S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

Tristemente Costa Allegra.

Dopo il naufragio della Costa Concordia ecco un’altra gatta da pelare per la compagnia.

La Costa Allegra è alla deriva al largo delle Seychelles a seguito di un incendio, ormai domato, nella sala macchine.

Il sito ancora è attivo (in questo caso la situazione è lontana dall’Italia e gli italiani a bordo sono appena 210), non è collassato come con il disastro di poco più di un mese fa.

Resta il fatto che le trasmissioni live dalla nave sono state sospese.

Spero che la Costa sia in grado questa volta di gestire la situazione anche sul suo sito istituzionale.

Non so se questo messaggio fosse già presente da tempo, però considerando gli ultimi avvenimenti toglierei quel “Sali a bordo” che ricorda molto un’altra frase andata molto di voga ultimamente e non proprio rassicurante nei confronti della Costa.

 

C’era una volta il buzz.

C’erano una volta i blog, e ci sono ancora.

Con i blog è venuta la frammentazione e la personalizzazione dell’informazione. A quel punto il meccanismo tradizionalmente usato per promuovere marchi e prodotti non funzionava più.

Allora ci si inventarono le classifiche, in modo da ricondurre alcune blogstars nei meandri dei diffusori acritici di comunicati stampa. Ma i trendsetter online erano critici e dunque non solo non diffondevano acriticamente il comunicato stampa ma a volte addirittura ne facevano una pubblicità negativa.

Per ovviare a questo inconveniente è nato il buzz marketing.

Non faccio mistero (anche perché tutti i relativi post lo riportano chiaramente) di aver partecipato a diverse campagne del genere. Campagne che vanno dal pagamento di un articolo (comunque mio originale e non di rado anche con delle critiche come quelle che ho mosso alla RAI ad esempio), dal prodotto ricevuto in omaggio (ad esempio il Uebbi) o anche solo in uso gratuito per qualche tempo (ad esempio i telefoni LG Optimus). Quelle da me preferite appartengono al secondo gruppo.

Secondo me non c’è nulla di male nello scrivere di tanto in tanto (perché comunque la maggior parte dei contenuti del blog sono prodotti di spontanea volontà mia e degli altri autori) su invito purché si possa scegliere se scriverne o meno (ho rifiutato ad esempio post a favore del poker online, seppure adeguatamente remunerati, perché contrari ai miei principi e perché non li ritenevo comunque interessanti per i miei lettori) e che sia chiaro che il post è stato in qualche modo incentivato.

Sta venendo avanti invece una nuova frontiera del buzz, il video virale ovvero simpatico, magari ammiccante, giovanile. Ecco, onestamente queste campagne per me sono deprimenti ed infatti malgrado le diverse proposte (in questi giorni si sono moltiplicate) ho sempre declinato l’invito tranne che in un caso (e se leggete il post capite anche il perché).

Ecco, secondo me le campagne video pseudo-virali sono la morte del buzz marketing positivo e ripiombano la rete sociale nel vecchio stereotipo televisivo togliendo la parte più originale del messaggio e cercando di riportare i siti (fatico a considerare ancora blog quelli che diffondono semplici pubblicità) al livello dei diffusori acritici di comunicati stampa.

Voi cosa ne pensate?

QR-Code 4 beer.

La FIFA ha fatto allontanare dallo stadio alcune decine di tifose dell’Olanda che facevano pubblicità ad una birra che non aveva pagato il pizzo giusto canone per sponsorizzare la manifestazione, anche perché fra gli sponsor c’è gia la Budweiser.

Alcune considerazioni in ordine sparso.

  1. Meno male che la Coca-Cola è sponsor, altrimenti non si sarebbe potuto bere nulla durante le partite (mentre ieri sera quando giocava l’Italia sono stati inquadrati due bambinetti che bevevano felici dalla tradizionale bottiglietta).
  2. Distinguere fra migliaia di persone con la maglia arancione e scritte di ogni genere quelli che fanno pubblicità illegale da quelli che hanno una maglia per qualunque altro motivo e basta mi pare difficile. Per dire, visto che Adidas è un partner FIFA c’è il rischio di farsi buttare fuori solo perché si indossa una comunissima maglietta con su scritto Nike?
  3. La ditta di birra è molto fiduciosa nella tecnologia, mettere dei QR-Code  sulle maglie non so quanti click possa portare. Insomma, l’eventualità che vengano inquadrate abbastanza a lungo da una telecamera per consentire al telespettatore di leggere il codice (io ci ho provato anche sulla foto qui sopra senza riuscirci) mi pare troppo ottimistico. Forse qualche foto per qualche rivista o al più qualcuno che le incontra. Un’operazione comunque costosa e con poco rientro mediatico.
  4. Se devi mettere un QR-Code su una maglia pensaci bene: o lo posizioni più in basso o prendi un indossatore più lineare, il QR-Code altrimenti viene deformato e di difficile lettura.
  5. Siamo tutti portatori sani di pubblicità, qualunque cosa facciamo. Facciamo in modo che altri non si arricchiscano alle nostre spalle.
  6. Se la ditta olandese vuole un link non ha che da mandare una buona quantità di birra al mio indirizzo.

E voi cosa ne pensate?

Ma i pubblicitari si ascoltano?

Giusto due messaggi pubblicitari radiofonici per capire quanto sono assurdi.

Il primo è conto arancio che appesta video e audio di testimonials perché la loro migliore pubblicità sono i loro clienti. Ma se lo credete davvero perché appestate video e audio di messaggi pubblicitari costosi e peggiori? Forse sono carenti di clienti soddisfatti?

La seconda è di Esso Extras. Due tipe al telefono. La prima: “Domani andiamo a fare un giro? La stazione meteo di Esso Extras dice che ci sarà il sole” La seconda: “Ok, però io porto dietro gli impermeabili perché è meglio non fidarsi”. Cioè, per capirci… dicono che la stazione meteo che regala Esso è una ciofeca inattendibile! Sarebbe stato molto meglio farsi regalare una stella.

Signori pubblicitari, suvvia, capisco che la trasparenza è il nuovo nero, ma non siate così spudorati, nascondeteci ancora un po’ le magagne.

E voi lettori, avete altre pubblicità assurde da segnalare? Usate i commenti.

Pubblicità politica innovativa.

Non c’è dubbio che PTWG sia un genio.

Infatti ha reso disponibili per tutti due sistemi per realizzare i propri manifesti elettorali per il PD e per l’UDC.

Mi sono cimentato un po’ con questi giochi ed i risultati sono qui sotto. Certo che per il PD è più facile perché non c’è bisogno di trovare degli acronimi adatti.

Ma partiamo con la carrellata.

Se proprio vi scappa (non credo, ne ho viste di meglio in giro) potete ai termini della licenza del blog riutilizzarle liberamente mettendo un link a questo post.

Se uno o più manifesti erano già stati prodotti chiedo venia, comunque questi li ho realizzati io e non copiati da altri siti. Potete comunque segnalare l’opera originale nei commenti.

Firma contro la droga.

Ecco, lo slogan “Sciopero generale contro la crisi” mi fa venire in mente un’analogo firma contro la droga.

Certamente la colpa è mia che non mi sono informato accuratamente né dalla fonte né dai media, però un titolo più chiaro sarebbe a mio avviso stato utile.

C’è qualcuno che nei commenti voglia spiegarmi nello spazio di un twit i motivi reali dello sciopero?

Se non quelli ufficiali del sindacato almeno quelli personali, perché oggi scioperi?

Ricami profumati.

Mouliné DMC Secret Perfume.

La DMC è uscita or ora con il nuovo filato da ricamo per punto croce, si chiama Secret Perfume (profumo segreto).

In pratica strusciando un po’ il filo lo stesso rilascia un odore relativo al colore.

Il verde mela fa odore di mela, il rosso fragola di fragola e via discorrendo. Se volete maggiori informazioni andate a vedere dove li vendo i Mouliné DMC Secret Perfume.

Io personalmente avrei fatto anche un bel color bacon piuttosto che caramello o altri. Ma si sa che non sono io il target del prodotto.

Ma provate a dare un’occhiata al comunicato stampa ufficiale della DMC per il lancio del prodotto. Due pagine di contenuti, una dubbia pagina bianca ed a pagina 4 l’errore PS in bella mostra. Non sarebbe il caso di controllare oltre la prima schermata prima di rendere pubblico un comunicato stampa?

Numeri romantici.

Sul cordolo del parcheggio qui dietro è scritto

6 una su un milione

fra l’altro scritto con una bomboletta scadente o da un pittore scadente visto che ha dovuto ripassare la scritta per intero, ma non è di questo che volevo parlare.

Ora, io sono un ragioniere e dunque prima del romanticismo guardo ai numeri.

Una frase del genere mi fa pensare che nel mondo ci sono almeno altre 6.000 persone come lei, non è così speciale dunque.

Ma vediamo la sola Italia, ce ne sono almeno altre 58: tantine.

Riduciamo alla sola Emilia Romagna? 4,2 milioni di abitanti dunque l’autore potrebbe incontrare altre tre ragazze come quella a cui è dedicata la frase.

Se fossi in lei diverrei molto gelosa.

Magari a scrivere 6 1ca gli veniva meglio l’opera ed anche la dedica era meno fraintendibile.

Speriamo che la destinataria sia meno numerica di me.

Terrorismo creativo.

Io a Riva del Garda non c’ero, e dunque neppure all’ADVcamp.

Non ho sentito direttamente la frase di Vicky Gitto. Vicky chi? Il moroso di Selvaggia Lucarelli. Ahh, bel curriculum. (scusate ma mi è scappata così)

Non l’ho sentito ma ne ho letto.

Per quanto infelice sia l’esempio è purtroppo vero.

Bin Laden da sempre organizza attentati non finalizzati alla mera uccisione delle persone ma alla fissazione nella memoria collettiva. Per questo il secondo aereo ha colpito la torre dopo un po’ di tempo, per dare modo a tutti i mezzi della comunicazione di arrivare sul posto per essere certi che chiunque potesse vedere e rivedere quelle immagini affinché si fissassero nella mente.

Se prima di allora potevamo permetterci di ignorare tranquillamente chi fosse Osama Bin Laden, chi fosse Al Qaeda salvo che per le rare apparizioni ai telegiornali dall’11 settembre 2001 non più.

La meticolosa organizzazione mediatica di quell’attentato va ben oltre il mero valore numerico dei morti, altri eventi ne hanno prodotti in quantità maggiore ma non per questo sono ricordati. Il comunismo dell’Unione Sovietica ha ucciso ben più persone den nazismo in Germania, ma i cattivi si identificano sempre con le SS.

La differenza sta tutta nella comunicazione, Bin Laden voleva comunicare agli occidentali che non sarebbero mai più stati sicuri. E siccome un’immagine vale spesso più di 1000 parole ha usato i media di tutto il mondo per trasmettere il suo messaggio criminale.

E su questo, purtroppo, Vicky ha perfettamente ragione.