il troppo potere del del cavallo blu quanto l’impotenza di quello rosso.

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