Ero certo di aver già parlato di questo ma non sono stato in grado di ritrovare il post.

Al RomagnaCamp avevo intravvisto una persona con una t-shirt come questa.

Davvero, ho cercato in lungo ed in largo nel blog senza risultato.

Non tanto per la maglietta vista quanto perché parlandone un giorno con Beatrice (una mia amica di origine sarda, la madrina di Michele) mi disse che quelle magliette le produce un suo conoscente appunto in Sardegna.

Ora Beatrice con la famiglia è stata alcune settimane in vacanza dai genitori in Sardegna e così ieri sera mi ha omaggiato di questa maglietta.

Penso che la frase:

Dio c’è, ma non sei tu. Rilassati!

sia l’essenza stessa del cristianesimo, un messaggio ad effetto che racchiude tutta la storia della salvezza.

Quasi una summa teologica.

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Non mi capita spesso di incontrare persone reali che leggano quanto scrivo.

Considero (e probabilmente lo sono) i miei lettori abituali come altri blogger o comunque persone conosciute online, qualcuno magari incontrato per davvero in qualche occasione come SMAU, webb.it, RomagnaCamp, Google WebMasterMind, ecc.

Così le volte che una persona che conosco in altro ambito mi dice “Sai che ho letto quel tuo post” vengo colto da un senso stano, quasi come se mi avessero stanato. Anche se poi in realtà chi sono sul mio blog è ben indicato.

È successo qualche anno fa con un professore che mi fece i complimenti per un mio post, è successo anche per un rappresentante di un’azienda genovese che aveva letto un mio post riportato da Libero, è successo con Daniela che mi telefonò per dirmi che aveva letto un mio post pubblicato da Avvenire fra le lettere. Di tanto in tanto anche Luisa legge qualcosa di mio.

L’ultima però è stata sabato sera quando ho salutato il compagno Franco. Ci scambiamo allegramente del compagno pur essendo lui stato quasi candidato sindaco per Forza Italia, ci divertiamo con poco noi.

Ebbene ad un certo punto della chiacchierata esordisce dicendo che suo figlio Giovanni (universitario e giornalista su diverse testate locali) gli ha detto che legge il mio blog e che faccio considerazioni interessanti concludendo con “però non è un compagno”.

Ovviamente anche in questo caso la prima impressione è stata di stupore, poi di soddisfazione.

Non che abbia nulla da nascondere, però anche a distanza di anni mi fa ancora un certo effetto riscontrare che ci sono persone reali che comunque mi seguono.

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No, nessun allarmismo.

Come molti sapranno nei lidi ravennati non ci facciamo mancare nulla. Neppure le malattie tropicali in esclusiva per l’Europa. Altro che andare alle Maldive.

Non preoccupatevi, perché in realtà l’epidemia Chikungunya si è scatenata nella zona a sud di Ravenna e le zanzare tigre nel corso della loro vita non si muovono per più di qualche centinaio di metri e dunque quelle infette non sono arrivate al RomagnaCamp.

Allora perché questo post?

Perché oggi ho ricevuto dall’AVIS l’invito periodico ad andare a donare con allegato un foglio riguardante proprio la Chikungunya. In buona sostanza a parte gli organizzatori che stanno a Ravenna, e dunque fino a comunicazione contraria non possono donare il sangue, c’è un periodo di quarantena di 21 giorni da quando siete andati via dal comune di Ravenna alla possibilità di donare il sangue. Un po’ come per quelli che sono stati all’estero, anche nel Regno Unito (mucca pazza).

Se nei prossimi giorni doveste avere febbre alta questo sito della Regione Emilia-Romagna potrebbe essere utile a voi ed al vostro medico.

Statemi bene.

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Alcune cose dimenticate (probabilmente farò altri PS man mano che mi vengono in mente):

  1. Il talk di Fullo sulla preziosa bevanda Moka Drink;
  2. Chi volesse ancora della lana per Antistress Mouse Cover può farmelo sapere che vedo di fare il possibile;
  3. Varie ed eventuali.
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Non so come iniziare, le cose da dire sono talmente tante che di sicuro ne dimenticherò parecchie.

Provo dall’inizio. Questo era il mio primo BarCamp e dunque non sapevo esattamente cosa aspettarmi, l’unico da cui avevo ricevuto molte notizie concordanti era il WaveCamp dove sono morti dal caldo. Proprio per questo timore reverenziale da prima volta sono andato anche il venerdì, per ambientarmi un po’.

Ma prima di andare c’era stato un’abbondante corrispondenza e.pistolare per la messa a punto del KnitCampBeta, ovvero del talk di Susan sulla maglia con annessa coperta del mouse a fin di bene.

Torniamo all’arrivo al BocaBarranca, vedo diversi gruppi dotati di portatili, ma solo al terzo ho trovato alcuni organizzatori. Non pensavo che in spiaggia ci fosse tanta gente che lavorava o cazzeggiava con il portatile.

Erano presenti Feba, Luca, Gioxx, Livia, Marco. Elena è arrivata dopo con i porta-badge.

Nel frattempo il microfono di intruders.tv era pronto per le interviste.

Al pranzo eravamo 12, si erano aggiunti Jtheo, Amanda (che mi dicono essere straniera, non sorda!), Fullo, Chicco e Pseudotecnico. Ottimo il pranzo e pessima la foto di Gioxx che ho preso ad emblema personale (spero che l’autore non mi chieda troppi diritti).

Dopo pranzo corso di frisbee di cui ho già parlato.

Pomeriggio di chiacchiere fra vecchi amici e partitone a Wii: bellissima, spero che qualcuno me la regali a Natale o anche per il mio compleanno che viene prima!

Rientro per la cena e la mattina dopo alle 9.00 ero in loco, Susan mi aveva chiesto di prenotare la sala piccola alle 11 per il talk sulla maglia (nato da una promessa di Antonio Sofi incassata da Susan) ma Elena ci ha spostati nella sala grande con proiettore. In effetti l’effetto è stato dirompente, gomitoli viola ovunque! Anche dema si è dato alla maglia e pensa per il prossimo anno di presentare le crocs col pelo!

Ho seguito qualche altro talk fra mattina e pomeriggio, in particolar modo lo stesso dema che parlava di FON, Stefano Vitta di FON ma che parlava del Grillo’s V-Day, Livia che parlava di intruder.tv, Antonino Attansio (per il quale mi pento di non aver dato seguito al commento a questo post).

Non ho parlato di e.commerce perché non avevo preparato una scaletta per farlo, avevo detto che chiunque volesse chiacchierare di e.commerce con me sarebbe potuto arrivare con una birra trovando in me la massima disponibilità.

Pranzo con dema e Vitta deve peraltro parlavano solo loro da un altro pianeta :-P

Sconfitta dell’Italia per 76-14 contro la Nuova Zelanda (meno male che non ho visto la TV).

Tante altre belle cose, ma non mi vengono in mente in forma tale per essere scritte.

Per concludere, i BarCamp offrono esperienze molto interessanti, incontri e spunti ottimi. Magari da parte mia ci sarebbe voluta un po’ più di iniziativa, nel senso che quando c’era qualcuno con cui mi sarebbe piaciuto chiacchiare potevo benissimo farmi avanti certo che avrei trovato rispondenza dalla controparte.

Sono fatto così, mica potevo trasformarmi in un solo BarCamp (anche se perfettamente riuscito).

Grazie a tutti gli organizzatori, grazie a Susan per l’occasione della maglia, grazie a chi si è fermato a chiacchierare con me e grazie anche a chi non l’ha fatto perché non ho preso l’iniziativa.

Grazie anche al BocaBarranca che è stata una location eccellente, con il personale veramente preparato e sempre discreto e veramente cortese.

Chiudo il post perché dopo due ore sarà meglio che mi metta a lavorare e per non rischiare di sdrucire il monitor per la commozione.

Alla prossima!

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Umarells 2.0.

Fullo cercava di insegnare qualche modo tennico di lanciare il frisbee a Jtheo, Chicco e me quando un umarell ci ha sopraffatti con la sua tecnica da uomo di spiagga in costume nero, come il colore della sua pelle.

Questi sono gli umarells 2.0, quelli partecipativi.

Google decadance.

Come mai in un BarCamp nel giorno del compleanno di Google i gadget li fornisce Yahoo!?

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Ecco la prima foto scattata al RomagnaCamp.

Sono connesso dalla rete del RomagnaCamp.

Pian piano stanno arrivando i primi, si va ad incominciare.

LIVE POST (viene aggiornato con quanto trovo prima dell’evento)

Il RomagnaCamp sta per aprire i battenti con una prospettiva veramente eccezionale. Oltre 150 iscritti, diversi media partner, patrocinicio di Comune e Provincia sono alcuni degli elementi di spicco di questo BarCamp.

Personalmente sono coinvolto in due talk:
il primo è una chiacchierata sul commercio elettronico da farsi con una birra in mano;
il secondo è un esperimento, far lavorare a maglia i blogger ed in caso di esito successivo far nascere un BarCamp dedicato che sia una via di mezzo fra un knit café ed un BarCamp vero e proprio. In più un bell’evento solidale.

Il meteo non si preannuncia molto clemente almeno sulle temperature, e chi conta su un golfino fatto a mano da PM10 valuti se apprezza il filato, quindi il maglioncino è meglio portarlo da casa. A proposito di clima, io ero in ferie da quelle (queste) parti a fine giugno/inizio luglio e la notte in tenda era freschino anche dentro al sacco a pelo. BarCamper avvisato mezzo scongelato (che poi non deve essere congelato di nuovo altrimenti va a male).

Mi raccomando! Non sprecate l’acqua dell’acquedotto che è poca. Voi dopo tornate a casa e non avete problemi, io invece continuo a doverla prendere da lì.

Nessuno osi sedersi accanto a me con una piadina con la Nutella pena scomunica.

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