Coca Colla ha sbagliato.

Si fa un gran parlare del caso CocaCola vs. CocaColla (nessun link, chi è interessato cerca i due siti).

Oggetto del contendere è il nome a dominio del blog che sarebbe un po’ troppo somigliante al nome della bibita più famosa al mondo.

Il problema però non è a malapena blog contro bibita ma il fatto che la bibita abbia un marchio che è valutato quasi 74 miliardi di $ piazzandosi al sesto posto nei marchi più famosi al mondo.

Il problema è anche che pur non somigliandosi graficamente i loghi, pur non essendo in concorrenza i prodotti, i nomi a dominio sono molto simili, ad un errore di digitazione di distanza.

Ora il piccolo blog Coca Colla cerca solidarietà per non dover chiudere per causa della multinazionale americana gigante e cattiva, non la troverà qui.

Non la troverà non perché io sia filo-multinazionali americane giganti e cattive ma perché il nome che ha dato al suo blog Coca Colla è assolutamente un evidente gioco fatto sul nome del colosso. La sua notorietà, la sua facilità di memorizzazione derivano senza ombra di dubbio dalla conoscenza da parte del grande pubblico del marchio della bibita più famosa del mondo.

E non venite neppure a dirmi che non capisco la situazione, che bisogna trovarcisi per sapere cosa succede. Tanti anni fa, un sabato mattina, nella posta c’era una raccomandata che mi contestava il nome a dominio usato per lavoro, dopo 5 anni che lo usavo per lavoro. Probabilmente in tribunale avrei avuto tutti i diritti, ma ho preferito rinunciare a quel dominio (mettendo una pagina con i link al mio nuovo ed all’URL inattivo dell’accusatore) ripartendo da capo e registrando con cura il marchio. Ora quel dominio non esiste più, quel marchio non so che fine abbia fatto ma non importa, avevo sbagliato a registrare un dominio senza prima assicurarmi che fosse un nome “sicuro”. Coca Colla sapeva benissimo che il suo non era un nome sicuro e l’ha registrato assumendosi tutti i rischi, compreso quello di perdere tutta la visibilità raggiunta.

La mia conclusione è “Chi è causa del suo mal…”. E la vostra?

David

Non sono d’accordo. Coca Colla non gioca tanto sull’assonanza tanto per con un marchio famoso. Coca Colla gioca sul fatto che ormai la Coca Cola non è più solo un brand molto conosciuto, ma è ormai l’icona di un’epoca storica. In un certo senso, lo stesso successo della Coca Cola ha reso il suo nome qualcosa che trascende la bevanda gassosa per diventare il simbolo di qualcosa che appartiene a tutti. Con questo non voglio dire che Coca Colla ha il diritto legale a prendere quel nome. Per carità. Ma trovo stupido da parte della Coca Cola chiedere la chiusura di quel blog.

Se un blog di design, che vuole essere all’avanguardia, ha scelto come nome Coca Colla, ovvero una variazione sul tuo nome, in un certo senso è la dimostrazione che tu marchio vieni vissuto come qualcosa che trascende la tua mera esistenza commerciale. E’ la dimostrazione del tuo dominio culturale e simbolico. Chiuderlo è da sciocchi perchè quel blog è quasi una deificazione. Nessuno apre un blog di design, modificando il nome della Sprite, di Mastercard o della Volkswagen, tutti brand molto conosciuti, ma senza il surplus simbolico che ha Coca Cola.

Coca Cola non sta sbagliando dal punto di vista legale. Probabilmente da quel punto ha ragione. Sta sbagliando dal punto di vista culturale (e probabilmente commerciale). E’ un po’ come se un musicista si arrabbiasse perché la gente fischietta le sue canzoni sotto la doccia.

David

Mi permetto di aggiungere un’altra considerazione, a proposito di brand e brand awarness. Immagina se la Coca Cola, anziché chiedere la chiusura del blog, lo avesse premiato. Una cosa del tipo mettere a disposizione 10mila euro del proprio budget marketing (un’inezia per Coca Cola) per sviluppare con un gruppo di giovani appassionati di design e advertising una microcampagna da lanciare da loro blog. Immagina il ritorno in rete, di brand awarness, che avrebbe avuto Coca Cola con un investimento così piccolo. Poteva giocare sul fatto che: Coca Cola investe sui giovani, Coca Cola investe sulla rete, Coca Cola premia la creatività.

Tutto il buzz negativo che ora sta montando contro Coca Cola in rete sarebbe diventato buzz positivo a favore di Coca Cola con un investimento minimo. Il sogno di ogni pubblicitario che lavora sul web.

Fare advertising in rete credo sia anche saper cogliere le opportunità che la rete ti offre. Non sparargli contro.

S.

Certamente dal punto di vista commerciale poteva agire diversamente, con il rischio però di creare dei precedenti pericolosi.

Altra cosa, cocacolla è un’attività commerciale, non è come il ragazzo che canticchia facendo la doccia è piuttosto come la boy band che fa concerti riproducendo grandi successi alla festa della birra del paese senza fare il borderò SIAE, tutto bene finché non vanno in una festa un po’ più grande e non si accorgono che il loro modello non è adatto alla nuova situazione.

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